FRA REDDITO DI CITTADINANZA E GOVERNANCE, CON UN PIZZICO DI POESIA, MUSICA E MOGOL. DIALOGO SESTO CON GIANFRANCO BLASI

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Sabato scorso, Gianfranco Blasi ha ricevuto, nella Sala degli Specchi del teatro Stabile di Potenza, il premio Eventi potentini, giunto alla V edizione, organizzato da Rocco Pesarini e dall’associazione  Sonoricamente, con il patrocinio del Comune di Potenza. Blasi è stato premiato  per l’evento letterario dell’anno (2020). Il riferimento è al suo ultimo libro, My Generation, edito da Universosud, e alla presentazione realizzata a Potenza e a Maratea insieme alla Compagnia dei Lupi, la band potentina pop rock che lo ha accompagnato. A Maratea, a settembre scorso, nella splendida cornice del Pianeta, ospite d’onore  è stato Giulio Rapetti. Mogol è amico di Gianfranco Blasi, o meglio lo è diventato grazie al libro che li ha messi in sintonia e dove i riferimenti al più grande paroliere italiano (non vuole essere chiamato poeta) e a Lucio Battisti sono moltissimi e di grande intensità emotiva.

Onorevole Blasi, un altro premio a montare un pizzico di vanità personale, ma anche un riconoscimento al suo lavoro di scrittore e poeta.

Antonio Candela e Gianfranco Blasi

My Generation è un libro a cui sono affezionato. Qualche critico lo ha giudicato più leggero degli ultimi miei volumi, quelli su san Paolo e su Gerardo de La Porta. In realtà si tratta di un libro fortemente romantico e poetico. Sono molto contento del successo che ha avuto. Andare in ristampa nell’anno della pandemia è il segno più tangibile che il libro sia piaciuto. Ringrazio il mio editore, Antonio Candela, tutta la squadra di Universosud e poi Antonio Colangelo, Rocco Tolve e la Compagnia dei Lupi che hanno trasformato la presentazione in un vero e proprio Recital musicale. In ultimo, Giulio. Mogol nelle lettere che ci siamo scambiati e leggendo il libro ha colto il mio amore per i suoi testi e per Lucio (Battisti). La sua presenza a Maratea non la dimenticherò mai. Giulio mi ha regalato una particella della sua anima di poeta. Lo sappiamo, i suoi testi sono di ispirazione per molti milioni di italiani. Una cosa bellissima. Una gioia che mi porto e porterò dentro.

Io, invece, La riporto sulla terra. Torniamo alla nostra rubrica o almeno alla parte politica delle nostre conversazioni. Reddito di cittadinanza. Premetto che sono favorevole, si tratta di una misura di sostegno che con varianti è stata adottata in tanti Paesi e con vari nomi finanziata anche da privati. Ma partiamo però da un fatto emblematico: non le critiche alla misura ma gli attacchi ai percettori, l’odio nei social come se chi ha difficoltà si diverta a non avere redditi, lavoro e vivere in stato di povertà sia quasi uno sport.

La legge sul Reddito di Cittadinanza è stata scritta male ed in fretta. La questione dei navigator insieme a tutto il percorso di accesso al mercato del lavoro sono state due barzellette. E non esagero! Per altro la misura costa troppo ed è insostenibile per i conti dello stato nel medio periodo. Le dico una cosa, dott. Pisani, abbiamo messo il Parlamento in mano a degli incompetenti. L’esito è drammatico. La questione degli ammortizzatori sociali (che servono come il pane) va rivista in fretta. Anzi. Se copiassero dalla Germania farebbero prima e bene. Sull’odio social, ne abbiamo già parlato in altri nostri confronti, Lei ha ragione su tutta la linea. Comunque se in questi mesi il mantra è stato quello di vaccinarsi tutti e il più in fretta possibile. Il nuovo mantra deve essere il lavoro. Lavoro buono e per tutti, per quanti più italiani possibile. Serve il sostegno della scuola, dell’università, delle imprese e un sistema di alta formazione. Serve un paese serio. All’altezza di Mario Draghi. Lo abbiamo voluto a Palazzo Chigi ora pedaliamo tutti. Anche quelli che tentennano e rimpiangono Conte e Toninelli.

