L’AVIOSUPERFICIE DI PISTICCI

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RICCARDO ACHILLI, ECONOMISTA

E’ proprio il caso di dire che nella programmazione regionale della Basilicata nulla si crea ex-nihilo e nulla si distrugge. Nel suo messaggio di auguri di fine anno, il Presidente Bardi riprende le fila di un antico progetto, mai realizzato fino in fondo, ovvero quello di dotare la Basilicata di un aeroporto tramite la trasformazione della pista Mattei di Pisticci in vero e proprio scalo aereo.

L’argomento è stato oggetto di una lunghissima riflessione, ed anche di analisi fatte da studi di fattibilità nell’ormai lontano 2003. Detto studio di fattibilità concludeva per la possibilità di una apertura stagionale, coincidente con l’alta stagione turistica e con la raccolta dell’ortofrutta, per un piccolo aeroporto charter e cargo, a servizio dei poli turistici di Matera e della costa jonica, nonché del trasporto del prodotto fresco dal distretto ortofrutticolo del Metapontino ai mercati del Centro Nord. La lunghissima gestazione della vicenda ha condotto, nel 2007, ad un primo vero progetto per la trasformazione in aeroporto di terzo livello (cioè di interesse locale) con un finanziamento previsto di 8 milioni di euro. Nel 2014 è stata affidata dal Consorzio per lo sviluppo industriale di Matera, proprietario della struttura, la gestione alla società aerotaxi Winfly s.r.l che ha sede all’Aeroporto di Pontecagnano, nei pressi di Salerno. Il contratto di gestione comprende il completamento dei lavori dell’aviosuperficie con allungamento a 1 600 m, impianto voli notte e avvio dell’omonima aviosuperficie, come Aeroporto di Basilicata. Dopo aver attivato una scuola di volo ed aver testato diversi voli di prova, nel 2015 si verifica la presentazione da parte di Winfly alla Direzione Generale e alla Direzione Centrale Aeroporti di ENAC della richiesta di trasformazione dell’avio superficie in aeroporto privato di aviazione generale, che consentirebbe l’operatività di aeromobili fino a 20 posti, attivando un collegamento con Roma Ciampino. l’Enac ha autorizzato la gestione e l’uso dell’aviosuperficie per le attività di trasporto pubblico passeggeri (TPP), scuola di volo, turismo, lavoro aereo, tipo privato, protezione civile, corpo forestale, base operazioni Hems, VDS. Dopo varie vicissitudini, anche di carattere giudiziario, fra il Consorzio Industriale e la Winfly (per la quale nel 2017 è scaduta la concessione) e per la caratterizzazione ambientale dell’area, finalmente, a marzo 2019, è stato varato il nuovo bando per l’affidamento decennale della struttura. Nel frattempo, è inutile dirlo, si sono verificati rilevanti sprechi di denaro pubblico per acquisto di attrezzature e materiali poi non utilizzati.

In una logica simbolica, evidentemente, per una piccola regione in ritardo di sviluppo ed emarginata dai grandi flussi di traffico, un aeroporto regionale produce un senso di riscatto e di orgoglio, in qualche modo la sensazione di aver riconquistato una modernità che le è stata negata, ed era, in fondo, questo il senso dell’investimento iniziale nell’aviosuperficie realizzato negli anni Sessanta dall’ENI di Enrico Mattei. Nel 2020, a quasi 60 anni di distanza, è piuttosto dubbio che un aeroporto sia, di per sé, un simbolo di modernità e riscatto. Nella logistica moderna, il mercato aereo (e quindi quello degli aeroporti, che ne costituiscono un anello di filiera) è in crisi per l’alto costo dei combustibili e del mantenimento delle flotte, la competizione al ribasso delle compagnie low cost e la concorrenza, sulle tratte di media percorrenza, del trasporto ferroviario rinnovato grazie all’alta velocità. A conferire modernità al sistema logistico moderno, quindi, non è tanto il mezzo di per sé, quanto la capacità di interconnettere, in forma intermodale, diverse forme di trasporto, in funzione delle convenienze relative per ogni tipologia e tratta di trasporto e della minimizzazione di costi e tempi. Alla Basilicata servono il rilancio di una viabilità secondaria, spesso allo sfascio, e che costituisce l’unico strumento di connessione con il mondo delle sue aree più interne e dei suoi piccoli Comuni,  il potenziamento degli assi stradali primari di fondo valle, nonché della Potenza-Melfi, e un potenziamento del servizio ferroviario per connettersi agli hub aeroportuali e portuali limitrofi.

Non serve la bandierina campanilistica dell’aeroporto regionale, soprattutto quando a meno di un’ora dal potentino vi è l’aeroporto di Pontecagnano, inserito nel Piano Nazionale per lo Sviluppo Aeroportuale, per il quale nel 2019 sono partiti i lavori per l’ampliamento e la trasformazione in scalo civile al fine di decongestionare il traffico di Capodichino, mentre, sul versante materano, sono partiti i lavori per l’ampliamento dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie, inserito fra gli aeroporti di rilevanza nazionale, anche in questo caso con il presumibile obiettivo di renderlo fruibile come aeroporto civile di linea. E senza dimenticare, per l’area del Vulture, l’aeroporto di Foggia, anch’esso oggetto di lavori, già avviati, per l’allungamento della pista.

Fra qualche anno, quindi, l’offerta aeroportuale attuale per la Basilicata, attualmente imperniata su Napoli e Bari, potrà fruire di tre nuovi scali aerei, per i quali i lavori, e la relativa spesa pubblica a carico del contribuente, sono già partiti. Il ruolo di una ulteriore struttura a Pisticci ne risulterà inevitabilmente compresso ed emarginato. In una logica di sistema, quindi, molta prudenza andrà posta sul ruolo, inevitabilmente di nicchia, che si vorrà affidare all’aviosuperficie Mattei. E ciò non potrà che far tornare alle origini dello studio di fattibilità del 2003, ovvero un piccolo scalo aereo per voli privati e turistici, aperto solo stagionalmente, senza pretese di avviare voli di linea e/o di offrire il servizio per tutto l’anno, cercando di ampliarne l’offerta a servizi cargo per i prodotti ortofrutticoli, a servizi antincendio o di emergenza/urgenza, e riattivando il progetto di aeroscuola.

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Sull' Autore

Riccardo Achilli

Valutatore di politiche pubbliche di investimento, economista e statistico, specializzato in sviluppo locale, politiche industriali e politiche sociali. Fa parte del nucleo di valutazione degli investimenti pubblici della Regione Basilicata, e collabora come ricercatore e consulente presso numerosi centri studi economici (Osservatorio Banche Imprese, Istituto Guglielmo Tagliacarne, Si Camera, SRM).

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