LA  SERA  DELLA  STORIA

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gerardo acierno

La mia generazione non ha conosciuto gli orrori della guerra né gli stenti del dopoguerra. Ha visto dell’altro. Nel bene e nel male. E fino ai primi giorni di questo anno “bisesto” (funesto!) ha creduto di averla ‘sfangata’ anche sulle grandi epidemie che da sempre hanno segnato e inciso profondamente la vita dell’uomo.

      Avevamo creduto. Poi è piombato tra di noi ‘l’ospite indesiderato’ (drammatica espressione riferita al suo stesso male da Francesco Albano, poeta di Pignola, scomparso nel 2011 che firmava le sue opere con lo pseudonimo di Yzu) e giorno dopo giorno continuiamo ad assistere alla sua maledetta diffusione, alle sue letali conseguenze.

     Rinserrati nelle nostre dimore (ce lo chiedono il governo e la scienza medica) ciascuno di noi s’è ridisegnato una sua personale e ‘novissima’ giornata. E tuttavia alle 18 della sera, sul divano davanti alla TV ci assale l’angoscia. Volti tirati e voci falsate da fatiche e paure elencano numeri: di contagiati, di ricoverati, di malati, di decessi. E tutti sappiamo che quei numeri sono persone. Sono anziani ma anche giovani, sono medici, infermieri, autisti; sono nonni, genitori, fratelli, sorelle, figli.

     L’altra sera, però, – VENERDI 27 MARZO 2020 – un uomo solo, vestito di bianco e di malinconia infinita, ci ha portato con lui (grazie alla TV) nella Storia.

     Mentre scrivo queste povere righe, tutto il mondo ne parla di quel che in Piazza San Pietro a Roma, Sua Santità, papa Francesco, ha detto, fatto, pregato, implorato e cantato.

    Per noi, generazione settantenne, la memoria è ormai tutto, o quasi. E i giorni sono “in fuga”. Ma la memoria non è in fuga. Memoria che lega infanzia e vecchiaia. E allora sono andato a ritrovare negli infiniti corridoi di quella casa del Tempo che è appunto la memoria, un antico apologo che mia madre, nella sua elementare cultura e inossidabile fede cristiana, era solita ripetermi all’inizio della Settimana Santa: “La paura picchiò alla porta. La Fede andò ad aprire. Non c’era nessuno”.

     Ecco, l’altra sera papa Francesco, tra le tante altre cose, questo sentimento mi ha risvegliato. Nella sua preghiera ho trovato “inquietudini in cui si prospetta la presenza di un uomo che sia capace di ricomporre con pienezza la sua umanità, e che pur nella drammaticità del vivere sappia conservare quello sguardo di apertura che si chiama ora Fede, ora Speranza.” (Ermanno Paccagnini).

     Il resto di questa indimenticabile, drammatica, coinvolgente serata l’ha fatto il luogo, la piazza deserta, l’imponenza del colonnato, il grigio del cielo, i rumorosi silenzi rotti dallo stridio dei gabbiani, dal suono delle campane, dal lamento delle sirene, tutto un contrappunto di suoni espresso dal cuore dei vivi di cui autore è Dio, il “Grande Compositore.” 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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