LA SILICON VALLEY CI HA FREGATI TUTTI

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Dino De Angelis

DINO DE ANGELIS

Ebbene si, sono preoccupato per come l’umanità intera, una volta tanto senza distinzione tra un italiano, un americano e un francese, si è approcciata all’inizio del terzo millennio dal punto di vista tecnologico.

Oh sì, che bello che c’abbiamo internet che ci piace a tutte l’ore, ma peccato che non ci resta più un briciolo di vita offline. E vivere lì fuori è importante, capperi! Ma senza appendice tecnologica, anche.

Specialmente negli ultimi anni, a tutte le latitudini, siamo tutti piegati sui nostri smartphones a seguire il ritmo incessante del nuovo totem che ci ha travolti tutti e ci ha fregati e ci ha precipitati dall’orlo di un baratro ed è lì che ci stiamo andando a schiantare tutti senza che neppure ce ne rendiamo conto: il Dio Notifica.

È un Dio subdolo come tutti gli dei, si nasconde nel luogo che tutti portiamo ormai dietro come una propaggine ineliminabile: il nostro telefonino. E, come sempre accade, anche il cambiamento delle parole ci deve far pensare. La storia insegna che quando ci cambiano le parole, inizia la fregatura. In principio era il “telefonino”. È cominciato tutto così, con un prolungamento del cordless di casa che riusciva a metterci in contatto anche quando stavamo fuori. Li ricordo ancora, i primi telefonini,  veri e propri mattoncini che ci trascinavamo dietro pur di stare in contatto (per il momento, tramite la nostra meravigliosa voce) con le persone care. Dovevano cambiare fisionomia e terminologia. Come chiamare quell’affarino per farci capire che era qualcosa di amichevole, che andava bene anche perché si “agganciava” alle celle? Che domanda: cellulare! Le celle erano come delle liane moderne, però invisibili, a cui i noi novelli Tarzan della comunicazione, ci agganciavamo per continuare a proseguire le nostre (ormai diventate necessarie) conversazioni.

Conversazioni che però, un tempo, non erano poi così necessarie. Ricordo che quando ero giovane e partivo per l’Europa, quando andava bene chiamavo quando ero arrivato a destinazione (“Mamma tutto a posto, sono a Copenhagen”, per dire) – e allora erano viaggi in treno che duravano anche un paio di giorni. Quando andava male, citofonavamo a casa quando tornavamo. Non ce l’avevamo l’urgenza della comunicazione. Ci hanno inculcato (leggete bene questo termine, please) l’urgenza di comunicare.

Ma a un certo punto non bastava più neppure il termine cellulare. Troppo antiquato, superato, vecchio. Bisognava trovare qualche altra cosa. Allora arrivò Steve Jobs che a un certo punto ebbe l’intuizione con cui ancora oggi facciamo i conti. Sostenne che quell’affarino doveva essere usato nello stesso modo con cui ci approcciamo alle altre cose che abbiamo in casa. E inventò il famigerato “touch screen” che oggi possediamo tutti e che usiamo senza che nessuno si chieda più: ma le tastiere sulle quali dovevi schiacciare i pulsanti dove sono finite? E oggi siamo “oltre”. La voce è stata sostituita dallo scritto, eppure molti ancora sbagliano la è con accento. Ma soprattutto, nell’era dei social e del Dio Notifica, sono tutti lì con i fucili puntati. Appena dici una cazzata, drin, il Dio Notifica avvisa tutti e, se sei un povero cristo, stai pur certo che sei preso di mira da decine di migliaia di utenti che ti fanno a pezzi. La cosa contrasta abbastanza con il principio del Vangelo del tremila, che asserisce: andate e moltiplicate i vostri contatti, prima troverete i vostri vecchi amici, poi gli amici degli amici, poi anche i nemici degli amici, e diventerete tutti nuovi amici e sarete più buoni. Sbagliato. Qui tutti i giorni è una guerra, e se non dosi le parole ti impallinano tutti, amici, nemici, amanti, ed ex fidanzate col profilo falso che seguono tutto ciò che fai e sono quelle più inacidite perché le hai tradite con un contatto di una che quando l’hai conosciuta, poi nemmeno si è fatta trovare, perché, a sua volta era un fake. È la società fasulla del Dio Notifica che tutto misura, altezza, bellezza e prosperità, e del Dio Pettegolezzo che più amici c’hai più sei figo. E allora a tutto questo c’è solo una soluzione: anziché aggiungere amici, eliminiamoli. Si vive meglio. Quattrocento, cinquecento, mille al massimo, sono meglio dei cinquemila ammessi. Sentiteammè.

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