LACORAZZA E IL TEST DI MATERA

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La nomina dell’ex consigliere regionale, Piero Lacorazza, a responsabile organizzativo per il sud, voluta dal segretario nazionale Nicola Zingaretti ufficializzata in queste ore dallo stesso Lacorazza attraverso le sue pagine social, ha suscitato non poca meraviglia tra gli iscritti e simpatizzanti del PD Lucano. Iscritti e simpatizzanti convinti che il percorso intrapreso dall’ex presidente del consiglio regionale, in opposizione a quello dell’establishment regionale del partito, fosse culminato con la sua definitiva fuoruscita. Ma in politica tutto si crea e nulla si distrugge. Tanto è vero che, per diretta emanazione del segretario nazionale, l’ex consigliere regionale Lacorazza, gestirà addirittura il rilancio del partito democratico in tutto il sud Italia e, soprattutto, in Basilicata. I più informati hanno già ipotizzato che l’operato e i buoni propositi del mediatore Lacorazza non riusciranno a superare la complessa vicenda del partito materano che da qualche tempo versa in una condizione di stallo per via dell’arrocco che il plenipotenziario segretario cittadino, Cosimo Muscaridola, insieme ai suoi fedelissimi, ha messo in campo per evitare lo scacco matto alla segreteria cittadina. In attesa della famosa mossa del cavallo, che nessuno ha ancora compiuto, a ogni mossa politica del segretario cittadino, vengono meno importanti pedoni mentre i cavalli si ostacolano a vicenda e le regine sembrano essere bloccate da torri e alfieri che fanno un passo avanti e uno indietro senza, di fatto, spostarsi dalle rispettive posizioni. Uno scenario da manuale del perfetto scacchista che si risolve solo con l’abbandono dell’avversario. Chi per primo “ciccherà” il Re per dichiararsi sconfitto? Non certo i Renziani di Italia Viva, da tempo orgogliosamente ex Piddini, impegnati nella formazione di una propria lista che guardi oltre gli schieramenti. Collocata tra il centrodestra e il centrosinistra, equidistante da tutte le altre coalizioni in lizza, ma in grado di raccogliere un consenso tale da essere decisiva al ballottaggio. In questo disegno strategico, la candidatura a sindaco di Luca Braia, consigliere regionale di opposizione – sempre più attivo e concentrato nella personale battaglia di visibilità mediatica – oppure in alternativa quella dell’ex senatrice Maria Antezza – meno visibile sui social ma pur sempre riferimento politico dei renziani materani – potrebbe garantire alla lista un numero tale di consensi spendibili sui tavoli decisionali per i successivi accordi di potere. Nel frattempo, anche l’ex senatore Carlo Chiurazzi è impegnato nella formazione di una lista che possa partecipare a una coalizione composta da più anime, magari guidata da Patrizia Minardi, volto nuovo della politica materana ma capace di guidare con successo un  settore del dipartimento cultura regionale che ha saputo offrire non pochi risultati positivi. Una coalizione così pensata che potrebbe essere in grado di contrastare un’eventuale ritorno del trio Muscaridola, Cifarelli e Adduce. Del resto, lo stesso gruppo politico che fa riferimento alla figura politica dell’ex senatore Chiurazzi non ha mai smesso di coltivare il sogno di partecipare a un Partito Democratico inclusivo, ma a forte connotazione centrista. In questo scenario, il compito del commissario regionale, Dario Stefano, e quello del neo responsabile per il sud del partito, non sarà facile. Ricomporre la scacchiera del centrosinistra unito con tutti i pezzi mancanti, per vincere la partita, sarà un vero e proprio rompicapo. Oltre a tutto, molti altri movimenti e partiti che storicamente hanno ruotato nell’alveo del centrosinistra si stanno organizzando per affrontare la campagna elettorale in autonomia rispetto al Partito Democratico. Tra questi, i Socialisti, Volt, LeU, MDP- Art1 e i Verdi. Questi ultimi forti di un crescente consenso nei sondaggi nazionali, hanno da qualche tempo iniziato un percorso di aggregazione intorno ad un programma ecologista e riformista. Programma presentato in più occasioni alla cittadinanza e apprezzato oltre che da Socialisti e Volt, anche da altre associazioni e formazioni politiche che potrebbero dare vita ad altrettante liste locali a sostegno di una coalizione. Coalizione che, al momento, non prevede né il sostegno né l’inclusione del Partito Democratico. A guidare questa coalizione sarà certamente una personalità di grande valore, esperta, ma nuova rispetto a quello visto fino ad oggi, in grado di attrarre il consenso dei cittadini chiamati a decidere sui soliti rimpallati, buoni per tutte le occasioni e una nuova classe dirigente in grado di portare avanti programmi di sviluppo reale in favore dei cittadini, delle imprese locali, della sostenibilità ambientale e del lavoro. Nel centrodestra, invece, la spina nel fianco, è l’ex segretario regionale della Lega Salvini Premier, nominato di recente segretario di Lega Sud, lista di chiara connotazione destra, ma in contrasto con quella del Carroccio. Carroccio che anche a Matera, come a Potenza, rivendica la golden-share del candidato capolista per il centrodestra nonostante gli accordi nazionali stabilirebbero che il capolista venga scelto tra le fila di Forza Italia. Se così fosse, in lizza ci sarebbe il consigliere Enzo Acito subentrato alla nomina dell’Assessore Leone.  E’ escluso che Pietro Quarto possa lasciare l’incarico da Consigliere Regionale per occuparsi della città di Matera, anche perchè una sua candidatura aprirebbe le porte del consiglio regionale ad un ex piddino, primo dei non eletti con la lista Bardi. Insomma anche questa volta, se gli elettori non cambiano decisamente il loro voto, il rischi di ritrovare ancora tutti insieme appassionatamente gli ex da una parte e dall’altra, è sempre più concreto. G.D.

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