Non si debbono meravigliare i consiglieri del centrosinistra se in Assemblea municipale a Potenza la maggioranza cerca di togliere visibilità alle opposizioni, non approvando mozioni o ordini del giorno da questi presentate, salvo poi intervenire nei gironi successivi a fare propri i temi che erano stati proposti. Succede da anni che non ci si prende la briga, come maggioranza, di condividere un ordine del giorno, magari trovando il tempo per limarlo, per farlo diventare da una proposta della minoranza una proposta dell’intero Consiglio. Ma stiamo parlando di Amministratori che non solo avevano una spanna in più in quanto a intelligenza politica, ma che erano anche consapevoli del ruolo di rappresentanza di tutta la città e quindi anche di quella fetta di cittadini che non lo avevano votato ma che lo riconoscevano come la loro massima autorità locale. E’ che la politica si è imbastardita, è andato scendendo scendendo nella qualità delle relazioni e adesso si limitano a fare selfie in strada e giochetti in aula, dimenticando o non avendo la forza di pensare a cose più alte di una semplice gestione dell’ordinario . E’ che questo metodo di inseguire i problemi di gestione secondo me nasconde una incapacità di fondo ad affrontare i temi propri di un capoluogo di regione in un momento in cui esso ha perduto interesse per gran parte della popolazione regionale, se non fosse per le cose che riguardano l’Università, il San Carlo, il Tribunale, o gli Uffici finanziari. E in un momento in cui tutti a livello nazionale si affannano a predisporre piani e programmi sperando di acchiappare il vento favorevole di un rilancio del Sud, nei suoi aspetti economici ,in quelli strutturali ed infrastrutturali , in quelli sociali. Si guarda al contingente non alla prospettiva, come se non avessimo da recuperare terreno rispetto alla caduta verticale che ha la sua origine lontana e che solo la gestione De Luca è riuscita a fermare, senza avere il tempo di invertire la direzione di marcia. Prendiamo le scuole. Un’amministrazione che si rispetti dovrebbe fare ferro e fuoco sulle bislacche proposte di un Ministro e dovrebbe dire chiaro e tondo che le classi vanno portate a non più di quindici unità e che quindi c’è bisogno di nuovi insegnanti e di nuove aule. E che di questi non c’è bisogno fra tre anni, ma da subito, dal 14 settembre. Ed essere pronti a fornire, per le scuole di competenza, soluzioni per trovare nuovi spazi operativi , anche recuperando edifici che sono colpevolmente in disuso ( vedi Torraca). Invece, silenzio! E non parliamo del San Carlo che in altri tempi ha fatto la fortuna della città, con i reparti che funzionavano e dipartimenti di eccellenza ( dalla senologia, all’ematologia, alla chirurgia e cardiochirurgia, alla reumatologia) che drenavano utenza da altre regioni, oltre che da tutti i territori della Basilicata e che oggi invece vive il suo tempo più buio per colpa di scelte politiche dissennate fatte in altri tempi ma colpevolmente confermate dall’Amministrazione regionale subentrata? Si parla di questo in Consiglio? E così per l’Università? Quale contributo politico un’Amministrazione ha dato al miglioramento dei servizi, quale dibattito ha messo in piedi per migliorare le relazioni, capire i problemi e rilanciare un’attività che deve rispondere al quesito di come dare lavoro in casa nostra ai giovani di casa nostra. E che si dice dei suoli passati, non sappiamo se con atti formali o meno, al Comune dall’Asi ? Per quale disegno urbanistico, per quali fini utilizzarli? Ecco perchè, se la minoranza non ha perso il buono delle prassi che aveva, alzando l’asticella del confronto e riversandosi nella società per far capire la diversità della propria presenza, non è nei giochetti in aula che si deve cimentare ma nel confronto aperto in una comunità che ha scelto il cambiamento e che non lo vede neanche al cannocchiale. Fatevi sentire da chi aspetta parole e iniziative sensate sul futuro di questa città. Si avverte la sensazione che anche la minoranza non abbia ancora smaltito la sconfitta. Doveva essere per loro un messaggio salutare, ma sinora risulta non recepito. Rocco Rosa
LA STAGIONE NERA DELLA CITTA’ CAPOLUOGO
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1 commento
Bhè. Un avvocato allo sport…. (mai praticato sport) un tecnico alle
Infrastutture o al informatica…( non ho ancora capito cosa fa) un avvocato come
Presidente ( mai fatta politica neanche rappresentante ei classe)….. ehhhh penso che abbiamo un ottimo futuro