LA POTENZA CHE VORREI Capitolo 2 – Piano Speciale per il Centro Storico

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di ROCCO PESARINI       La nuova Amministrazione Comunale dovrà necessariamente rilanciare il centro storico. Questo non per “privilegiare” questo o quello negozio, cittadino o associazione ma semplicemente perché il nostro centro storico è il nostro “cuore cittadino”, dove è localizzata buona parte dei monumenti storici potentini (Cattedrale, Teatro Stabile, Palazzo Loffredo con il Museo Dino Adamesteanu, il Tempietto di San Gerardo, la Torre Guevara, le antiche Porte cittadine, le chiese di San Francesco e San Michele e la Cappella del Beato Bonaventura); dove vengono realizzati spesso gli eventi più rappresentativi e coinvolgenti della città (dai festeggiamenti di San Gerardo ai tanti eventi che animano il Natale, il Carnevale, l’Estate e l’Autunno in città); dove c’è il luogo principe deputato allo struscio potentino (Via Pretoria). Le possibili soluzioni su come rivitalizzarlo sono state già ampiamente prospettate: ritorno in centro di una parte degli uffici, apertura di almeno una facoltà universitaria, organizzazione di eventi speciali, ritorno della ZTL e via discorrendo. In una recentissima intervista, il gestore dello storico Cinema 2 Torri, Vito Ciuffreda, ha indicato la necessità di istituire un apposito Assessorato al Centro Storico. Sono perfettamente d’accordo: il Centro storico ha bisogno, se lo si vuol rilanciare, in un più complesso piano di rilancio della città, di una persona che, con poteri propri di iniziativa, consultazione e legiferazione, se ne occupi in esclusiva 24 ore al giorno. Ma a questo punto più che rilanciare serve, urge un’idea nuova di centro storico. Il Centro Storico deve essere ripensato tout court: il paventato assessorato deve andare ad innestarsi con il discorso della democrazia partecipata che ho evidenziato nel primo capitolo di queste mie dissertazioni sulla “Potenza che vorrei”. La Rappresentanza di Quartiere del Centro Storico dovrà esser integrata necessariamente con la presenza attiva e fattiva dei proprietari dei locali fittati o da fittare, i commercianti e gli esercenti, nonché tutti quegli operatori culturali, turistici e dello spettacolo che fanno del centro storico il luogo privilegiato per organizzare eventi, manifestazioni ed iniziative. Sarebbe auspicabile la costituzione di un Fondo Annuale per il Centro Storico cui potrebbero contribuire:

  1. Il Comune di Potenza con una specifica posta finanziaria ad hoc di fondi a destinazione vincolata
  2. Proprietari ed esercenti di attività con un contributo annuale volontario cui farebbero da contraltare agevolazioni fiscali ed amministrative legate ai fitti e alle attività commerciali (oltre ovviamente al beneficio di veder spesi i soldi versati esclusivamente per progetti, eventi ed iniziative da realizzarsi nel centro storico)
  3. Eventuale contributo annuale volontario dei residenti

Le azioni poi da porre in essere mediante il ruolo di coordinamento dell’Assessorato al Centro Storico anche con l’impiego del Fondo Annuale sopra individuato sono tante e tutte aperte alla discussione e al dibattito. Accanto alle ipotesi sopra citate (ritorno di uffici, apertura di facoltà) personalmente vedrei bene, tra le tante possibili cose:

  1. Ritorno della ZTL
  2. Parcheggio gratuito per coloro che spendono nei negozi del centro almeno 20 euro
  3. Patto tra proprietari, esercenti ed aspiranti esercenti a calmierare il costo degli affitti, magari parametrandoli all’effettivo volume d’affari realizzato
  4. Realizzazione di almeno 4 grossi eventi (oltre quelli che già si realizzano) capaci di portare in centro gente non solo dalla città ma anche dai paesi limitrofi e, magari, dalle altre regioni
  5. Restyling uniforme e gradevole dell’esterno delle attività del centro, secondo criteri che, lungi dal ricalcare il copia e incolla, privilegino invece il “Ritorno al Bello” che deve essere garantito in tutta la città dopo decadi di orripilanti nefandezze architettoniche e non

La visione è ambiziosa lo so; i soliti disfattisti se ne verranno con la manfrina che “a Putenz’ non è assolutamente possibile” e tanti bla, bla di accompagnamento. Io risponderei che non è possibile se lo si lascia ancora alla libera e volontaria iniziativa di pochi impavidi eroi che, dopo aver sputato sangue e sudore, abbandonano per esaurimento psicofisico. Ecco perché invece serve quell’Assessorato al Centro Storico già citato dal caro amico Vito. MI auguro che chiunque vada ad amministrare questa città se ne renda conto. Ci leggiamo (se vi va) al prossimo capitolo – il terzo – de la Potenza che vorrei. Sempre (in)distintamente vostro.

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Rocco Pesarini

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