Fratelli d’Italia ha aperto una crisi all’interno della maggioranza che governa la Regione, un segnale chiaro di un’alleanza che da tempo mostra crepe profonde. L’annuncio è stato dato dal capogruppo Michele Napoli nel corso dell’ultima riunione del Consiglio regionale: “FdI sospenderà la partecipazione alle attività dell’Assemblea e delle Commissioni fino a quando non si farà chiarezza politica nella coalizione “ guidata da Forza Italia e dal presidente Bardi. Un’azione drastica che ha avuto un effetto immediato: il Consiglio regionale di ieri non aveva il numero legale per poter operare. Se una figura come l’avv. Napoli, noto per il suo equilibrio e il suo senso di responsabilità istituzionale, arriva a prendere una posizione così netta, è evidente che la questione diventa seria. A farne le spese sono i cittadini lucani, costretti a subire un’amministrazione regionale paralizzata dalle beghe interne alla maggioranza e dagli scontri tra i vari equilibri di potere.
La vita istituzionale, finanziaria e amministrativa di una Regione non può essere ostaggio di giochi di partito o di regolamenti di conti interni. Ad alimentare la querelle nel centro destra ci sono posizioni a livello locale che sonbo in netta contraddizione con gli schgieramenti nazionali. La storia ci dice che queste anomalie sono possibili , sopratutto nei piccoli centri, ma ci sono casi nei quali il significato politico va al ai là della opportunità e diventa un evidente anomalia. E’ il caso di Matera, con la corsa alle primarie del Centrosinistra del giovane Casino, mas è anche il caso di Senise dove sembra, che Basilicata Casa Comune abbia fatto un accordo con l’assessore Cupparo per una lista comune . E lo ab bia fatto nella stessa giornata in cui , commentando la situazione alla Regione, il lkeader del Movimentop civico Chiorazzo abbia gridato ai quattro venti lo sfaldamento della maggioranza di Bardi..
Non meno paradossale è ciò che sta accadendo a Matera, dove gli stessi che si alleano con Forza Italia a Senise, contestano la presenza del figlio di un consigliere regionale di Forza Italia alle primarie del centrosinistra, insieme a esponenti del PD e di Azione esclusivamente per tentare di ottenere il candidato sindaco .
Una politica schizofrenica, in cui le alleanze si stringono o si contestano non per motivi ideologici, ma per pura opportunità elettorale.
La situazione politica in Basilicata sta diventando un groviglio inestricabile, un caos in cui le alleanze si formano e si disfano senza una logica coerente, seguendo solo logiche di convenienza.
I partiti tradizionali, sia di centrodestra che di centrosinistra, hanno rinunciato a definire un perimetro politico chiaro, lasciando campo libero a forze civiche che non solo usano i partiti ma entrano anche nelle loro logiche interne per cambiarne i rapporti di forza.
La priorità sarebbe dovuta essere la costruzione di alleanze politiche solide e coerenti, basate su programmi e visioni comuni, per poi aprirsi al contributo delle forze civiche.
Invece, è accaduto l’opposto: sono i civici a destabilizzare l’agenda politica, con il risultato che la Regione è ostaggio di un continuo “doppiopesismo”.
E in questo scenario, l’unica certezza è che a pagare il prezzo più alto saranno, ancora una volta, i cittadini lucani.
LA MAGGIORANZA REGIONALE SI SFARINA. MA L’OPPOSIZIONE NON RIESCE A STARE IN PIEDI
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