LA SPREGIUDICATA ARROGANZA DI POTERE AL PARCO DELL’APPENNINO LUCANO

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Tutti sanno che l’ascesa dei cinquestelle trova il consenso della gente del Sud su due questioni fondamentali: la mancanza di lavoro e le scelte fiduciarie e clientelari  di persone ai vari livelli. Cioè per tutti non c’è lavoro, per alcune si passa per la finestra.. E questo non è un fatto ascrivibile solo ad una Istituzione o ad un Ente, ma ad un sistema che è uguale da Roma a Matera o Lauria o Melfi. Anche a Marsiconuovo è arrivata la Corte dei Conti a fare le pulci ad un modo di operare non trasparente e clientelare del parco della Val d’agri e dell’appennino lucano. E questo arrivo di una richiesta di giudizio a carico del presidente , del Consiglio di Amministrazione, del Direttore del Parco ha avuto ripercussioni politiche forti, al punto che lo stesso ministro dell’Ambiente, in sella da pochi mesi , ha dovuto prendere le distanze in maniera recisa e netta, non solo contestando le accuse mosse dal PM della Corte ma mettendoci del suo, con una relazione che boccia in maniera netta la gestione di quell’Ente. Essendo arrivato adesso, non ha colpa se non ha letto i giornali locali che da mesi e mesi, cioè da quando è cominciato il tormentone sui ricorsi alla nomina del Direttore  , ma  il suo predecessore sì, e con lui tutti quelli che comunque una minima partecipazione alla scelta l’hanno avuta.  Invece, anzichè dire, scusate mi sono sbagliato, si è fatto muro, rispondendo con arroganza e operando con astuzia, derubricando la nomina di direttore a dirigente amministrativo, figura non prevista in organico e che non poteva esercitare i compiti di un direttore. Tra l’altro, il Direttore doveva essere  nominato , con decreto , dal Ministro dell’ambiente, in una rosa di tre can­didati proposti  dal  consiglio  direttivo  tra  soggetti  iscritti  ad  un  albo  di  idonei all ‘esercizio dell’attività di direttore  di  parco  istituito  presso  il  Ministero dell’ambiente,   al  quale  si  accede  mediante  procedura  concorsuale  per  titoli . In particolare, il regolamento disciplinante l ‘ Albo ,prevedeva  che  i Direttori  di  parco  dovesse­ro essere in possesso di  specifici  titoli  di  studio , di servizio  e  scientifici  (art.3) da accertare con apposito giudizio di una commissione pluridisciplinare (art.4), nonché di precisi requisiti di onorabilità (assenza di condanne penali etc.: art.5) . Analoghe previsioni sono contenute  nel  sopravvenuto  e  vigente  D.M. 15/06/2016 , n. 14. Non entriamo nel dettaglio delle contestazioni che riguardano le indennità, i rimborsi ecc ecc. Interessa prendere la questione ad un livello emblematico di caduta del senso di responsabilità nella guida di beni pubblici, siano enti o parchi o aziende: cioè il credere che una volta seduto dietro una scrivania si possa fare di tutto, decidere da solo quello che è giusto o non è giusto oppure trovare tutti i cavilli per fregare la legge.  Fatto oggi, fatto domani, la gente ha capito che il solo modo era di togliere dal sedere di questa classe politica tutte le sedie esistenti. rocco rosa

 

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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