LA POTENZA CHE VORREI Capitolo 1 – Dare voce ai cittadini potentini

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di ROCCO PESARINI

 

 

 

Il 2019 è un anno importante per Potenza perché, oltre alle tante volte citate ricorrenze, si andrà al voto per eleggere il nuovo Sindaco ed i nuovi consiglieri comunali che avranno il compito di amministrare (bene, si spera) questa città fino al 2024.

Ammetto che attendo questa campagna elettorale con piacere misto a sfizio e curiosità.

Sono curioso di leggere i nomi di candidati (quelli “veri” però e non i semplici riempi – lista messi li per raccattare la propria trentina di voti tra familiari e amici).

Mai come questa volta sono curioso di leggere programmi, promesse e proposte elettorali (seguo molte tematiche della mia città ed ho le mie idee in proposito) di coloro che ci chiederanno il voto per amministrare tanti aspetti della nostra vita di tutti i giorni.

Ieri ho pubblicato un post sul mio profilo facebook in cui chiedevo ad amici e conoscenti di indicare un solo progetto, una sola idea, una sola proposta che vorrebbero fosse attuata da chi andrà a sedersi nella “stanza dei bottoni” comunale. Tante proposte, tanti suggerimenti, qualche provocazione, qualche battuta da buontempone: ne è uscito fuori un quadro composito, interessante, variegato di cose da fare e/o realizzare.

Valorizzazione del centro storico, viabilità, riqualificazione finale di Bucaletto, ritorno della ZTL, stadio, eventi al Parco Fluviale del Basento, incremento servizi nelle aree rurali e tanti altri spunti di riflessione.

La cosa che più mi ha colpito positivamente è stato però constatare che l’attaccamento di tanti potentini alla propria città è forte: c’è passione, ci sarebbe voglia di impegnarsi, di proporre, di suggerire. Le idee non mancano: magari non tutte sono realizzabili o fattibili ma quantomeno andrebbero discusse e valutate.

E allora prima di strade, ponti, centro storico, eventi e chi più ne ha più ne metta, la prima cosa che dovranno fare i futuri amministratori di sta città sarà quello di instaurare finalmente, una volta per tutte, in maniera fissa ed organizzata, un dialogo continuo ed effettivo con i cittadini.

Devo riconoscere che l’attuale amministrazione ha sempre mostrato apertura al dialogo. Non lo nascondo che ho un ottimo rapporto con diversi assessori e consiglieri e che non è mai mancata la possibilità di incontrarsi e confrontarsi su tante problematiche o aspetti della vita cittadina.

Ciò che però occorre e quel dialogo fisso e costante sopra citato.

Come realizzarlo?

Con le rappresentanze di quartiere. Chiamatele comitati, associazioni, circoli, chiamatele come vi pare ma questo è il primo passo da fare per stabilire quel dialogo e quel confronto tra amministrazione e cittadini.

Fatto questo poi immagino incontri fissi (trimestrali o semestrali o anche annuali) tra il sindaco, la giunta ed il consiglio e le rappresentanze per trattare ogni aspetto della vita dei quartieri della nostra città.

Il tutto però presuppone due condizioni: amministratori desiderosi di rendere sistema questo dialogo aperto e democratico con il cittadino e cittadini finalmente capaci di rendersi cittadini attivi, propositivi e partecipativi (perché non si migliora in alcun modo la propria città lamentandosi di essa soltanto scrivendo o commentando un post sul social network preferito).

Questo il primo capitolo de LA POTENZA CHE VORREI.

Ci leggiamo al secondo capitolo.

Sempre (in)distintamente vostro.

 

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Sull' Autore

Rocco Pesarini

1 commento

  1. dove sono i rappresentanti di quartiere ? spariti tutti addirittura la sede di rione risorgimento data come sede alla società bocciofila, certamente i sognano una città vivente e non dormiente come la amministrazione comunale che in cinque anni ha fatto di tutto perché non funzionasse nulla vedi il tpl e scale mobili che sono uno schianto di cattiva gestione, un centro storico morente senza uffici pubblici ed attività commerciali che chiudono per mancanza di clientela, strade dissestate, prostituzione alla grande finanche nelle strade centrali della città, spacciatori che vendono la morte liberamente senza nascondersi, raccolta dei rifiuti senza una regola precisa, e se volessi continuare il report sarebbe ancora lunghissimo

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