2019, EMOZIONE A MATERA

0

 Margherita Marzario

 

19 gennaio 2019: Matera insignita “capitale europea della cultura”. I cronisti spendono fiumi di parole per descrivere l’evento, tra cui fraternità, fratellanza, fraternitudine, fratellità. Al di là di ogni parola, propria o impropria, ciò che conta è quello che si avverte, che si sente, che si vive: emozione per il presente, commozione per il passato!

Inizio d’estate, metti Matera, “Cava del Sole” che non ha nulla da invidiare ad altre arene, un cielo punteggiato di stelle, giochi di luce, musica multietnica con ogni sorta di strumento, ovvero “musica totale”, la scuola cantautorale dell’indipendente professor Roberto Vecchioni con i suoi insegnamenti in poesia = cultura, magia, bellezza, inno alla vita!

Cava del Sole, in cui in passato si è versato tanto sudore per il duro lavoro. Notte d’estate con una falce di luna e l’immancabile Venere color platino in un cielo blu cobalto. Spettacolo di danza contemporanea dal titolo emblematico “Il Paradiso perduto. Leela” con una compagnia israeliana formata da cinque coppie. Scenografie essenziali e scure, poche luci bianche, costumi minimalisti e neri. Sinuosità, linee, energia, contrasti e contatti, prese, passi e passaggi, movenze da ragno, mani che sembrano tracciare ideogrammi, corpi che si spostano con una perfezione da ologrammi, corporeità a tutto tondo, ballerine che si abbandonano all’indietro con fiducia nelle braccia dei loro partner, piedi scalzi sulle tavole del palcoscenico (tanto che una bambina esclama “I piedi sporchi!”). Danza: metafora di vita, specchio della vita sin dal momento in cui lo spermatozoo incontra il suo ovulo!

Terrazzo del Palazzo Lanfranchi che ha come casse di risonanza le caverne della Murgia dall’altra parte del torrente Gravina. Luna crescente, cielo velatamente lattiginoso, qualche stella visibile, ogni tanto un refolo, ressa e risse per i posti a sedere, concerto in memoria di Bacalov dei New Trolls capitanati dal canuto e storico Vittorio De Scalzi, orchestra d’archi, profumi di ricordi, odori vari tra cui quelli dei locali nei dintorni, repertorio dal 1968, brani mitici eseguiti per anni dai cosiddetti complessini di giovani nei ricevimenti nuziali di paese, immancabile falsetto degli anni ’70, canzoni che hanno qualcosa da dire a tutte le generazioni come “Quella carezza della sera”, persone attaccate solo ai loro cellulari, un drone in lontananza per una crescente mania di voyerismo. Basta un concerto per concertare e suscitare tante situazioni e innumerevoli emozioni: la vita!

Durante l’attesa prima del concerto, grande momento di arte e cultura, un papà richiamato dalla piccola figlia a causa del fumo ridacchia: “Che brutta cosa fare figli intelligenti!”. Quanto squallore nelle parole di certi adulti o solo anagraficamente tali!

Serata di piena estate, concerto di musica contemporanea. Compositori di parti disparate del mondo, dal napoletano scomparso prematuramente al neozelandese che ha scritto sulla sonorità delle grotte materane senza averle viste prima. Un duo maschile di pianista e sassofonista con la presenza di una donna che gira le pagine dello spartito al pianista. Sguardi d’intesa, ammiccamenti, cenni, attese, maestria nelle mani, estrema attenzione… Quanto c’è da imparare dalla musica sulla vita e sulle vite!

Ciclo di lezioni materane sui Sud. Incontro col maestro James Conlon, direttore dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dal 2016, nato a New York nel 1950, capelli brizzolati, fede nuziale al dito, famiglia al seguito, italiano con forte accento statunitense, “innamoratosi” per caso a 11 anni di Giuseppe Verdi grazie all’invito di un amico, origini lucane per due bisnonni, tra cui il bisnonno musicista Giuseppe di Calvello (PZ), radici di vari Paesi europei, esordio ufficiale a 24 anni. Tra le sue parole: “diritto alla musica per tutti nell’ascolto e nella pratica”, “spazio e slancio ai giovani”, “chi ha passione ha più forza”, “coraggio di coloro che si mettevano in viaggio e si mettono in viaggio alla ricerca”, “il cuore italiano e il calore del Sud”… Tutto ciò è la vera cultura, il Sud che fa cultura, il connubio di cultura e vita, la potenza e l’universalità della musica, la miscela dell’europeità!

