LA REGINA RINUNCI O SI DIMETTA DA SEGRETARIO

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Tra I commenti più disparati che sono seguiti al mio post su “il killeraggio di Pittella” ,quello che ritengo più ingeneroso riguarda una presunta incoerenza di chi, come me, da un lato insiste, ad ogni occasione, per parlare di rinnovamento del Pd, dall’altro si schiera contro un tentativo di rinnovamento riuscito che sarebbe quello rappresentato dalla candidatura del  giovane segretario regionale, La Regina, al posto di quella auspicata di Pittella. Lo ritengo ingeneroso semplicemente perchè La Regina, per come è arrivato in Basilicata, è semplicemente frutto della continuità della casta. Non ha fatto un congresso sangue e carne, non ha sfidato consensi alla mano, I big del partito, ma è stato preso dalla segreteria di un ministero e catapultato in Basilicata dopo che da Roma si sono tessuti accordi con gli esponenti local dem, ottenendo la loro approvazione ed I loro voti. E che quando è arrivato , forse convinto  di essere un corpo estraneo, ha messo le mani avanti sostenendo che non c’era alle viste una sua candidatura, che il suo ruolo era quello di avviare un processo di cambiamento generazionale , da attuare nell’unità del partito, senza fratture generazionali.  La mia ragguardevole età non ha danneggiato fortunatamente la memoria di uno che è nato e vissuto in quella bella fase della politica che credeva nel rinnovamento, lo praticava e l’attuava. E cioè l’immissione di giovani nelle liste comunali, il primo gradino della politica al servizio delle istituizioni, la selezione naturale dei migliori attraverso il consenso sotto forma di preferenza, la selezione, per fasi via via di maggiore consistenza istituzionale, dalla Provincia alla Regione al Parlamento dei Sindaci o consiglieri comunali migliori che portavano orgogliosamente la bandiera di una rappresentanza di fatto della società in generale e di quella parte giovanile protagonista appunto di un processo di ricambio praticato con la partecipazione diretta al cambiamento. Tutto questo è stato bloccato da leggi che delegano Roma per la rappresentanza locale e nazionale e da leggi che inibiscono la perferenza, come meccanismo che consente al popolo di scegliere direttamente le persone. Così che la partecipazione è stata di fatto seppellita e nei Comuni si è avuto il rifiuto dei partiti e la scelta del civismo come reazione alle troppe imposizioni dall’alto. Ebbene, per come è arrivato e per come si è comportato, il segretario regionale in questione non merita di essere considerato come un rinnovatore, ma semplicemente per quello che è , un catapultato del sistema di fidelizzazione che riguarda la vita romana di un partito e i suoi meccanismi interni volti ad  assicurare personale di fiducia in posti chiave. Altro ragionamento sarebbe stato se quel nome fosse arrivato dal basso, magari scegliendo un Sindaco che si fosse particolarmente distinto nelle vita istituzionale del proprio comune ( e ce ne sono tanti , tra donne e ruomini che hanno portato innovazione e qualità di servizio alle cittadinanze interessate e che si sono fatti e si fanno amare dalla comunità interessata), oppure ( quel nome) fosse fatto uscire da un processo di selezione come le primarie aperte a tutti. Ecco perchè , data la situazione di emergenza rappresentata dalla necessità di arginare l’avanzata della destra, indicavamo come sola via d’uscita un recupero di unità che da un lato riconoscesse le situazioni di forza prodottesi nel partito ( per quello che doveva essere l’ultimo giro della casta esistente), dall’’altro avviasse un processo di rinnovamento con un segretario dichiaratamene fuori da giochi di carriera personale per tutto il periodo  di vigenza del mandato. Chi oggi chiede che il segretario presenti le dimissioni, chiede semplicemente che si chiarisca l’operazione semi truffaldina di mettere un volto giovane a copertura di un gioco di potere che puzza di vecchio e di deja vu. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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