LA SVOLTA AZIENDALE DEL SAN CARLO (1)

0

I potentini dovrebbero essere grati al Consiglio di Stato se il San Carlo di Potenza è tornato in mani esperte. Un altro anno di gestione alla “Colonnello Buttiglione diventato Generale ” e il principale ente ospedaliero della Basilicata sarebbe andato alla deriva.

un-graffito-per-ricordare-il-lavoro-dei-medici-per-la-pandemia-e-per-onorare-le-vittime-e-le-loro-famiglie.

Un clima da caserma in un momento difficile nel quale anziché giocare a scaricare la responsabilità sugli altri, bisognava recuperare uno spirito di squadra: la conseguenza è stata una disaffezione generale, un campare alla giornata, molte contestazione, ma soprattutto la fuoriuscita di medici bravi, quelli che potevano concedersi una alternativa. Solo chi non ha dimestichezza con  la vera autorevolezza , fatta di competenza e di capacità di guida, poteva ricondurre la funzione dirigenziale a quella di un sergente che sparava ordini dal suo ufficio blindato oltre che guardato a vista dalla vigilanza esterna, cosa che è finita alla Corte dei Conti per un danno erariale di 40 mila euro. Avendo già narrato nel corso di quella gestione le assurde vicende vissute dagli operatori del nosocomio potentino, ora che si sta lavorando di brutto alla riduzione delle liste d’attesa , al rilancio dei reparti e ad una riorganizzazione funzionale dei presidi afferenti all’ospedale potentino,  appare in tutta la sua evidenza il marchiano errore fatto al tempo del dirigente napoletano ( scelto non si sa come né perché dal precedente governo regionale) di bloccare l’intramoenia per tutti senza minimamente farla precedere da una seria analisi sui carichi di lavoro.


l’ing.giuseppe-spera-direttore-generale-dellazienda-ospedaliera-san-carlo.jpg

Risultato: molti medici si sono messi a fare l’extramoenia nelle strutture private , oppure, è il caso degli specialisti di ortopedia, si sono licenziati dal San Carlo per approdare ad altri lidi .  E per capire il danno che si è avuto , basti pensare che il recente concorso per 11 posti di ortopedia in regione ( 8 a Potenza e 3 a Matera), si è concluso con la sola assunzione di tre a Matera e di uno a Potenza, con quest’ultimo che, peraltro si è dimesso. Ci sono voluti tempo e lavoro, da parte del Direttore Generale Pino Spera, meritoriamente e opportunamente riconfermato da Bardi per il triennio, per rimettere la barca in piedi in termini di produzione , abbassamento delle liste di attesa e recupero delle potenzialità esistenti. E stanno venendo le prime soddisfazioni come il ritorno a nuova vita della cardiochirurgia ( con l’impianto di bioprotesi aortica, che apre uno scenario completamente nuovo per i pazienti più giovani data la lunga durata di queste protesi tecnologicamente avanzate) , il grande lavoro dell’ ematologia , della reumatologia , della diagnostica radiologica, della neurochirurgia e via dicendo. 

Di questa svolta vogliamo dar conto ai lettori, perché se è giusto criticare quello che non si muove, è altrettanto doveroso sottolineare quello che funziona, anche perché a perdere il buon nome si fa presto ma a riacquistarlo ci vuole sudore e tenacia . E , in un faccia a faccia con il riconfermato Direttore Generale abbiamo inteso raccontare il percorso di consolidamento della struttura regionale, il ritrovato ruolo di guida dei presidi periferici ad esso annessi e il tema dei nuovi investimenti.  Parleremo, in tre puntate, del modello organizzativo che si sta attuando, daremo numeri e cifre sull’abbattimento delle liste di attesa, affronteremo ,insieme al Dr.Spera il complesso tema della facoltà di medicina  , gli obiettivi, i tempi e le aspettative connesse a questo rilancio della sanità ospedaliera in provincia di Potenza.

