LA SIGNORIA DEI CARACCIOLO: LA GENESI

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VITO TELESCA

Il nostro dossier sulle famiglie feudali del mezzogiorno d’Italia prosegue con un’altra casata di  rilievo: I Caracciolo. Se per la famiglia dei Sanseverino abbiamo riscontrato una derivazione normanna, per i Caracciolo registriamo un’origine bizantina. Secondo le ricostruzioni genealogiche del XVII secolo i Caracciolo deriverebbero dagli antichi greci Caracidi.

La parola “Kara” deriva dal greco “testa”e in Grecia indicava una matrice “nobile” legata ai membri di questa famiglia già dal IV sec a.C.. Procedendo a ritroso nella lettura della ramificazione genealogica più antica dei Caracidi, questi si sarebbero stanziati nel golfo di Napoli già prima del VIII secolo d.C., ovvero con la formazione del Ducato di Napoli. La leggenda diffusa (e creata ad arte) nel XVII secolo si rifà alle ricostruzioni di un geografo greco, tale Agatarchide, che ricostruì un’origine mitologica dei Caracidi nel mar Egeo legandoli alla guerra di Troia e all’amore clandestino tra la Ninfa Egina e Zeus, rapporto che aveva dato vita al piccolo Eaco.

Senza addentrarci nei dettagli di questa storia, il geografo fa risalire proprio al figlio “segreto” di Zeus, Eaco, l’origine degli Eacidi e da qui, una volta giunti in Italia, divennero Caracciolo.

Questa leggenda alla fine si rivelò solo un espediente per dotare (fintamente) di antica nobiltà, attraverso una più accattivante genesi mitologica, l’origine della famiglia Caracciolo e, nello specifico, per legittimare la richiesta dei Caracciolo di Avellino del titolo di Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano.

Ma la derivazione bizantina non è messa in discussione da fatti e ricostruzioni storico-documentali. Per alcuni studiosi i Caracciolo discendono direttamente da un ramo della famiglia imperiale di Costantinopoli. Questo primo ramo pare sia vissuto in territorio bizantino ed era chiamato “Catacolo“, oppure “Caracolo” e quindi Caracciolo. Appartenente ai “Caracolo” di Bisanzio era Eudossia, ovvero la moglie dell’imperatore Arcadio, considerato il primo imperatore romeo. Misterioso è anche il nome di un monastero edificato sul monte Athos in Grecia poiché chiamato proprio Caracolo, forse fondato da un non meglio precisato appartenente ai Caracciolo.

Trasferitosi in Italia ed inseriti nella nobiltà partenopea i Caracolo diedero vita alla discendenza italiana dei nobili Caracciolo già dall’VIII secolo d.C. Alcuni documenti fanno riferimento ad un ospedale fondato a Napoli da un nobile della famiglia Caracciolo intorno al IX secolo d.C..Infatti in una lettera di Papa Eugenio IV del 1444, inviata per redimere una lite tra le famiglie nobili Caracciolo e Acciapaccia, viene citata un’antica pergamena, datata 20 marzo 976, che testimonia l’esistenza di un Ospedale in Napoli. Nella pergamena una nobildonna bizantina, tale Teodonanda, finanziò per la città partenopea un ospedale in memoria del defunto padre Teodoro Caraziolus.

Da Caraziolus a Caracciolo il passo è stato breve. Pertanto il capostipite dei Caracciolo pare sia Teodoro Caraziolus, patrizio della città di Napoli, che prese in sposa Urania dalla quale nacquero appunto Teodonanda, Filippo e Pietro, quest’ultimo divenuto Abbate e ritenuto il fondatore e primo gestore dell’Ospedale di Napoli. Teodoro e Urania vennero poi seppelliti nella chiesetta di S. Maria Assunta dei Caracciolo. Il Casato apparteneva al Seggio napoletano di Capuana con diversi titoli.

Comunque la si veda i Caracciolo avevano indubbiamente una genesi greco-bizantina e sin dalla nascita del Ducato di Napoli (provincia bizantina dal 638 d.C. circa), i Caracciolo appartenevano al ceto più alto della città, ovvero dei “nobiliores homines” e non avevano un territorio vero e proprio da amministrare, così come le altre famiglie magnatizie di Napoli, ma governavano la città sin dal IX secolo insieme ad altri nobili, come i Capece, appartenenti al patriziato di Napoli.

L’avvento dei Normanni nel sud cambiò la storia del ducato di Napoli e delle famiglie nobili del suo patriziato (importando anche la feudalità di stampo normanno nel sud Italia).

Nel 1030 il duca di Napoli Sergio IV nominò Rainulfo Drengot conte di un piccolo insediamento alle porte di Napoli, da lui stesso precedentemente fortificato. Era la contea di Aversa, che così divenne la prima e principale contea normanna in Italia. Ma è anche vero che il ducato di Napoli fu uno degli ultimi territori a cedere all’avanzata inesorabile dei normanni, con la resa del duca Sergio VII nel 1137.

Una conquista, quella normanna, che non intaccò la nobiltà partenopea perché i Caracciolo, come altre famiglie nobili, riuscirono ad entrare nelle grazie dei nuovi conquistatori tanto da ottenere titoli e feudi da amministrare. È proprio in questo periodo che si inserisce la figura di Giovanni Caracciolo che diede vita, grazie ai suoi figli, ai diversi rami della signoria dei Caracciolo: ben quattro. Nacquero così, e lo vedremo nel prossimo appuntamento con questo dossier , le varie diramazioni baronali che si diffusero in tutto il sud Italia. Infatti, dei sui figli, Landolfo fu capostipite dei Caracciolo Rossi (e dai figli di quest’ultimo nacquero i Caracciolo-Pisquizi). Da Riccardo nacquero i Caracciolo Canella; da Reginaldo si diramarono i Caracciolo di Capua e da Gregorio nacque la famigliadei Caracciolo Carafa. ( continua)

 

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