Quando un Premio lancia parole e messaggi ad una Città

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di ROCCO PESARINI

Ieri c’è stata la consegna ufficiale della quinta edizione del Premio Eventi Potentini, location la magnifica Sala degli Specchi del Teatro Stabile.

Premi assegnati a tanti begli eventi e ad artisti, associazioni ed operatori culturali che confermano quanta Bellezza venga annualmente prodotta in questa città, dalla musica al teatro e alla danza, dalla letteratura alle arti di strada, da un enogastronomia d’eccellenza alla magia, dallo sport alla solidarietà (ancor più mportante in un periodo socialmente ed economicamente difficilissimo come quello che stiamo tutti vivendo).

Ma la cosa che maggiormente mi ha colpito ed ha colpito un po’ tutti – dal sottoscritto all’assessore alla cultura Stefania D’Ottavio, per arrivare ai post pubblicati sui social dai vincitori per festeggiare le vittorie – è stata la rinnovata dimostrazione, apparsa sia durante l’organizzazione degli eventi che durante la premiazione di ieri, che quando si è capaci di fare Rete, di unirsi, di lavorare insieme ed aiutarsi reciprocamente, si mettono su gran belle cose e si vincono anche i premi!

Esempi?

Beh, si pensi alle diverse associazioni che hanno coorganizzato l’Urban Street Festival fresco vincitore della categoria Aggregazione.

O al connubio, forse unico in Italia, tra i cinema cittadini (Due Torri e Don Bosco) nel rivitalizzare con Nuovo Cinema in Villa una location magnifica come la Villa del Prefetto con proiezioni cinematografiche estive (come accadeva già decenni fa) e capaci di farli trionfare nella categoria Arti figurative ed espositive.

O come Gianfranco Blasi (vincitore con il suo My Generation della categoria Letteratura Poesia) che ha voluto premiare personalmente la casa editrice Universo Sud e il gruppo musicale La compagnia dei lupi perché, per dirla con Gianfranco, la “reciprocità” (intesa come capacità di dire grazie e riconoscere nelle vittorie i meriti di coloro che le hanno rese possibili) è dote unica e rara.

O nelle parole dell’assessore D’Ottavio che, riconoscendomi (e le son grato) l’impegno profuso in questi anni nel cercare di concretizzare, anche grazie al gruppo Eventi Potentini e al Premio ad esso collegato, i magnifici concetti di rete e condivisione.

O nel gesto di Giovanna D’Amato (vincitrice quale Personalità Culturale dell’anno) e di Francesco Scaringi (vincitore nella categoria teatro con il Città delle Cento Scale Festival) che, ascoltando le parole di Francesco Romagnano (presidente di Io Potentino Onlus, vincitrice come Associazione Storica), si sono offerti, proprio in considerazione delle difficoltà economiche e sociali del momento, di mettere a disposizione biglietti gratis della stagione concertistica e dell’imminente nuova edizione del festival teatrale a favore di persone che stanno incontrando ed affrontando momenti difficili legati all’emergenza pandemica per “nutrire anche l’anima”.

O al post di Paola Gugliemi (una delle coorganizzatrici dello Urban Street festival) in cui ringrazia me e SonoricaMente “di aver creato una rete che questa città MERITA di avere”.

O anche al Mercato sotto le stelle (vincitore della categoria enogastronomia) capace di mettere insieme, presso il Parco Baden Powell, operatori della ristorazione, artisti, associazioni per un’ intera stagione estiva.

Insomma tutti esempi, tutte azioni che concretamente e non solo a parole – come forse troppo spesso ed inutilmente accaduto negli ultimi anni – dimostrano e attestano che fare rete conviene, fa organizzare cose più belle ed importanti e consente anche di vincere premi.

Ma rete concreta, effettiva, reale.

E ricollegandomi alle parole dell’assessore D’Ottavio, mi auguro che il Comune da un lato (anche attraverso incentivi finanziari) e le associazioni e gli operatori culturali dall’altro (attraverso eventi, iniziative e attività di promozione comuni) possano proseguire in questa direzione.

Che –  e la pandemia dovrebbe avercelo insegnato –  da soli facciamo ben poca strada.

Soprattutto se operi e crei in una piccola città di provincia come la nostra.

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Rocco Pesarini

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