LA SANITA’ LUCANA CORTEGGIA IL POTERE, IGNORA IL CITTADINO

0

Ci sono due livelli di governo , o almeno ci dovrebbero essere due livelli di governo della cosa pubblica: il primo che pensa, il secondo che agisce, il primo che dà indirizzi, il secondo che li porta avanti e via dicendo. Ora , prendiamo la sanità e chiediamoci se è più vicina ai cittadini rispetto a prima . Lì dove c’era da creare servizi nuovi, il livello politico si è espresso con chiarezza e quello esecutivo si è mosso con coerenza: il 118, il volo  notturno,  la nuova ala del  San Carlo, i parcheggi, la ristrutturazione degli ospedali di Melfi, Tinchi e Policoro, tutte cose che hanno determinato un miglioramento oggettivo della organizzazione e della ricettività, del modo di lavorare e anche degli ambienti per i degenti. Lì dove c’era da far funzionare meglio i servizi esistenti, invece la risposta è stata debole , quasi che fossero volutamente lasciate alle incombenze di chi vi è preposto.  Ebbene , nell’idea dei vertici delle strutture, la priorità è stata messa nel fare cose nuove,  mentre scarsa attenzione è stata data ai problemi quotidiani di funzionamento. Come migliorare i tempi di attesa, come ascoltare veramente l’utenza , come raddrizzare situazioni di ingolfamento, come riorganizzare funzionalmente i reparti, come  semplificare i percorsi, come rendere la vita meno difficile ai cittadini .  In altre regioni, c’è stata invece la fortuna di una managerialità orientata non al potente ma all’utente , con idee nuove, esperimenti , cambiamenti nel modo di lavorare. Sono uscite le domeniche delle analisi, i weekend in ambulatorio, i tre turni diagnostici, i percorsi di umanizzazione delle cure,e via discorrendo,  cioè un insieme di operazioni per abbattere le liste d’attesa e rendere meno disuguale la sanità fra chi tiene i soldi e chi non ce l’ha. Ma soprattutto sono entrate negli ospedali professionalità nuove, come gli ingegneri logistici , i valutatori delle performance, gli esperti  in organizzazione di risorse umane nella sanità. Cioè una sanità che si modifica dall’interno e che coinvolge reparti e persone per migliorare l’offerta ai cittadini in un’ottica di efficienza e di  contenimento degli sprechi. Invece tutto questo non sembra interessare gran che l’alta dirigenza delle strutture che continua a muoversi come girasole intorno al potere costituito, qualunque nomi porti quello , laasciando che il funzionamento vada avanti per inerzia, senza essere sottoposto quotidianamente alla lente di ingrandimento per osservarne i difetti. Così come assente è stato il Dipartimento per tutto quello che doveva essere orientato all’utente nella medicina primaria dove un accordo con le sigle mediche avrebbe dovuto o dovrebbe spuntare non solo un minore costo ma un migliore servizio, nei tempi di attesa dal medico di famiglia , nella ricettazione semestrale per i cronici, nella individuazione di specificità ed esigenze particolari, nell’accorpamento di tante commissioni che vedono la stessa malattia per una finalità certificatoria diversa, moltiplicando costi e soprattutto complicando la vita dei cittadini. Da questo punto di vista la sanità lucana non ha fatto molto, e, di fronte a patologie serie, molta gente, pur di non aspettare, è costretta a ricorrere al privato. E in una regione che combatte la povertà con impegno, scordarsi di armi  importanti come queste, è una omissione grave. Io troverei il modo di affrontare questo tema. Altro che tirarli per la giacca per farli rimanere. Rocco Rosa

Share.

Sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


Lascia un Commento