Per un giornalista le fonti son preziose , a patto che esse siano serie nel disvelare verità nascoste. Nel caso del San Carlo e delle accuse rivolte da Nino Grasso al Governo regionale per non aver adempiuto all’obbligo di legge che prevede il licenziamento del direttore generale in caso di deficit di bilancio, queste fonti , per ignoranza o malafede, non hanno questa volta raccontato all’ottimo commentatore de “La Nuova”la verità che era nascosta sotto i numeri e che hanno giustamente convinto la Giunta regionale a non adottare il provvedimento reclamato. L’Istituto Sant’Anna di Pisa che doveva esaminare l’andamento delle aziende sanitarie lucane relativamente al 2022, per il San Carlo di Potenza ha enumerato una serie di performance positive in molti settori, sottolineando l’ottimo lavoro fatto nell’aumento di produttività generale. Ha poi preso atto del dato comunicato dal Dipartimento generale della regione di un deficit di 2 milioni e passa. Ora questo dato, che ha fatto strillare la Nuova , è fuorviante perché non corredato dalle dovute spiegazioni . La prima è che nel 2022 il San Carlo ha maturato un credito dalla Calabria per dieci milioni di euro per prestazioni effettuate e che, essendo peraltro la sanità regionale calabrese in regime commissariale, per riscuotere il credito bisogna aspettare le compensazioni tra Regioni. La seconda è che per il 2022 , dato l’aumento esponenziale dei costi energetici che hanno portato il San Carlo ad una spesa energetica di 16 milioni contro i quattro dell’anno precedente, la Regione ha prodoto un deliberato per un contributo straordinario su quelle spese, imputando, per motivi contabili, l’erogazione effettiva sul bilancio 2023. Due argomenti validissimi che avrebbero dovuto indurre il Direttore generale del Dipartimento regionale a comunicare all’Istituto Sant’Anna queste circostanze,che hanno determinato un mero passivo contabile ma non già un deficit di gestione dell’anno in questione. Perché non è stato fatto? Per distrazione o per calcolo? Una mancata trasparenza nell’accertamento dei fatti, oppure un tentativo di sgambettare un manager che ha ancora davanti a sé ancora un anno di conduzione prima che il Governo possa disporre del relativo incarico.? Alcune circostanze, quali il contemporaneo attacco del capogruppo di Fratelli d’Italia , Napoli, al management del San Carlo, anch’esso dimostratosi una cartuccia bagnata, fa pensare che si voglia mettere anzitempo le mani sul maggiore Ente ospedaliero lucano, prima della scadenza naturale. Non è la prima volta che si gioca al tiro al bersaglio preventivo. Solo che è un’azione estremamente scorretta , perché gioca sulla dignità della persone. Ogni dirigente sa di non essere eterno e di doversene andare a casa alla scadenza del mandato. Ma ha diritto di uscirsene a testa alta , su una narrazione del suo operato che sia vera e non falsata da manovre di palazzo. Tocca al nuovo direttore ,Tripaldi, ristabilire la verità , semplicemente acertando e certificando che cosa veramente c’è dietro ai numeri. Rocco Rosa
“LA N U O V A” SBAGLIA, IL SAN CARLO E’ A POSTO
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