La pubblica amministrazione lucana aspetta sempre che un miracolo romano le porti l’efficienza di cui ha bisogno. Non ritiene che debba prendere in mano il problema e trovare le soluzioni adatte. Sembra che il compito non gli tocchi, forse pensando che la semplificazione è tutt’uno con l’attacco al groviglio delle leggi , alcune nazionali altre regionali e che perciò solo una riforma nazionale può aggredire il problema. Se così fosse, non ci sarebbero Regioni virtuose e Regioni riottose, non ci sarebbe l’efficienza di Bolzano e l’inefficienza di Parlermo e non ci sarebbero amministrazioni dove con un clic si risolve un problema e amministrazioni dove ci vorrebbe un click per sfasciare un sistema. A questo si aggiunge che ogni regione si è fatto la sua struttura informatica e , manco a dirlo, nessuno parla con nessuno, nessuno ha gli stessi software e per dialogare occorrono ancora le lettere, al massimo con una Pec, al minimo con la vecchia posta. Così capita di assistere a scene come quella di ieri mattina davanti al palazzo di igiene e medicina pubblica, alle spalle del vecchio provveditorato agli studi di via Appia, con persone che attendono per ore sotto il sole per fare la scelta del medico, in considerazione del fatto che molti medici di famiglia, sopratutto “massimalisti” (nel senso che avevano il massimo di clienti autorizzabile) se ne sono andati in pensione, qualcuno avvisando per tempo la utenza, altri strafregandosene. Detto questo, una qualsiasi amministrazione appena decente sul piano della funzionalità, avrebbe previsto per tempo una situaizone del genere e avrebbe ordinato ai suoi uffici informatici ( ce ne sono in tutte le amministrazioni) di procedere a informatizzare a digitalizzare il meccanismo di scelta , facendo incrociare pubblicamente l’offerta di posti liberi con il diritto individuale e di famiglia di scegliersi un medico di fiducia. Niente di tutto questo. si va davanti alla sede dell’ASP, si prende un numerino se e quando te lo danno, si fa storie con la gente se il numerino non ce l’hanno perchè ritengono che prevalga un timbro messo giorni prima , e si aspetta per ore che qualche impiegato annoti la tua richiesta. Magari fosse finita! Poi devi aspettare che l’ASP lavori la pratica, veda se è risolvibile e ti comunica l’esito per iscritto, con l’ovvia conclusione che se non è possibile devi ricominciare da zero. Ora, passano gli anni, passano le amministrazioni, cambiano i colori, ma la musica non cambia. Questo fatto di far funzionare gli uffici non è un obbligo per gli amministratori che vengono nominati. Se non funzionano è lo stesso. Basta che sei ubbidiente e veloce a fare le cose che ti chiedono dall’alto. Il basso puoi lasciarlo perdere. E la cosa va avanti da vent’anni. Uguale come sempre Rocco Rosa
LA SCELTA DEL MEDICO DI FAMIGLIA. IL TERZO MONDO E’ QUA!
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