“L’alba è nuova”. La sfida di un ventottenne alla segreteria del PD Basilicata

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MICHELE PETRUZZO

 

 “L’alba è nuova”. In una ventosa serata potentina di inizio novembre, si presenta con questo slogan, dalla sede di Via Tirreno e in diretta su Facebook, il più giovane dei tre candidati alla segreteria regionale del PD Basilicata: Raffaele La Regina, 28 anni, delegato dell’Assemblea nazionale del partito e già Segretario particolare del Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Peppe Provenzano.

Militante dem fin dagli anni liceali e laureato in Scienze della pubblica amministrazione presso l’Università di Napoli, La Regina ha frequentato la Scuola di politiche di Enrico Letta e ha lavorato presso la S.R.M (Studi e ricerche per il mezzogiorno) e la SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno). Il classico esempio di “studente fuori sede”, che viaggia per studio e lavoro e che sente il richiamo della propria terra, perfino quando è in Erasmus presso la Sorbona a Parigi!

In apertura della conferenza stampa di presentazione della sua candidatura, ha subito ricordato le sue origini grassanesi e ha spiegato di voler aprire il Partito Democratico nel segno della discontinuità, ma anche dell’unità, perché “c’è una generazione che ha voglia di sporcarsi le scarpe”. Non è un caso che il titolo della sua mozione faccia riferimento proprio alla dimensione generazionale (L’alba è nuova. Una generazione coraggiosa per il PD e per la Basilicata). “Senza, però, scadere nella rottamazione e nel giovanilismo” ci tiene a precisare, perché si tratta di “una candidatura di rottura, non generazionale, ma nei metodi”.

Tanti i temi trattati durante la conferenza: lavoro, transizione ecologica, cultura, legalità, aree interne, ma soprattutto un’idea precisa di partito, “tutto anima e cacciavite”, sulla scia delle parole di Enrico Letta. Un partito come mezzo e comunità, non come obiettivo individuale. “Un partito giraffa e non struzzo”, aggiunge, che sappia guardare al futuro, che non abbia paura e non senta il bisogno di nascondersi sotto la sabbia”.

La Regina, inoltre, non ha fatto a meno di criticare ciò che non ha funzionato nel PD degli ultimi anni e lo si legge anche nelle linee politico-programmatiche della sua candidatura: “Il PD è apparso sempre più lontano dalla vita reale delle persone, incapace di uscire dalle sue ristrette logiche interne”. Questo sembra essere chiaro a molti e rappresenta il punto di partenza per una nuova stagione. Dunque, una rinascita dalle proprie ceneri; di questo necessita un partito che nell’immaginario collettivo appare fin troppo istituzionale e distante dalle persone, dai problemi e dai territori; soprattutto in Basilicata, dove la comunità dem ha vissuto una lunga fase di stallo e commissariamento.

Non c’è più tempo per i giochi di potere e le scorribande”, così il giovane candidato ha lanciato la sfida e ha provato a spegnere eventuali polemiche, che come da tradizione accompagnano la fase congressuale.

Poi una richiesta di chiarezza da parte dell’aspirante segretario: scegliere da che parte stare, per recuperare credibilità e per sfidare la destra, la stessa che in Senato applaudiva ed esultava dopo l’affossamento del DDL Zan. Ed è anche per questo che parla di alleanza larga, sull’esempio delle ultime elezioni amministrative, in cui i casi di Napoli e Bologna hanno dimostrato che un campo progressista ampio possa funzionare e vincere.

Scardinare le vecchie logiche e dinamiche politiche del partito lucano non sarà affatto semplice, soprattutto per un ragazzo di ventotto anni, a cui va sicuramente riconosciuto il coraggio di intraprendere una sfida simile. La sua mozione congressuale si apre e si chiude all’insegna delle parole di Rocco Scotellaro, poeta lucano -il suo preferito- che lottava contro le disuguaglianze sociali e che fu anche sindaco di Tricarico. Dunque, radici e ali. Detto ciò, il congresso che si apre non sarà per nulla scontato. A contendergli la segreteria regionale saranno, infatti, altri due candidati: Viviana Cervellino, sindaco di Genzano di Lucania, e Rocco Pappalardo. 

A prescindere da quello che sarà il risultato, per il PD lucano si apre una fase nuova ed importante; quantomeno per provare a ricucire il suo rapporto con un elettorato che da tempo si sente smarrito e per nulla rappresentato. L’auspicio è che questo congresso sia una festa di partecipazione democratica e non la solita resa dei conti!

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Sull' Autore

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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