Non so com’è nata e per merito di chi. Non so se qualche dirigente storico ha avuto il coraggio di portare avanti nuove leve e nuove facce, facendo un passo di lato grazie ad una visione politica che è andata al di là della carriera personale. Oppure se sia nata spontaneamente, come certi fiori di montagna io cui semi sono stati trasportati dal vento. E’ certo che ieri al Don Bosco mi sono trovato di fronte al fatto nuovo di una sinistra che è la reincarnazione moderna di quella storica, o meglio di quella che ha fatto la st
oria di questo Paese, con i suoi valori di uguaglianza e solidarietà, la sua lotta per i diritti, la sua capacità di vedere il potere come cosa pubblica, dalla parte dei cittadini. Pensavo di trovare i reduci di quello zoccolo duro di una base comunista che a Potenza ha avuto una storia, ma sono entrato in un teatro che era interamente dedicato ad una generazione tutta nuova, fatto di giovani, di donne, di molte mamme. di professionisti , di precari alle prese con i nuovi conflitti di una società disuguale e ancora meno giusta di quella di ieri. Merito del prof. Tramutol
i? Non lo so. Se Tramutoli ha portato in dote coerenza , onestà, rigore e spirito di servizio, lui è uno che li rappresenta bene ma non è un marziano tra terrestri, è uno di loro. Qui c’è il collettivo, non il leader che incanta e trascina, magari solo per la sua capacità di suggestione. E tutto il percorso che ha portato alle due liste ed al programma , è una storia di protagonismo collettivo, fatto di dibattiti, approfondimenti tematici, analisi dei problemi della città, stesura di un programma. Un approccio serio e rigoroso che ha convinto molte associazioni a non isolarsi e a convergere su una stessa piattaforma, a correre con una sola bandiera, non contro qualcuno o qualcosa ma per una città a misura d’uomo.
Il programma per la città è infatti tutto costruito sull’espansione dei diritti del cittadino, fino ad oggi compressi da una visione utilitaristica del potere e da uno sviluppo dell’edilizia dettato dalle grandi imprese edili. Oggi la clessidra viene rovesciata e i diritti ed i servizi emergono come priorità assoluta, dai trasporti, agli asili nido, ai centri per l’aggregazione giovanile, ai centri per gli anziani. La stessa edilizia viene indirizzata verso il recupero delle cose belle, degli spazi vuoti di molti contenitori del centro storico, per una loro nuova vita sociale e nuova destinazione funzionale. Ben venga anche la funzione residenziale del centro storico con alloggi per le giovani coppie, ma chi parla di deportazione – la sola battuta che il professore si è concessa in un discorso sobrio e serio- evidentemente è abituato a frequentazioni che quella parola la usano e la praticano. Insomma in una città che vive di “tante solitudini”, frutto di frammentazioni, di declino economico, di declino demografico, bisogna iniziare una vera opera di rigenerazione urbana e sociale. E lo si può fare se ognuno, che sia studente o artigiano o professionista, sceglie di portare il suo entusiasmo, la sua voglia di fare, anche al di là del voto. Non so dove arriveranno con queste idee , ma vi assicuro che il teatro era pieno di energie nuove che non si esauriranno a fine mese. Rocco Rosa
LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA DEL PROF.TRAMUTOLI
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1 commento
Il primo scritto che leggo, appena sveglia: mi mette di buonumore questa visione così pulita.