LA SPAGNA NON E’ PIU’ UNO SPAURACCHIO

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BY ROCCO SABATELLARocco Sabatella la spagna non piu uno spauracchio

Tutti allarmati questa mattina i quotidiani sportivi e non solo per il fatto che negli ottavi degli europei  lunedì prossimo a Parigi l’Italia dovrà incrociare la Spagna che ha perso nel finale contro la Croazia perdendo cosi il primo posto. L’unico a non allarmarsi o a spaventarsi è proprio Antonio Conte. Non si capisce assolutamente l’ondata di pessimismo che ha pervaso tutti gli organi di informazione questa mattina. Come non si spiegava anche la preferenza generalizzata di incontrare negli ottavi la Croazia. La verità è che quando si supera il girone eliminatorio e si passa alle fasi successive, difficilmente si potrà avere la possibilità di incrociare formazioni deboli. Per cui è giusto sottolineare che in questo momento tra Croazia e Spagna non ci sono grandi disparità di valori. Primo perché la nazionale spagnola non è più quello spauracchio che vinto europei e mondiali nel momento di maggior fulgore del  gruppo più forte della sua storia composta dai madrilisti e dai catalani del Barcellona, in secondo luogo i croati rappresentano in questo momento una bella realtà del calcio europeo e possono vantare una generazione di calciatori molto florida che sta facendo la fortuna di diversi importanti club del vecchio continente. Notoriamente i calciatori dell’ex Jugoslavia in genere sono dotati di grande tecnica individuale, fantasia ed anche grande fisicità. A loro, per riuscire ad emergere in campo europeo, mancava una certa organizzazione sotto l’aspetto tattico. Sulla quale hanno lavorato molto bene i tecnici croati che adesso possono raccogliere i frutti di quanto seminato negli anni addietro. Con la conseguenza che finalmente la nazionale croata ha tutto per arrivare ai vertici continentali. E non è quindi frutto del caso l’aver battuto la Spagna ed aver conquistato il primo posto. Spagna che, come si diceva in precedenza, non è più l’invincibile armata che riuscì a conquistare titolo mondiale nel 2010 e due europei consecutivi nel 2008 e 2012 quando travolse in finale l’Italia di Prandelli. Ormai il nucleo storico delle furie rosse è avanti con gli anni e le alternative ancora non si sono dimostrate all’altezza di Iniesta e compagnia bella. E le prime, autentiche crepe si sono avute già due anni fa con il clamoroso flop ai mondiali del Brasile. E anche le prime tre partite di questo europeo non hanno mostrato una Spagna irresistibile visto che hanno dovuto aspettare il novantesimo per avere ragione della Repubblica Ceca, hanno vinto facilmente, come da pronostico contro la Turchia e poi sono scivolati con la Croazia. Insomma non hanno fatto fin qui un cammino esaltante tanto da far tremare i polsi a qualsiasi avversario. Ormai i vari Piquè, Iniesta, Bousquets, Fabregas , Janfruan, Jordi Alba, Silva non sono più in grado di dominare a proprio piacimento in tutte le zone del campo anche se, trattandosi di autentici fuoriclasse, possono sicuramente trarre dal cilindro colpi che possono fare male. E le novità inserite da Del Bosque, ad eccezione forse di Morata, non si stanno dimostrando all’altezza del compito. Complessivamente, quindi, è una squadra che può essere attaccata con una certa facilità senza farsi irretire dal loro ritmo e dimostra evidenti sofferenze sia a centrocampo che nel pacchetto arretrato.  Per cui l’Italia attuale sulle ali delle grandi motivazioni  ed anche della perfetta organizzazione tattica che Conte ha saputo dare ai suoi giocatori, non parte assolutamente battuta. E certamente non peseranno lunedì prossimo, a livello psicologico, i precedenti recenti favorevoli a Ramos e compagni. Insomma  si tratta di una sfida molto aperta ed equilibrata sulle quale avrà un effetto non secondario anche la condizione fisica. Visto che gli spagnoli hanno giocato con gli stessi uomini in tutte e tre le gare del girone, mentre gli azzurri potranno avere un indubbio vantaggio di maggiore freschezza atteso che contro l’Irlanda Conte ha fatto riposare  tutti quelli che hanno giocato nelle prime due gare. Una partita che è stata oggettivamene brutta e che non ha offerto indicazioni di rilievo. E poi se la Spagna si dimostrerà più forte ed avrà meritato il passaggio del turno, l’Italia calcistica se ne farà una ragione. Ma di certo la formazione di Del Bosque non troverà la via spianata e dovrà davvero fornire una prestazione super se vuole avere ragione dei ragazzi di Conte.Sviscerati i temi tattici, a questo punto non ci puòesimere dal fare una tirata d’orecchi molto forte all’Uefa che ha messo in piedi un tabellone degli incontri, dagli ottavi in avanti, davvero squilibrato e illogico: infatti nella parte bassa, quella in cui capiterà l’Italia, ci sono tutte le favorite per la vittoria finale: la Germania, la Francia, la Spagna e dulcis in fundo anche l’Inghilterra. Nella parte alta invece, oltre al Belgio e all’outsiderCroazia solo squadre di seconda fascia. Davvero inconcepibile il comportamento dei grandi esperti della Uefa. Ma tant’è. Adesso, indipendentemente dal tabellone, sarà il campo e solo il campo a decidere i destini di tutte e 16 le squadre superstiti.

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