LA LUNA DELLE MIE NOTTI INSONNI

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domenico friolo

TERRA EMARGINATA
“Ad una certa età, pensionato da anni , la notte a volte si rivela insonne, ed in quelle notti mi godo il fruscio dei meravigliosi sottofondi che percepisco in piccoli rumori di cui ho imparato a conoscerne le origini.
I profumi dei vari fiori nel prato, lo scatto di un gatto, un batter d’ali in fuga, il leggero alito del vento  che smuove appena la foglie, il passo di un ritardatario. E poi, di sovente, gli allarmi di sirene di ambulanze per malati, pompieri o polizia, con centrali di comando chestanno a poca distanza da dove vivo. Infine il passare a distanza dei treni, rumori schermata da ingegnose file di alberi”” . Poi mi rilasso e mi  mi affidò alla notte. 
E qui nasce la mia poesia. 
LA LUNA DELLE MIE
   NOTTI INSONNI
   
Notte, cara amica mia, 
è da tanto che io e te
abbiamo fatto alleanza 
e noi, insieme viviamo 
creando nel nostro tempo 
pensieri vari, sorprendenti.
Di sovente, tu cara notte
proietti miei vecchi sogni
e quando cerco qualcosa,
che mi rende triste, tu mi
porgi la luna per distrarmi 
ed ella, intimamente, 
si protende nella mia realtà.
Lentamente discende
verso me e lieta rischiara 
il mio volto, mi dona 
un cenno di inchino, sorride
e si accomoda in casa,
le parlo, le racconto, 
ció che non conosce.
Ed ella colloca il suo ascolto 
sulle mie parole e attenta,
inizia a scrivere sul suo libro, 
la mia storia: i miei silenzi,
l’inquieto  mio vagare nei dubbi, 
i risvolti della mia vita,
nel bene nel male e in amore.
I miei pensieri consueti, 
le inquietudini, le gioie, 
le follie sognanti o grevi
in emozionanti poesie.
Intanto, il canto mattutino
di un merlo lusinga la fine
dell’ora antelucana. 
Ed è così che la luna 
mi sfiora le labbra e và,
ha finito il suo tempo 
da donarmi in lieta compagnia,
ella guadagna lo spazio 
e và nelle lontananze celesti,
si abbassa del tutto, e và, 
fino a superare l’orizzonte
e svanire oltre le sue spalle.
La notte, ormai pian piano,
si avvolge nelle pieghe
della sua penombra,
svanisce nel bagliore
dell’aurora che desta l’alba,
spalanco le finestre.
Lieti, entrano in casa: l’aria,
i colori ed i tepori del sole,
i profumi del bosco, 
gli echi del ridestarsi,
giunge anche l’aroma 
di un buon caffè espresso,
ed io, un pò assonnato, 
il lieto volto del nuovo giorno
riconosco…Ringrazio Dio.
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Domenico Friolo...

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