La Rete potentina delle Associazioni di Quartiere

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di ROCCO PESARINI

 

 

Risalgono a novembre 2014 i primi passi di Potenza Rete.

Partita con grande entusiasmo ed interesse, arrivata a contare ben 22 associazioni culturali e/o di promozione sociale, Potenza Rete ha iniziato a “spegnersi” proprio in concomitanza con il suo evento più bello, partecipato e sentito: Potenza Rete per Amatrice, multievento benefico con il quale raccogliemmo oltre 3mila euro poi inviati al Comune di Amatrice per contribuire al restauro dei monumenti storici della città (nella fattispecie la Fontana degli Orsini del 16esimo secolo).

Uso il termine “spegnersi” volutamente; proprio dopo quell’evento, è infatti nata in me, ed è cresciuta giorno dopo giorno, evento dopo evento, la consapevolezza che i tempi per “fare rete” in questa città tra le associazioni, tra gli artisti, gli operatori culturali non sono ancora maturi.

Troppi generali, troppe prime donne, forse anche troppe associazioni laddove, invece, servirebbero più soldati, più manovali, più gente, come dice il vecchio caro Rosario Claps, che “portano la calce”.

Ciò nonostante, mantengo viva la speranza, in attesa di tempi migliori.

Tempi migliori che potrebbero essersi palesati, almeno nel mio immaginario, dopo il mio breve intervento a “3 minuti di partecipazione” dello scorso 1° settembre, ospite, in qualità di presidente SonoricaMente, dell’associazione Cocuzzo Riparte con Diego Sileo .

(Di seguito il video del mio intervento a “3 minuti di partecipazione”:

 

Diego mi ha chiesto di lanciare, in quella sede, una proposta all’associazione e al quartiere Cocuzzo più in genere.

Ci ho pensato e, alla fine, considerato il ”respiro rionale dell’associazione”, ho chiesto loro di farsi parte e di collaborare a quella che – più ci penso e più me ne convinco – potrebbe essere un’evoluzione del concetto di “fare rete” a Potenza: una Rete delle associazioni di quartiere.

L’associazione di quartiere ha un bacino d’utenza ampio, partecipato e molto sentito. Si fa o si dovrebbe comunque far portavoce delle istanze e dei bisogni dei cittadini residenti.

E allora perché non creare una rete, un fitto scambio di relazioni, di contatti, di esperienze condivise che possono andare dai problemi più eminentemente pratici e attinenti alla vita e alle difficoltà di tutti i giorni per arrivare, in ultimo ma non per ultimo, alla creazione di eventi condivisi o comunque a garantirsi sostegno e partecipazione reciproci ai singoli propri eventi.

Penso ad esempio, oltre alla già citata associazione del “Serpentone”, a Santa Croce in Movimento, Comitato di Quartiere di Rione Lucania e N.O.I. del Parco Elisa Claps (Piero Calò, Orazio Colangelo ed Emanuela Di Mare) son persone che stimo molto e con le quali ho già avuto il piacere di realizzare diverse cose interessanti);  penso  a Santa Cecilia – che fra pochi giorni porterà in scena l’annuale festa di settembre e del quale  –; penso a Portasalza Shopping District (anche se a carattere più commerciale ma comunque identitario).

E penso a tutte quelle associazioni che magari non si sono ancora costituite ma che potrebbero farlo e che potrebbero costituire e rappresentare le cellule di questa rete, di questo tessuto connettivo che potrebbe rappresentare davvero l’asse portante della vita cittadina potentina.

La mia è un’idea, una proposta della quale mi piacerebbe parlare e sulla quale confrontarmi.

Senza generali e senza prime donne in bella mostra.

Come sempre (in)distantamente vostro.

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Rocco Pesarini

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