L’ASSESSORE ROSA E LA TESI DEL VORREI MA NON POSSO

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Vorremmo ma non possiamo. I documenti sono a posto e quella discarica che distrugge il turismo a valle del fiume Noce, in territorio di Maratea si deve fare, nel senso che l’autorizzazione va data. Poi, strada facendo, vedremo. Il Comune di Tortora, che ha avuto il coraggio di dire no all’impianto pensava di avere una mano dalla Regione Basilicata, il cui territorio contiguo è direttamente interessato dagli effetti dell’impianto, ma , come si dice, se è andato per avere grazia ha avuto giustizia , nel senso che, con tutta la diplomazia lessicale, la Basilicata ha detto che L’impianto di rifiuti pericolosi si può fare, che ad oggi non ci sono effetti e che se dovessero essercene si agirà al momento opportuno. E’ vero che in nome della corsa alla spesa che ci impone l’Europa su alcune tematiche ambientali si sono tolti dei lacciuoli, portando certe autorizzazioni a livello nazionale per evitare palleggi di responsabilità, ma qui non si è giocata nemmeno la partita nel senso che la si è persa in casa e a  tavolino. Si perché non risulta dalle spiegazioni date dall’Assessore Rosa che si sia andati oltre le carte , che si siano fatti sopralluoghi e che si sia sviscerato il problema dal punto di vista scientifico (o almeno se queste cose sono state fatte dovrebbero risultare le motivazioni che giustificano il rilascio e che non ci sono) e tutto sembra far pensare che la pratica sia iniziata a tavolino e conclusa a tavolino. Noi ribadiamo che la vicenda dell’impianto di trattamento di rifiuti pericolosi che si vuol fare in località San Giorgio del Comune di Tortora è gravissima perchè ha ripercussioni evidenti sulla foce del Noce e sulla costiera marateota, rappresentando una fonte di inquinamento del fiume e del mare nel tratto calabro-lucano. Sulla foce del Noce ,oltre ad insediamenti turistici  abbiamo la potenzialità inespressa del terreno ex Pamafi che, la sola presenza a monte di un impianto così impattante renderebbe inutilizzabile, soprattutto per un tipo di turismo che la Basilicata si è accinta da tempo a portare avanti e che riguarda la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del paesaggio. L’impianto dista appena 200 metri dall’inizio dell’area SIC del Noce, e questo avrebbe dovuto allertare la regione per evitare in ogni maniera l’insediamento o almeno contenendone gli effetti attraverso delle misure di salvaguardia , delle prescrizioni tecnologiche o verificando in  contestazione i dati circa le acque di scarico. Niente di tutto questo. la Regione è partita alla grande sostenendo che “ non sono attese coincidenze significative a carico del sito ZSC valle del Noce …e  ha finito in bellezza sostenendo che l’impianto può partire e nel frattempo la regione promuoverà  un approfondito studio e una attività di monitoraggio volti a verificare la sussistenza di emergenze ambientali che comportino incidenze significative sul sito comunitario, con il coinvolgimento delle due Agenzie Regionali di protezione ambientale e delle istituzioni interessate. Le risultanze di tale studio forniranno elementi certi per l’adozione di eventuali misure correttive o di annullamento o revoca del provvedimento rilasciato”.  Strada facendo, si è perso di vista l’obiettivo di tutelare con forza  la grande bellezza lucana. Segno dei tempi nuovi. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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