 

Eticamente riprovevole e umanamente inquietante questa cosa dei social …  Comunque, le soglie di povertà stanno aumentando e le organizzazioni no profit, laiche e cattoliche da anni lanciano l’allarme. Le previsioni – la pandemia ha aumentato il fenomeno – parlano di sempre maggiori ricchezze in pochissime famiglie nelle economie nazionali e nel mercato globale. In Italia il dibattito pubblico spesso cade nel gossip politico e non solo…

Le dico subito che detesto la patrimoniale e che, invece, sono favorevole ad una redistribuzione della ricchezza attraverso un sistema di imprese fitto e valorizzando le professionalità, fra queste, mondo giovanile e femminile. Serve lavoro. Lavoro! Lo stato deve incentivare questo. Utilizzare le risorse pubbliche, anche quelle straordinarie, per spese d’investimento e per migliorare la dotazione infrastrutturale. Siamo molto indietro rispetto a paesi a noi simili. Forza e coraggio! Poi, come è doveroso fare, ringraziamo le organizzazioni caritatevoli, il volontariato ed il terzo settore. In questi mesi hanno mostrato il lato migliore della nostra nazione.

Governance … Ricorda nella sua carriera da consigliere regionale e parlamentare questa parola panacea di tutto… Compreso in Basilicata: la sussidiarietà poi la spending rewiew , l’esaltazione dei manager pubblici e privati e poi ora le difficoltà in ogni settore. Certo in una Metropoli si può anche comprendere i perché degli enormi debiti, ma in una regione poco antropizzata come la Basilicata possiamo dirlo: il sistema è a colabrodo su tutti i fronti.

La Basilicata vive le sue contraddizioni. La politica, negli ultimi venti anni, ha fatto poco e male. I flussi migratori e i saldi demografici sono assolutamente negativi. Pensi a che cosa straordinaria sono gli chef lucani che aprono ristoranti in tutto il mondo, nelle grandi metropoli globali. Pensi all’amministratore delegato di Ferrari, Benedetto Vigna. 52 anni, lucano di Pietragalla, vanta una laurea con lode in fisica ed un recente passato in STMicroelectronis.

 Sta dicendo, onorevole, che i lucani sono bravi e si affermano fuori dal nostro territorio. Dunque è la politica che ha fallito?

La politica deve investire sui giovani e sulla qualità. Uscire dai “mauali Cencelli”. A qualsiasi latitudine, di destra e di sinistra. Investiamo, invece, sulle professionalità. Ci servono manager lucani. Dirigenti pubblici lucani. Serve svecchiare e cambiare. Che portino dentro una passione speciale per la lucanità. In Regione la programmazione economica deve essere sviluppata come una priorità assoluta. Bisogna togliere i tappi, gli insignificanti. Investire nella transizione tecnologica e ambientale. Sapersi rapportare a Stellantis e ai giganti del petrolio. Non mettersi in difesa di uno status quo fatto di ordinaria mediocrità.

La costringo a cambiare argomento. Si sta riproponendo il tema del rapporto fra giustizia e politica. Che ne pensa?

La politica è debole in questo rapporto. Fa fatica a sdoganarsi da una sudditanza che parte della sinistra, quella meno riformista e più massimalista, e i Cinque Stelle hanno accettato supinamente. Quando Berlusconi ha provato ad avviare un percorso di riforme lo hanno massacrato. Non solo moralmente. La sua salute risente oggi delle tante offese e dei continui, spesso gratuiti, attacchi. Ci sono ancora procure con la casacca. Serve una nuova legislazione che si fondi sulla separazione delle carriere e sulla responsabilità civile dell’accusa. Ma le pare che i gip e i gup possano essere ricusati come carta straccia. In molti tribunali l’aria è ancora irrespirabile. C’è un uso dell’arresto di garanzia e un’idea distorta del processo anticipato che è aberrante. Il mostro in prima pagina. Le garanzie della difesa e la presunzione d’innocenza in Italia non esistono più.  Malgrado il caso Palamara abbia indebolito l’idea egemone di alcune correnti della magistratura. Mi aspetto, purtroppo, ancora colpi di coda.

 Dunque sosterrà i Referendum di Salvini…

I Referendum sono un istituto costituzionale che appartiene al popolo. Bene stanno facendo i Radicali e la Lega a promuovere una iniziativa politica così determinante per il futuro e la qualità democratica del nostro paese. Certo che tutti dovremo partecipare e dare un contributo di idee e valori. Anche quanti hanno opinioni meno garantiste della mia e credono in un uso più sbrigativo ed etico della giustizia

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