POLITICI CHE BISTICCIANO E GIOVANI CHE SE NE VANNO

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antonio nicastroANTONIO NICASTRO

Già da molto tempo sappiamo che esiste un’altra Basilicata oltre quella posizionata fra Puglia, Campania e Calabria, è una Basilicata polverizzata nel resto d’Italia e in tutti i continenti.

Mentre i lucani stanziali si apprestano a toccare la cifra di 500.000 abitanti per via della costante decrescita della popolazione quelli sparsi per li mondo, mi riferisco a quelli che hanno lasciato la terra natia e non ai figli degli emigrati, sono quasi il doppio.

Per tenere i contatti con questi corregionali una Legge Regionale, la n° 16 del 2002, ha istituito una Commissione Regionale per i lucani all’estero, un atto nobile quello di tenere i contatti con i nostri emigra(n)ti, apprezzabili le tante iniziative messe in campo, interessanti i seminari organizzati periodicamente, lodevole l’iniziativa di ospitare i figli, nati all’estero, di lucani sparsi per il mondo, forte l’affermazione dello spirito d’appartenenza e commovente l’orgoglio di mostrare con fierezza la lucanità di tantissime persone.

Io, però, personalmente e come provocazione  inserirei volentieri la Commissione fra gli organismi inutili , non per fare uno sgarbo ai tanti lucani emigrati ma per dare finalmente un segnale che indichi un inversione di tendenza, la Basilicata ha già “fornito” fin troppi emigranti e sarebbe ora che l’intera classe politica, sia locale che nazionale, si  attrezzassero per studiare qualcosa di straordinario che consenta a giovani e meno giovani lucani di continuare a vivere nella terra in cui sono nati.

I dati demografici della Basilicata sono spaventosamente crudi, siamo sempre di meno: ci sono ben 26  comuni sotto i 1.000 abitanti, praticamente il 20% del totale dei Comuni lucani.  Una regione con un vasto ed accidentato territorio suddiviso in 131 municipi. molti dei quali insignificanti sotto l’aspetto numerico e con l’età media che si innalza ogni anno che passa.

In moltissimi centri dell’interno chi voleva sopravvivere   è partito, sono rimasti gli anziani, i pensionati, gente che comincia a sentire la mancanza di sevizi, in qualche paese non c’è più l’ufficio postale, la banca, scuole ed asili, in mancanza di “clienti”, non servono e non ci sono più, non c’è più il barbiere, il falegname, il fabbro, l’assistenza medica non sempre è garantita per tutta la settimana, chiudono le pompe di benzina, il costo dei servizi forniti dal Comune comincia a non essere sopportabile.  Per quelli che restano, dunque, si prospetta una vita grama e di stenti con la soglia di povertà che ha risucchiato circa  50.000 famiglie lucane, non è vita quella che vivono tanti nostri sfortunati corregionali.

Il disastro economico è dovuto sia a fattori globali che a scelte politiche perdenti attuate dai governi nazionali che hanno completamente abbandonato il Sud a se stesso, e la Basilicata la possiamo considerare il meridione del Sud, sia a interventi fumosi messi, nel tempo, in campo dalla Regione Basilicata che ha impiegato un mare di fondi pubblici in una moltitudine di iniziative che alla fine si sono rivelate autentici bluff, se è vero, come è purtroppo vero, che la quasi totalità delle iniziative imprenditoriali che hanno ricevuto finanziamenti pubblici si sono dissolte come la neve al sole. Si è trascurato di creare le infrastrutture che avrebbero potuto attrarre investimenti più stabili, a beneficiare del fiume di denaro che ha interessato la Basilicata sono state anche le Aziende e le Società che hanno gestito corsi di formazione che hanno formato i lucani che poi sono emigrati, abbiamo speso i “nostri” soldi per fare un piacere ad altre realtà geografiche, una beffa. Un fallimento totale delle politiche che deve far riflettere,  si deve invertire un modus operandi che è risultato a dir poco disastroso.

Ma la tragedia vera è che a leggere l’agenda della politica locale non si scoprono iniziative concrete, non si intravede l’interesse a risolvere per davvero i problemi dei lucani, non mancano, nel pur vivace dibattito, riferimenti alle Aziende che falliscono o delocalizzano, al rilevante numero di giovani laureati lucani che non trova sbocchi lavorativi in regione, ai soldi delle royalty per lo sfruttamento del “nostro” petrolio, allo spopolamento delle aree interne, alle infrastrutture che non si realizzano, insomma di parlarne se ne parla, forse pure troppo, ma di vedere all’orizzonte qualcosa di veramente concreto per ipotizzare un pur minimo cambiamento di rotta questo proprio non lo si vede. Mentre la situazione continua a precipitare, dobbiamo sopportare il teatrino della politica con le prime pagine dei giornali spesso dedicate ad “avvenimenti” politici che poco interessano al cassintegrato “permanente”  della Valbasento o al popolo dei mobilitati ne tantomeno al disoccupato del metapontino o alle centinaia di insegnanti  costretti ad andare fuori perchè vittime della decrescita demografica.

Tante le notizie sulle beghe di partito, resoconti di riunioni di coalizione, convention, racconti di voltagabbanismo, conferenze stampa, dichiarazioni di politici piccoli piccoli che si riempiono la bocca con parole più grandi di loro, non se ne può più……

Pur di fronte ad uno sfascio evidentissimo la cosiddetta “opinione pubblica”, fatte poche eccezioni, rimane popolo bue.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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