LA VICENDA TISCI NON PUO’ FINIRE A TARALLUCCI E VINO

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Il Presidente Bardi ha fatto capire che sulla mozione che chiede il dimissionamento dell’Amministratore dell’Arpab Tisci è necessario serrare i ranghi e difendere lo status quo, per evitare che si apra un pericoloso precedente che porta il Consiglio a decretare la esistenza in vita di questo o quell’amministratore. E onestamente non credo che nel proporre quella mozione chi l’ha sottoscritta pensasse veramente di dichiarare scacco matto al Governatore, ma solo forse di buttare un’altra zeppa nell’ingranaggio di un motore che tossisce e arranca , procede a strappi e a singhiozzi e non sembra possa fare molta strada. Eppure una occasione di questo tipo Bardi potrebbe rivolgerla a suo favore, portando all’approvazione una mozione che si muova intorno alle regole comportamentali che un dirigente di un ente regionale deve seguire per dimostrare di essere un leale esecutore e un dignitoso servitore delle Regione che è Stato a tutti gli effetti. Ai tempi passati , non ci sarebbe stato bisogno di questo codice etico da ripassare, perché era ben scritto nella educazione e nella formazione di ogni persona chiamata a rappresentare il pubblico e quindi a interpretare quella che è una rappresentanza complessiva dei cittadini e delle istituzioni, fuori da partigianeria, o da tifoserie, e ,peggio, dall’appartenenza politica. Ma per la verità ,non solo del passato, perché anche oggi buona parte della dirigenza sub regionale, dalle Asl agli enti, si comporta, da questo punto di vista in maniera ineccepibile, consapevole non di rappresentare chi ha vinto ma di rappresentare tutta la Regione e tutti i cittadini: valga per tutti il comportamento  corretto e direi esemplare di amministratori come Spera del San Carlo, Bochicchio dell’Asp, Santarsiero dell’Egrib, che lavorano in silenzio, lontano dai riflettori e le loro convinzioni politiche se le tengono per sé, a dimostrazione che una cosa è l’appartenenza altra è la rappresentanza.  Invece ce ne sono due o tre, Tisci in testa, che hanno preso questo incarico come una prosecuzione della loro militanza partitica e non perdono occasione per manifestare come la pensano, quasi che si vogliano rifare del lungo silenzio che li ha circondati quando non erano nessuno. Ora, il solo modo per correggere questa distorsione è quello di fare le regole: e cioè mettere nell’atto di nomina anche le condizioni comportamentali che debbono onorare nel corso del mandato per assicurare imparzialità e rappresentanza generale dell’Ente che li ha nominati e non del partito o del che li ha sponsorizzati..  Una mozione che si trasformi da richiesta di dimissione in punto di riferimento da osservare per il futuro, potrebbe e dovrebbe essere un terreno comune di lavoro per tutti, al di là della maggioranza e della opposizione, Qui se Bardi vuole dare un esempio di etica, non ha che da ripiegarsi per un’oretta . Altra cosa è poi la richiesta della CGIL che riguarda i titoli in possesso dell’interessato per accedere a quell’incarico. Qui la sede per dirimere la questione è necessariamente un’altra. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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