LA MAGISTRATURA E’ SEMPRE LA BENVENUTA

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Sull’ambiente in Basilicata la Magistratura trova sempre da lavorare, da quando ha realizzato che in questa regione, piccola e disabitata, si possono commettere misfatti e reati, vuoi per la scarsa capacità di controllo che l’amministrazione pubblica ha fino a l’altro ieri svolto, vuoi per la inidoneità delle istituzioni a contrastare i colossi dell’industria partecipata, che agiscono protetti da leggi che ne fanno organi plenipotenziari nei territori dove operano. Così per l’Eni, così per la Sogin.  Di sversamenti radioattivi si parla da anni: inchieste, denunce, risposte all’insegna del “tutto a posto”,  questi grand commis italiani non muovono un battito di ciglio rispetto all’opinione pubblica, salvo cagarsi addosso quando arriva la Magistratura a sequestrare ed a cercare di vederci chiaro. Molte volte la Magistratura arriva tardi, quando il danno è fatto , però lascia comunque il segno, nel senso che qualcosa il giorno dopo cambia in ordine ai comportamenti. Non fosse intervenuta nella storia dello sversamento del COVA , probabilmente la Regione non ce l’avrebbe fatta a tenere botta all’arroganza della società petrolifera . Non parliamo del nucleare, rispetto al quale si e nò ci consentono di alzare un ditino per fare una domanda . Insomma da queste storie, che vengono a disvelarsi solo per la pressione che l’opinione pubblica esercita a livello di territorio, emerge che quando le Istituzioni non hanno nulla da temere ,l’alleanza con la Magistratura può essere un’arma efficace, a patto che ci sia una Istituzione attrezzata, piena di professionalità forti, dotata di strumenti di monitoraggio adeguati, tutte cose che per decenni non si sono viste, col risultato di una vigilanza ambientale risibile fino a sembrare connivente. Solo chi non ha  niente da nascondere può avere il coraggio di denunciare. E però la magistratura che è sempre pronta a convocare i giornalisti rispetto a provvedimenti cautelari o di sequestri, deve imparare anche a convocare i giornalisti sull’iter e sull’esito cui le sue inchieste portano, non foss’altro per tranquillizzare l’opinione pubblica sull’efficacia dell’intervento svolto. Sulla Siderpotenza abbiamo vissuto la fase dei provvedimenti cautelari, quella delle misure prese a tutela dei cittadini, ma nessuno sa se la storia è finita e se i potentini possono stare tranquilli.. Qui si parla di centraline malposte rispetto  alla ventilazione, di granella e residui di combustione a cielo aperto, di acque del piazzale che non sono opportunamente convogliate. Qualcuno , magari il Sindaco che è sempre l’autorità sanitaria del capoluogo, vuole informare l’opinione pubblica di come è finita la vicenda, magari chiedendo ai magistrati se è tutto a posto ? Rocco Rosa

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Sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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