MARATEA, UNA PINACOTECA IN RICORDO DI GIOVANNI DI PUGLIA

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Emanuele Labanchi
di Emanuele Labanchi
Il compianto Dott. Sergio De Nicola, stimato e sensibile nostro concittadino, in gioventù Consigliere comunale, ha dedicato al pittore marateota due suoi scritti che è possibile leggere in www.calderano.it – “Storia e storie”, come tratti dal suo libro: “MARATEA….parliamone ancora:
Eccone uno:
“Giovanni Di Puglia e l’infinito di Maratea”
Un artista in dialogo con memoria e natura”. “Sono i colori trasparenti e crepuscolari del mattino che oggi delicatamente fissa sulle tele a riempire le sue giornate nella solitaria stanzetta della locale Casa di riposo. Così Giovanni Di Puglia, abbatte barriere ambientali e fisiche impostegli dall’età e si congiunge a quell’infinito che sin dall’infanzia ha riempito la sua anima quando il suo spirito si confondeva nella contemplazione del mare di Maratea e le brezze e le onde con il loro alito e le loro voci parlavano al suo cuore di ragazzo ribelle. Ero affascinato, sono sue parole, dalla natura grezza, dal mare, dal cielo, dall’infinito. Mi incuriosiva la vita degli uomini, la studiavo e la vivevo scappando da casa o marinando la scuola per stare con i pescatori. Queste immagini ritornano sempre nella mia mente e trasfigurati dalla maturità li traspongo sulle tele in un continuo dialogo con la memoria e la natura.
Giovanni Di Puglia nasce a Maratea nel 1913. Sin dalla primissima infanzia fu attratto dalla pittura. Scrive in una sua biografia: … Cominciai a dipingere sulle lastre di pietra della scogliera del mio paese. I miei colori preferiti furono le terre che impastavo con l’olio d’oliva in mancanza di diluenti con i quali raffiguravo, a modo mio, le meraviglie della natura che mi circondava.  Usavo pennelli che mi costruivo alla meglio con setole di maiale, dipingevo su tele di lino grezzo sottratto dal corredo di mia madre e che tagliate fissavo su telai rudimentali. I suoi primi soggetti furono stelle marine, pesci, scogli, barche, case di pescatori, tutti soggetti patrimonio di quel mondo ruvido e nello stesso tempo poetico di questi uomini di mare pieni di saggezza antica e temprati nello spirito da silenziosa fatica. Nel 1960, notato dal maestro Vittorio Gui, direttore d’orchestra e fondatore del Maggio Musicale Fiorentino, viene introdotto in importanti ambienti artistici e nello stesso anno a Roma organizza con successo la sua prima mostra personale. In questi anni scopre l’acquarello, una espressione artistica che pratica ancora e che gli consente, come dice, di calarsi nel profondo delle cose. Nei suoi soggetti quasi sempre rivive la cultura e la tradizione locale con la quale l’Artista ha un rapporto intimo e alla quale ha fatto sempre riferimento anche quando la vita lo ha portato lontano dal suo paese.
Sono i personaggi della sua infanzia, diventati nel tempo eroi e miti, sono le donne del Porto di Maratea slanciate, alte, diritte come un fuso, con i visi ovali, occhi e capelli per lo più neri, dalle lunghe sopracciglia ad essere riplasmati sulle tele dalla sua fantasia e dai suoi colori. In queste opere, che nulla hanno a che fare con la ritrattistica tradizionale, è resa e rivive l’energia, la forza il coraggio e la rudezza di questi uomini. E’ tutto il loro carattere vivo e dignitoso, plasmato in continua e verghiana lotta per la sopravvivenza che tali personaggi esprimono nelle sue tele. Nel 1973 Giovanni Di Puglia si trasferisce a Cormons. Feconda nel Friuli è la sua produzione che rimane intimamente legata alla sua terra d’origine. La sua Venezia, scrive Federica Di Castro, è infatti vista nella stessa chiave in cui è vista Maratea… …Venezia, come Maratea, fiammeggia di luci, di interiorità subito spente, tanto da apparirle del   tutto sorella.
Come naturale, la maturazione artistica di Giovanni Di Puglia si è evoluta nel tempo; voglio solo superficialmente segnalare, non essendo un esperto della materia, le tre fasi salienti che caratterizzano nel tempo la sua produzione e che sono a me accessibili. É tutta la natura e lo spirito mediterraneo, caratterizzato da colori vivaci e decisi ad emergere nella prima fase della sua produzione artistica. Negli anni del suo soggiorno friulano sente fortemente l’influsso della cultura e del carattere centroeuropeo, mi dice: … … In questo periodo ero come un vulcano…… sarei stato capace di mangiarmeli i colori.  Ora ritornato a Maratea a vivere in serenità la sua senescenza i colori delle sue opere sono diventati sfumati, come quelli dell’arcobaleno, quasi ad esprimere un bisogno di riposo, un desiderio di tranquillità, autoanalisi, interiorizzazione.
