LA PARITA’ DI GENERE E LE FESTE COMANDATE

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Il dibattito sulla retorica dell’8 marzo, come festa comandata,che in parte serve a placare la cattiva coscienza e in parte serve a nascondere le distanze che ancora esistono nella parità di genere, è alimentato da questa decisa presa di posizione da parte  della prof.ssa Antonia Tammone, referente regionale dell’associazione insegnanti lingue straniere. 

Ormai si tratta di una festa faziosa, che, almeno in Occidente, non ha più senso e che andrebbe abolita, considerando che le convinzioni del passato sono state affinate. Affermarsi e pretendere diritti e libertà è un passo da compiere sempre, non in virtù del ‘essere donna’, ma in quanto individui e rappresentanti del genere umano. 

Questa kermesse pagana è tramontata. Non c’è molto da festeggiare se si continua a non solidarizzare fattivamente. Combattiamo l’indifferenza, la misera fraseologia dei sentimenti codificati.

Prof..ssa Maria Tammone

” Meglio una testa ben ‘fatta’ che una testa ben piena” (Edgar Morin), perché per consentire di risolvere le sfide quotidiane è necessario essere in grado di integrare le nostre conoscenze in seno alla vita, con cuore, corpo e mente.
Una carezza per le donne e per gli uomini, ingiustamente sofferenti, anche e ancora oggi, più che mai.
“Wir können diese Welt nicht ändern, bevor sich nicht die Individuen ändern”. Ovvero: “non possiamo cambiare il Mondo finchè non cambiano gli individui”
Marie Curie, premio Nobel per la chimica

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Antonio Corbo

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