LA QUESTIONE FAL E IL SILENZIO DELLA POLITICA

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La politica coloniale delle Fal in Basilicata sta rivelando la sua fallacia, ora che si sta ragionando finalmente sulla realizzazione di una rete ferroviaria inclusiva delle aree interne. Così com’è la gran parte del sistema ferroviario a scartamento ridotto non funziona e nessun investimento potrà essere capace di rivitalizzarlo, sia nella linea tra bari e Matera ,sia sopratutto in quella che da Genzano arriva ad Altamura. E dunque occorre stare con tanto d’occhi aperti per contrastare teorici piani aziendali che puntano a ricavare soldi per conto del territorio lucano senza minimamente migliorarne il servizio. Anzi, depotenziandolo piano piano, zitti zitti, come è successo per la storica stazione di  Avigliano di Lucania. E in questo sforzo di decidere  da noi le cose nostre il primo impegno da non eludere è quello di porsi con forza il tema della   inutilità di continuare ad investire Milioni di Euro sulla Bari-Altamura-Matera a scartamento ridotto che rischia di perpetuare l’isolamento ferroviario delle città di Matera, di Altamura e anche di Gravina. Nonostante le inusitate, improbabili e costose opere di “raddoppio selettivo” delle FAL, è evidente , che la porta di accesso a Matera e alla Murgia è e resta Bari con il suo aeroporto,  la fascia costiera  del brindisino, ma lo “scartamento ridotto” confermerà definitivamente il collo di bottiglia, la strozzatura con la rete nazionale di RFI,  con le Sud Est e con le Ferrovie del Nord Barese.                                     Inoltre lo scartamento 950 mm di FAL sulla Bari-Altamura-Matera non sarà compatibile con il traffico merci per ovvie ragioni di standard e di sagome dei containers e del materiale rotabile. Questo è un ulteriore aspetto fortemente limitante, quindi nessuna capacità di trasporto merci sulla direttrice Bari-Matera-Ferrandina-Salerno, neanche per le costituende aree ZES di Ferrandina e Taranto. E’ una chiara difformità e incongruenza dalle linee del  Piano Nazionale dei Trasporti, della “cura del ferro” per il trasporto merci Nord-Sud.                                                                                                                       La elettrificazione della Bari-Altamura-Matera è altra questione importante e necessaria, da qualche mese è stata avanzata anche l’ipotesi della transizione all’Idrogeno. L’idea è interessante e consente effettivi  vantaggi sulle linee secondarie a traffico medio-basso e soprattutto sulle tratte con gallerie. I treni a Idrogeno certamente potrebbero risultare idonei alle caratteristiche delle linee FAL, tuttavia i tempi di transizione dai treni diesel ai treni a “Celle di Combustibile” alimentate ad Idrogeno sono stimati a 5 -10 anni circa, per oggettive ragioni di logistica.                                                                     Ora con il Recovery Fund , una Regione che voglia riscattarsi da un passato fatto di ossequio ai piani aziendali della Fal , nella logica di non disturbare il manovratore, deve imporre la sua idea su quale soluzione dare alla prosecuzione verso nord della Ferrandina Matera. Forse la misura più idonea sarebbe l’adeguamento a scartamento ordinario della Matera-Altamura-Bari delle FAL, e il passaggio allo Stato della tratta per il completamento del disegno infrastrutturale del territorio appulo-lucano. su queste cose la Provincia di Matera ha rotto il silenzio generale. Da viale Verrastro però nessun segnale di ricevuta. E la Merra, che pure è tanto loquace su tutto, questo argomento lo ha semplicemente derubricato dal proprio libro mastro. Segno che si campa alla giornata. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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