Numerose negli anni sono state le sue mostre personali e collettive che hanno spinto a scrivere su di lui numerosi artisti e critici tra cui Giorgio Bassani, Mario Gorini, Giuseppe Appella e altri. Incontro spesso Giovanni Di Puglia nelle mie periodiche visite alla locale Casa di Riposo; si parla di arte, di Maratea, del suo passato e del suo futuro, si commuove quando con slancio augura al suo paese un avvenire prospero nel rispetto della cultura, della natura e della tradizionale architettura del luogo.
Gli ho detto ultimamente che avrei scritto qualche cosa su di lui perché mi ha colpito la serenità con la quale vive i suoi ricordi e il senso di luce ed infinito col quale continua a fissare sulle tele il suo forte desiderio di immenso. Ho inteso richiamare quanto scritto da Sergio De Nicola per una opportuna, se non doverosa, riflessione sulla vita e le opere dell’artista, anche perché si possa realizzare una pinacoteca, magari nel Centro storico a Palazzo De Lieto, che già è sede della pinacoteca Angelo Brando. Giovanni Di Puglia, profondamente legato a Maratea, ha donato negli anni 1997- 1998 numerosi suoi quadri e acquerelli al Centro culturale “José Mario Cernicchiaro”, allora impegnatosi con il Presidente p.t. a custodirli e ad allestire una pinacoteca, organizzare mostre, etc. Nel mese di luglio dell’anno scorso il Centro culturale ha organizzato presso Villa Tarantini una Mostra (Curatore il Prof. Raffaele Iannone) con esposizione di oltre trenta acquerelli, recentemente affidati alla Presidente del Centro, Prof.ssa Tina Polisciano, dalla vedova del pittore affinché la memoria dell’artista non cada nell’oblio. Trattandosi, dunque, di una ampia collezione costituita da quadri e acquerelli, degni di costante esposizione al pubblico, ecco una proposta rivolta soprattutto al nostro Comune, alla competente Soprintendenza e al Centro culturale:
Si renda omaggio a Giovanni Di Puglia, anche nel rispetto della sua volontà e dell’impegno assunto, con una pinacoteca a lui dedicata, preferibilmente a Palazzo De Lieto, o presso Villa Tarantini o altro luogo idoneo, ove rincontrare l’artista marateota attraverso le tante opere ispirate dalla sua terra, come da lui destinate al paese natale!
Ha scritto Giorgio Bassani:
“Caro Di Puglia, … i suoi quadri sono come la sua casa: a rivederli d’inverno, sotto una luce più clemente, migliorano. E quegli aspetti della sua pittura che mi erano sembrati in contraddizione (sensualità mediterranea, da un lato: spiritualismo nordico, letterario, dall’altro), oggi dopo questa ultima ricognizione, non mi sembrano più tali. Il valore della sua arte sta proprio, invece, in questa tensione perpetua fra le opposte esigenze, della sensazione e della riflessione, del percepire e del comprendere. Fin dagli inizi, lei non si è mai accontentato di descrivere le bellezze della sua terra. Ha sempre preferito darcene una immagine più completa, proporcene una interpretazione: a costo, magari, come pittore, di risultare meno attraente, meno perfetto. E non è appunto la tensione nei confronti di tutto ciò che è diverso da sè, la caratteristica fondamentale della poesia? Chi è poeta, può appagarsi, e gloriarsi di essere soltanto poeta?… Il suo talento di pittore, il suo istinto naturale, non le sono mai bastati, lei ha voluto sempre contraddirli. Ed ecco che la ripagano con abbondanza con questi splendidi frutti tardivi, colmi di succo, gravi di sapore”.
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Sull' Autore

Nato il 31 luglio 1951 a Maratea (PZ) dove risiede, dopo aver conseguito il Diploma di Maturità classica, si è laureato in Giurisprudenza nel 1973 presso l’Università “Federico II” di Napoli con voto 110/110. Coniugato con tre figli. È stato Docente di Discipline giuridico-economiche ed ha esercitato la libera professione forense (Albo presso il Tribunale di Lagonegro) con studio legale in Maratea, dove ha ricoperto la carica di Consigliere comunale dal 1975 al 1990. È stato ed è particolarmente attento alle tematiche ambientali e socio-culturali della Basilicata e del Mezzogiorno d’Italia. È da qualche anno un blogger amatoriale: https://isolasantojanni.blogspot.com/

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