Partiamo in questo primo approccio, del modello hub e spoke, ovvero di un modello stellare, nel quale, ci dice Spera, c’è un nucleo forte , il San Carlo, che si fa motore e punto di riferimento di un’azione sul territorio portata avanti da attività specifiche, non configgenti e del tutto diversificate, in relazione alle esigenze dell’utenza, alle necessità di qualificare le singole attività e alla necessità di migliorare l’offerta fino a farla diventare attraente per una utenza che va oltre i confini regionali e che può invertire il processo di emigrazione sanitaria che in questi ultimi anni è enormemente cresciuto nei saldi passivi.

il presidente Bardi inaugura il nuovo reparto di reumatologia a Potenza

E dunque come si sta dispiegando organizzando questo modello, chiamiamolo relazionale, tra il San Carlo e  gli ospedali di  Lagonegro, Villa d’Agri, Melfi e Pescopagano ( quello di Venosa è invece a guida Asl)?

 “ Ho trovato questi presidii in concorrenza tra loro, con un via vai di personale medico tra il San Carlo e le strutture periferiche che duplicavano l’offerta in molte discipline: il grande lavoro di questi mesi, che ora sta vedendo la luce, è la ricollocazione di ciascun presidio in una attività di scopo, una funzione peculiare ed esclusiva.  L’ospedale di Lagonegro noi lo vediamo come la porta d’ingresso a sud della sanità lucana, con buone probabilità di intercettare la vasta utenza del Cilento e del vallo di Diano. Ecco perché, anziché aspettare i nuovi padiglioni, stiamo già incrementando alcuni servizi importanti come l’ambulatorio oncologico oppure quello di chirurgia senologica, oltre ad una diagnostica importante e in grado di coprire una utenza vasta.

Anche villa d’agri , abbiamo letto in questi giorni, sta assumendo un nuovo volto…

Esatto. Abbiamo implementato la chirurgia bariatrica, ovvero la chirurgia dell’obesità, che grazie al lavoro di grande spessore prodotto dal responsabile della struttura si è legittimamente attestato come Centro di Riferimento Regionale per la Basilicata e anche come  “Centro accreditato” dalla SICOB (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità.

a misura di bambino, il nuovo ruolo dell’ospedale di villa d’agri

Questo tipo di chirurgia è in espansione ed è destinata ad incrementare una emigrazione attiva da molte parti del meridione, a mano a mano che cresce la consapevolezza di poter intervenire anche chirurgicamente  su questa patologia invalidante , spesso sottovalutata nonostante sia correlata ad altre gravi problematiche (diabete, ipertensione arteriosa, problematiche respiratorie, metaboliche, osteoarticolari etc.) (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità). Ma non è tutto perché all’ospedale di Villa d’Agri abbiamo anche assegnato un indirizzo pediatrico con il rafforzamento di molte branche e l’immissione di molti specialisti, a cominciare da 3 anestesisti pediatrici, che non sono facili da reperire sul mercato. L’evoluzione è dunque nella chirurgia pediatrica, nell’ortopedia che già vede bambini di altre regioni, nell’urologia per alcune patologie dell’infanzia.

Parliamo di Melfi..

Per Melfi c’è tutto un nuovo padiglione che servirà a potenziare i servizi e ad introdurre una modernissima diagnostica. Sono state create nuove sale operatorie, è stata acquistata una nuova risonanza magnetica, si lavora per potenziare un settore nuovo qual è quello dell’implantologia accanto ad una ortopedia che già funziona e pure bene.

Il punto dolente resta Pescopagano

“No , non è affatto un punto dolente, anzi. Stiamo preparando la svolta che da molto tempo era stata intravista , verso una struttura per il risveglio, con una lungodegenza riabilitativa che è destinata a coprire il fabbisogno legato al codice 75 e cioè una unità di riabilitazione intensiva per pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite, Già oggi l’ospedale funziona con il codice 56, che è la riabilitazione intensiva per il recupero di disabilità importanti . Rocco Rosa  ( continua)

 

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Rispondi