La necessità di un’opposizione al Governo Draghi.

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GERARDO LISCO

Con la nascita del Governo in carica stiamo assistendo al totale appiattimento dei media e dello stesso ceto politico al “verbo” di Draghi. La cosa, per quanto riguarda i media non mi meraviglia più di tanto. Le testate giornalistiche nazionali, lige alle indicazioni dei padroni/editori, già dalla fine del primo governo Conte  auspicano l’avvento di Draghi. Ciò che mi lascia perplesso è il servilismo che larga parte del ceto intellettuale nazionale sta assumendo nei confronti del Governo Draghi. Il massimo del servilismo acritico del ceto intellettuale italiano è stato raggiunto dalle dichiarazioni fatte dal prof. Gozzini rispetto al Presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, rea di essersi rivola “da pari a pari a uno come Mario Draghi”. L’attacco del prof. Gozzini è un atto squadrista, forse dovremmo dire della Securitate,  alla libertà di pensiero e di espressione. Pur non condividendo la Meloni mi ascrivo a quel 42% di italiani, stando ai sondaggi, che non ritengono Draghi un uomo della provvidenza ma solo l’espressione massima del finanzcapitalismo  e degli interessi delle banche. Bene ha fatto, nella sua dichiarazione di voto contrario, la Senatrice Elena Fattori, di Sinistra Italiana, a ricordare a Draghi le responsabilità avute durante la crisi greca. Ciò premesso passo al nocciolo della questione e cioè alla mancanza di un’opposizione al Governo Draghi o meglio all’esistenza di un’unica opposizione organizzata al Governo Draghi rappresentata appunto da Fratelli d’Italia. Il partito guidato dalla Meloni è una forza politica pro establishment sul piano delle politiche economiche e conservatrice su temi valoriali come la difesa della famiglia tradizionale, la questione immigrati, la difesa dell’identità nazionale  ecc. Di fatto, perciò, manca un’opposizione  al Governo Draghi rispetto alle politiche economiche  che il governo esso dovrà mettere in campo da qui ai prossimi mesi. L’unica opposizione di Sinistra presente in parlamento è Sinistra Italiana rappresentata da Fratoianni, Nugnes e Fattori. Sarebbe opportuno a questo punto che i dissidenti/espulsi del M5S, a partire da Cabras, abbiano il buon senso e l’intelligenza politica di organizzarsi, facendo magari riferimento a Sinistra Italiana,  per costituire in parlamento gruppi autonomi al Senato e alla Camera al fine di evitare che le postazioni dell’opposizioni nelle varie Commissioni tocchino  solo a Fratelli d’Italia. Bisogna partire dal Parlamento per costruire un’opposizione sociale al Governo Draghi. Senza un’opposizione da Sinistra larghe fasce di elettorato si troveranno ad essere prive di rappresentanza per cui le uniche  scelte possibili, venute meno le barriere ideologiche, potrebbero essere  Fratelli d’Italia o l’astensione. A favorire la nascita di una opposizione a sinistra dello schieramento politico dovrebbero essere sia il PD che il M5S e la stessa LeU. Aver scelto di sostenere il governo Draghi può avere una sua logica, però dovrebbero capire che lo spazio politico che occupano non è autosufficiente in caso di elezioni politiche.  Dopo che avranno avallato il Governo Draghi, non  potranno essere competitivi neanche candidando Conte a capo della coalizione, sempre ammesso che la figura di Conte possa essere spesa da qui al momento delle elezioni politiche. Un soggetto politico in opposizione al governo Draghi non deve nascere come elemento di rottura rispetto all’intesa PD – M5S – LeU. Compito di una opposizione di sinistra deve essere quella di stimolo e pungolo oltre che eventuale soccorso in Parlamento e nelle Commissioni Parlamentari per bilanciare e rintuzzare il centrodestra il quale potrà sicuramente contare sull’appoggio di  Fratelli d’Italia rispetto a determinati provvedimenti. L’organizzazione di un’opposizione da Sinistra al Governo Draghi dovrebbe avere anche la funzione di mettere ordine rispetto alle categorie Destra/Sinistra. Da decenni la differenza si è praticamente annullata, non è un caso che l’opinione pubblica non ne percepisca più la differenza. Le politiche economiche, soprattutto dal Governo Monti in poi, sono state fondamentalmente le stesse: riduzione della spesa pubblica, interventi dal lato dell’offerta con denaro a basso costo e competizione tra le imprese sul costo del lavoro, riduzione dei salari e flessibilità/precarietà del lavoro. La differenza tra Destra e Sinistra ha riguardato questioni che nulla hanno a che vedere con le condizioni materiali delle classi sociali subalterne. Che Draghi vorrà continuare con le stesse politiche lo si evince chiaramente da alcuni passaggi del suo discorso nello specifico quando dichiara <<  Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi>>. Una tale affermazione che ai più può apparire di buon senso nei fatti nasconde il dato essenziale e cioè che Draghi   metterà in campo politiche economiche di austerità. Le imprese per sopravvivere oltre che denaro avranno bisogno di manodopera a basso costo, flessibile, per cui se da una parte assisteremo al mantenimento del Reddito di Cittadinanza dall’altra assisteremo a lavoratori precari e disoccupati che avranno quel minimo  di ossigeno saranno in balia dell’andamento del mercato e delle esigenze di imprese che dovranno fare profitti e nel contempo rientrare con i debiti  contratti con il sistema bancario. Dicevo, la costruzione di una opposizione a Draghi deve essere l’occasione per ridefinire  concettualmente destra e sinistra: la differenza non  dovrà connotarsi su questioni valoriali e/o etiche ma in merito alla difesa dei lavoratori per favorire politiche di uguaglianza sociale di rimozione degli ostacoli alla realizzazione della persona. Questioni etiche e valoriali, essendo trasversali, verranno messe fuori ad arte per distrarre l’opinione pubblica e nascondere i temi dello sviluppo economico e dell’uguaglianza sociale. Il mio auspicio è che se dovesse nascere una opposizione di Sinistra sappia cogliere e portare avanti le istanze di giustizia sociale che vengono dalla maggior parte degli Italiani. Il 21 febbraio è la data della Pubblicazione de il Manifesto di Marx ed Engels rileggerlo sarebbe opportuno.

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Sull' Autore

Gerardo Lisco

Capo Unità Org.Amm. presso Ferrovie Appulo Lucane Ha studiato Giurisprudenza presso Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Sociologia presso l'Università di Salerno

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