LA MEDICINA IN BASILICATA NEL 1500

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ANTONIO MOLFESE MEDICO-GIORNALISTA*

Il territorio facente parte del regno di Napoli era una regione povera in quanto chiusa tra le altre e con pochi sbocchi sul mare Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente l’Europa fu invasa da tribù nordiche, sostituendo l’amministrazione di Roma, organizzata secondo il sistema feudale .La pratica medica si basava soprattutto su credenze religiose, tradizioni popolari e sulle superstizioni, al punto che il pensiero progressista degli studiosi greci e romani e i grandi i testi arabi sulla medicina e sulla scienza sembravano non essere mai esistiti. Sotto l’impero l’Europa, l’Italia ed i vari territori avevano beneficiato dell’arrivo dei medici greci, delle buone pratiche di Igiene e delle conoscenze sui rimedi fitoterapici.
La nuova organizzazione politica limitava invece lo scambio di informazioni e la possibilità di preservare il sapere al di fuori dei centri religiosi. I monasteri erano tra i pochi luoghi che avevano la produzione di libri e l’apprendimento, salvaguardando il patrimonio di conoscenze in attesa del risveglio per l’interesse della medicina, che poi avvenne tra le metà e la fine del Medioevo. All’epoca l’unico elemento unificante era la Chiesa Cattolica che occupò il vuoto di potere creatosi dopo la caduta dell’impero romano.
Solo nel XII secolo la traduzione dei testi antichi e la circolazione di nuove idee diedero un impulso alle conoscenze scientifiche; le pratiche mediche, lo studio del corpo, l’approccio alla malattia e al trattamento erano dettati dalle autorità religiose, le quali, per esempio,
vietarono l’autopsia e la dissezione rendendo impossibile ogni progresso della conoscenza medica.
L’uso dei Rimedi Naturali, soprattutto delle erbe, fu riconosciuto e accettato perché considerato un dono di Dio in aiuto all’uomo. Lo Speziale preparava composti a base di erbe conservate nelle proprie spezierie e che rappresentavano i rimedi medicamentosi per la cura delle malattie…I monaci e le monache coltivavano le erbe per uso proprio e per  trattare i membri malati della comunità esterna al monastero. Nel Medioevo gli ordini religiosi fondarono in Europa diversi ospedali, la maggior parte dei quali adibita ad ospizi dove fornivano assistenza medica, ricovero e guida spirituale ai bisognosi.
Per tutto il medioevo la sopravvivenza al parto dei neonati e delle donne rappresentava una delle maggiori sfide, a causa del calo demografico provocato dalle malattie, ed il concepimento ed il parto erano considerati una priorità, ma l’accesso alle cure materne era limitato e legato alla condizione sociale. Solo le donne aristocratiche erano assistite da un medico, che aveva per lo più sull’argomento una conoscenza teorica e non pratica; le altre donne gestivano il parto con l’aiuto della “donna di esperienza”, poi mammana, che aveva imparato il mestiere con la pratica, ma aveva poca o nessuna formazione scientifica.
(Continua)
* torremolfese.altervista.org

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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