di JAROD
Negli ultimi giorni abbiamo assistito a uno spettacolo poco edificante tra la consigliera regionale del M5S e il presidente del Consiglio regionale. Un episodio che, invece di contribuire al dibattito politico, ha alimentato una sterile polemica, con la consigliera dei 5 Stelle che sembra aver tratto forza dalle oltre 110.000 visualizzazioni e dai 1.100 like ottenuti sui social. Se si analizzano i numeri, si nota che il gradimento reale di quei visualizzatori è pari all’1%. Una proporzione che dimostra chiaramente la differenza tra popolarità e consenso politico. Se da un lato si continua a cavalcare un populismo che è sempre stato nel DNA del M5S, dall’altro si mina la possibilità di costruire un campo largo e progressista capace di offrire una vera alternativa alla destra. Questo atteggiamento, che si concentra su attacchi e divisioni anziché su una progettualità politica concreta, ha di fatto già consegnato la regione Basilicata al *centrodestra-sinistra* guidato da Bardi. Il governatore, infatti, ha saputo sfruttare la frammentazione interna al fronte progressista, stringendo accordi “programmatici” con Italia Viva e Azione, i cui massimi rappresentanti in passato hanno ricoperto posizioni apicali nel PD. Nessuna critica è stata mossa nei confronti di esponenti dello stesso PD che, pur avendo avuto nel corso dell’ultra trentennale carriera ruoli di primo piano nelle istituzioni – da consigliere, assessore , presidente di Regione, parlamentare e , sottosegretario e magari con la compiacenza anche del ministro – hanno scientemente contribuito al fallimento della costruzione del campo largo, che schermandosi all’ombra di un pseudo- civismo, hanno alimentato le diatribe con il risultato che costoro hanno contribuito al varo del 2^ mandato di Bardi basato su governo regionale ibrido (su base programmatica con Azione e IV) , una sorta di riedizione, a parti invertite, del primo esperimento giallo-verde nazionale del M5S (programmatico). Si assiste così a un paradosso: mentre chi rivendica purezza politica si è alleato in passato con la Lega , chi prova a costruire una coalizione alternativa si trova di fronte a veti e condizionamenti che finiscono per spingere potenziali alleati del campo largo verso il centrodestra. Gli eventi recenti dimostrano che, finché il dibattito politico resterà ancorato a personalismi e scontri individuali, la destra continuerà a vincere senza difficoltà. Se il centrosinistra lucano vuole davvero cambiare rotta, è necessario innanzitutto chiedere maturità ai 5stelle, riconoscere gli errori, superare le divisioni e tornare a fare politica in modo serio e responsabile. La politica non è uno spettacolo da social né una guerra tra “puri” e “impuri”. È confronto, costruzione e capacità di proporre una visione alternativa per il futuro della regione. il centrosinistra non ha ancora compreso che è giunto il tempo di mettere da parte le polemiche e lavorare concretamente a un progetto di governo credibile e coeso, capace di contrastare il centrodestra a trazione Fratelli d’Italia . Al centrodestra, per converso, basterebbe semplicemente alimentare di tanto in tanto il livore mai sopito tra ex PD, centristi e M5S per assicurarsi, senza sforzo, la vittoria a qualsiasi tornata elettorale .