Palco nella suggestiva cornice della Cava del Sole. Scanalature nella roccia tufacea che sembrano pentagrammi in quella che è una cassa armonica a cielo aperto. Cielo blu oltremare con l’immancabile Venere senza la sua amata Luna. In lontananza il frinire di qualche grillo e il gracidare di qualche rana, quando è possibile coglierlo e distinguerlo. Concerto dal significativo titolo “Sinfonia per l’Europa” della sublime Orchestra Nazionale Sinfonica della Rai con la superlativa direzione dello statunitense James Conlon, dall’intatta passione adolescenziale. Musica non solo scritta negli spartiti ed eseguita dai musicisti, ma che trasuda da ogni parte dei corpi e che fa trasecolare ogni parte del corpo. Maestria: quando si diventa quello per cui si nasce, quando si fa quello che si è! È quello che richiede la vita: che se ne faccia un concerto, il più bel concerto di cui non è detto che sia richiesto o concesso il bis!

Serata di mezza estate sul terrazzo del Palazzo Lanfranchi. Rappresentazione del monologo “L’angelo di Kobane”, sulla questione curda e la resistenza delle donne curde, con una essenziale e magistrale Anna Della Rosa, senza alcun trucco. Mentre quasi tutti gli spettatori seguono rapiti in religioso silenzio, dai vicoli sottostanti salgono fumi e odori di bracerie e locali vari. A un signore squilla a lungo la fastidiosa suoneria a sirena del suo cellulare e, poi, lui risponde come se stesse a casa sua. I grilli friniscono ignari. Partecipe a tutte le sorti umane il cielo stellato che ricorda le volte di chiese e moschee. Passa un aereo la cui luce si confonde con quella delle stelle, mentre la falce di luna crescente segue la sua parabola discendente. Silenzio, fumo, rumori, chiacchiere, noncuranza…: così succede di fronte a tutti i drammi umani, così è stato di fronte ai drammi che si sono consumati nei Sassi di Matera quando erano abitati da centinaia di famiglie o nei ghetti dei reietti o in qualsiasi profondo Sud.

Cava del Sole, prima di uno dei vari concerti in programma. Nell’area riservata alle persone con difficoltà una ragazza, minuta e diafana su una sedia a rotelle, dice al suo accompagnatore che vorrebbe fotografarla davanti al palco “Mi vergogno!”. “Mi vergogno!”, un’espressione che, in bocca a una persona con tanta dignità, dà da pensare, diventa una lezione di vita, un monito per chi non ne conosce l’esistenza e l’essenza.

Nella zona retrostante la Cava del Sole, in una struttura fatta di legno e vetro (elementi simbolici della vita) i Cameristi della Scala di Milano, nel loro impeccabile look nero e facendo vibrare ognuno il proprio strumento, eseguono un concerto originale ed emozionale, “Le Otto Stagioni”, una geniale commistione delle dolci musiche italiane di Antonio Vivaldi con quelle calde argentine di Astor Piazzolla. In mezzo ad un pubblico sognante e dall’espressione trasognante c’è una ragazzina che segue attenta e che fa abbassare la media dell’età dei presenti. Alla fine del concerto e durante l’ovazione, una coppia di giovanissimi, nelle prime file centrali, si scambia un bacio appassionato a suggello di una serata all’insegna della bellezza della vita. Peccato, però, che nella vita di tutti i giorni molti amori non superino una stagione e non conoscano il vero senso della passione!

“Matera, da capitale europea della cultura a capitale europea della cottura” (da uno spettacolo teatrale di Ulderico Pesce, uno dei più grandi rappresentanti della lucanità). Cucinare (e mangiare) è più facile del coltivare e i più, si sa, preferiscono i piatti pronti e le cose facili: speriamo non resti solo questo di Matera-Basilicata 2019!

 

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Insegnante, giurista, con la passione della lettura, della scrittura, della fotografia e di ogni altra forma di arte e cultura. Autrice di tre libri per Aracne Editrice (Roma) – fra cui “La bellezza della parola, la ricchezza del diritto” (2014) menzionato nel sito dell’Accademia della Crusca –, di oltre 150 pubblicazioni giuridiche citate in più sedi (testi giuridici, convegni, università, siti specializzati, tesi di laurea) e di altri scritti, già operatrice socioculturale nel volontariato (da quello associativo a quello penitenziario). Nata a Salandra (MT), vive a Matera.

Lascia un Commento