LA “ROCKSTAR” CONTE E LE RAMANZINE DEL GOVERNATORE BARDI

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Una domanda sul delicato momento politico nazionale, l’altra sul successo di piazza di Giuseppe Conte, l’ultima sulla ramanzina di Bardi in consiglio regionale

Onorevole Blasi, mi scusi,  volevo porle tre quesiti, tre domande sul momento politico. Non posso aspettare un mese. II nostro prossimo dialogo resta un appuntamento fisso, ma parliamo di fine ottobre.  Si tratta di questioni molto attuali. Le dico anche che in nove dialoghi siamo arrivati a più o meno 20.000 visualizzazioni. Abbiamo un nostro pubblico.

Lei  è  molto bravo nel porre le domande. Lo stile che adottiamo è discorsivo, accattivante. Diciamo che sviluppiamo una buona chimica. Ma una delle regole del giornalismo è evitare una eccessiva sovraesposizione. Che dice? Non rischiamo di stancare chi ci segue?

Nooo, sarà  anche così, ma ciò che piace sono le sue risposte, sempre puntuali, argute, sul pezzo. Lei e’ un vero e proprio influencer. Mi creda … E poi, me lo consenta, sono accadute cose che meritano un commento.

La ringrazio, dott. Pisani. Ma non vorrei sopravvalutarmi. Io credo che nessuno regga San Pietro oltre le colonne portanti. Chi pensa di farlo, aldilà di specificità divine, rischia come minimo di sopravvalutarsi. Non lo so se svolgiamo una funzione, o se, semplicemente, ci divertiamo, e quanto peso giornalistico abbiano i nostri dialoghi. Penso solo di esprimere libere opinioni, certo con una discreta esperienza alle spalle. Comunque, mi faccia queste tre domande … mentre resto del mio punto di vista. In una intervista contano sia le domande , fatte bene, e Lei è bravo,  che le risposte. 

La prima è  un po’ articolata … Nei prossimi sette – otto mesi rischiamo che una fase politica delicata, complessa e strategica diventi motivo per un’ accentuazione  della confusione generale e che grandi opportunità si trasformino in occasioni sprecate”. Le elenco di seguito alcune delle sfide che il governo dovrà affrontare: “ci sono le decisioni per fronteggiare la pandemia, quelle politiche su reddito di cittadinanza e quota 100, l’ordinata, leale e proficua applicazione del Pnrr. A questo va aggiunta l’elezione del presidente della repubblica. Ecco, stare con Draghi disciplinatamente, pensare all’interesse generale e non a quello di parte, evitare fughe in avanti e facili proclami di piazza. E’ questo che serve. Altrimenti rischiamo davvero di dover vivere i prossimi sette o otto mesi come fossimo una repubblica delle banane . Impantanati fra no vax, odio social, salotti televisivi faziosi e opposizioni preconcette. Il revival dei trasformisti di ogni risma.

Dott. Pisani, la trovo carico. La domanda è un po’ a risposta chiusa, ma è, come sempre, assai intelligente. Vedo che ha letto e ben interpretato le parole di Giuseppe De Rita, l’ex presidente del Cnel . Tra l’altro componente della Fondazione Italia – Usa. Cito quest’incarico non a caso, perché testimonia la vicinanza proprio a Draghi.  Condivido tutta la sua premessa. E, aggiungo, non mi fido di questa politica. Serve un surplus di responsabilità e senso civico. Il bene generale prima di quello particolare. Aggiungere anche un pizzico di pragmatismo e lealtà. Lei coglie questa predisposizione? Le uniche certezze sono Mattarella e Draghi da una parte e Berlusconi dall’altra. Vediamo se prevalgono loro, se il senso di responsabilità sarà vasto o se parte, invece, una fase politica confusa e ancor più litigiosa. Per ora la tenuta la stanno garantendo anche i governatori, soprattutto quelli del Nord. Da Toti a Massimiliano Fedriga. Poi ci sono i governisti della Lega, come Giorgetti, anche  una parte importante del Pd. C’è sicuramente Renzi. Tutta Forza Italia. Berlusconi ha fatto un grande intervento all’assemblea dei popolari europei tenutasi a Roma. Mi sono riecheggiate le parole di Benedetto Croce. Ricorda: “Perché non possiamo non dirci “cristiani”.  Un breve saggio scritto nel 1942 nel quale il grande filosofo liberale sostiene che il cristianesimo  ha compiuto una rivoluzione «che operò nel centro dell’anima, nella coscienza morale, e conferendo risalto all’intimo e al proprio di tale coscienza, quasi parve che le acquistasse una nuova virtù, una nuova qualità spirituale, che fino allora era mancata all’umanità» che per merito di quella rivoluzione non può non dirsi “cristiana”. A giudizio di Croce «gli uomini, gli eroi, i geni» che vissero prima dell’avvento del cristianesimo «compirono azioni stupende, opere bellissime, e ci trasmisero un ricchissimo tesoro di forme, di pensiero, di esperienze» ma in tutti essi mancava quel valore che oggi è presente in ciascuno di noi e che solo il cristianesimo ha dato all’uomo. Nel suo piccolo, nella mediocrità della politica italiana, Berlusconi ha posizionato Forza Italia come guida dei popolari italiani, in un contesto fortemente liberal democratico . Ciò non di meno temo scosse telluriche.

