VIVERE L’ULTIMO ISTANTE

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Voglio bene a Domenico Friolo non solo perchè ci conosciamo da ragazzi, ma perchè ho sempre visto in lui una persona speciale. Per quel suo alternarsi di allegria e malinconia, per quel suo essere semplice e spontaneo, per quella sua capacità di starti accanto sapendo che le parole non servivano. Ieri mentre gli chiedevo di mandarmi una delle sue poesia, ha interrotto la comuncazione: Oggi ne so il motivo:

“Carissimo, è deceduto il mio migliore amico tedesco: un fratello. Luz il suo nome. 35 anni di amicizia troncati. Domani il suo funerale. Sono triste, affranto. Mi hai chiesto una poesia, l’avevo scritta per me, mi accorgo che le parole, sono le stesse che sarebbero toccate a Luz. Una grande persona, che dipartendosi alla volta del Signore, non lascia il vuoto, ma amore. Si fece carico di allevare i suoi nipoti gemelli, privati da padre, lui da nonno, ne ha fatto le veci. Con grande affetto, con cura, con un grande senso di responsabilità. Amava l’Italia, come sua seconda patria, le sue ferie, con i suoi cari, avevano sempre l’Italia come traguardo. Quante grigliate nel nostro cortile, fatte insieme, con i nostri figli, con i nostri nipoti. Ora, pensionati, con Luz e Juli, io e mia moglie, andavamo e spesso a cenare, nei ristoranti italiani di Marburg; Luz chiedeva: ——Mimmo ordina tu anche per me… Leggevo la sua soddisfazione nei suoi occhi, la sua signorilità a tavola. Ora, ho disdetto un’ultima cena, già programmata. La prossima volta, saremo Juli, Anna e io, mancherà Luz… Addio mio caro grande amico, domani onorerò le tue ceneri: riposa in pace, Luz.”

VIVERE L’ULTIMO ISTANTE.
Irta, difficile, scomoda la via,
dove ancora muovo il passo.
Fardello pesante, gravoso.
Amare gli altri è divenuto
croce pesante.
Eppure amo chi mi ha amato,
fosse stato anche un solo istante.
È l’amore…che mi sorregge.
Il mio passo lentamente va verso
l’appressarsi del mio tramonto,
quel confine sottile, invisibile,
che separa vita e morte,
come la morte e la vita.
Mi concedo all’aurora, libero,
mi cattura il crepuscolo,
mi nascondo alla notte,
pronto a cogliere il dono
di un nuovo giorno.
Ed allora
la mia preghiera sale al cielo.
Poco importa,
se durante il cammino
del nuovo giorno, la croce
diverrà più greve, più pesante.
Raccoglierò a me i sorrisi
dei miei cari, dei loro bimbi,
faremo ancora un girotondo,
per rendere indelebile il dono
della vita e lasciar ardere la fiamma
che mi faccia vivere, oltre la morte,
quale esempio d’amore, poi
ancora un istante, l’ultimo, per glorificare
l’Altissimo e implorare il suo perdono.
by Domenico Friolo.

 

 

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