Benedetto Croce

Tutto il mondo rancoroso di Travaglio e Scanzi. A proposito, ha visto che fine ha fatto nelle aule di tribunale la presunta trattativa stato – mafia. Anche la Meloni, pezzi della Lega e Conte, l’avvocato del popolo, mi paiono troppo arroccati su comode e speculari posizioni d’attesa farcite di retorica populista. Lo stesso Enrico Letta mi sembra non sintonizzato come un tempo sui valori istituzionali che pure l’hanno forgiato. Entra troppo nella polemica di bassa cucina. Un quadro disarticolato, le coalizioni sono solo apparenti. Finché la legge elettorale resterà proporzionale sarà difficile recuperare una politica più collegiale, condivisa e responsabile.  

La mia seconda domanda è proprio su Giuseppe Conte. Nel suo tour elettorale sta ottenendo un enorme successo. Le cito una definizione di Giuliano Ferrara: “ Non avrà la voce da Frank Sinatra del Cavaliere, ma Conte gira le piazze italiane da rockstar, alla faccia nostra, èlite colta e arrogante”.

 Ha visto, dott. Pisani, come Giuseppi si morde il labbro inferiore con i denti superiori. Un gesto che è un messaggio sensuale indiretto, magari involontario, mentre parla del reddito di cittadinanza o rilascia una intervista televisiva. Il 65 per cento di chi lo voterebbe è di sesso femminile. Ha ragione Giuliano Ferrara, Conte sta risuscitando in parte un malato che a molti appariva agonizzante. Lo sta facendo soprattutto qui da noi al Sud. Comunque al fascino dell’ex premier aggiungiamo proprio il reddito di cittadinanza, aggiungerei anche i benefici di consenso del superbonus del 110 per cento. Due cambiali che i grillini porteranno all’incasso alle elezioni politiche. Molti di noi hanno immaginato che il fenomeno elettorale dei 5 Stelle si stesse esaurendo. Come sa, io non sono fra questi. Le faccio una previsione. Se il Pd, la Lega e Fratelli d’Italia se la giocano intorno al 20 per cento, Giuseppi difficilmente scenderà sotto il 15. Questo significa che il 75/80 per cento dell’elettorato ha già scelto e che non è affatto scontata una vittoria del così detto centro destra.  Restano i voti di Forza Italia e dei partiti minori. Più una quota ampia di indecisi, dove Conte potrebbe pescare. Il Pd, per antica cultura comunista, non ama essere subalterno, ma rischia di diventarlo. Giuseppi potrebbe persino arrivare con più voti e chiedere di tornare a Palazzo Chigi.

Ultima domanda. Basilicata. Il presidente Vito Bardi ha tuonato in Consiglio regionale. Contro i partiti e i suoi stessi colleghi. In Aula ha usato toni molto forti. Siamo secondo lei ad un cambio di passo della legislatura regionale?

Se uno è in cammino, può cambiare passo. Decelerare, accelerare. Se uno è fermo, può cercare le energie per iniziare a camminare. Ma se ci si trova in un fosso, bisogna prendere la pala, una scala ed uscire dagli spazi angusti. Dott. Pisani, non approvo il moralismo applicato alla politica. Per una volta non sono d’accordo neppure con un mio caro e vecchio amico come Nino Grasso, che scrive e ricama opinioni impareggiabili. Faccio fatica a comprendere discorsi enfatici e retorici. La politica è l’arte del possibile. Richiede forza e capacità gestionali e relazionali. Comprensione di momenti e uomini. Poi. Io sono un garantista, un liberale che disapprova il pettegolezzo e la dietrologia. Peggio ancora le condanne preventive, senza prove o con un quadro accusatorio tutto teorico. Il potere è un esercizio complesso, richiede resistenza, predisposizione alla lotta politica, visione culturale e valori di riferimento. Nei momenti difficili non si scarica la colpa sugli altri. Un leader prende la pala e la scala e si toglie la giacca. Se Bardi è un berlusconiano doc, come ho sempre sperato sia, deve agire. Liberarsi dalle pastoie burocratiche e dai luogotenenti.  Superare una fase critica richiede coraggio e disponibilità. I richiami etici aderiscono ad una cultura politica diversa dalla mia. Sia quelli patriottici che quelli ideologici. Figuriamoci.  Un consigliere regionale  è un eletto, un legislatore, un rappresentante del popolo. Un consigliere regionale è un primus inter pares del presidente. Svolge la sua funzione. Risponde al corpo elettorale, al gruppo politico di appartenenza, alla sua coscienza. Dunque, una nuova fase politica si apre con gesti politici. Il paternalismo, in questo caso, rischia di essere un difetto di fabbrica.

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