L’AVV.DI CIOMMO: CON LE BUONE O CON LE CATTIVE LA RIAPERTURA DEL TRIBUNALE DI MELFI!

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L’area nelle mani della criminalità

FRANCO CACCIATORE

Il 13 settembre 2013, al compimento dei suoi 150 anni di attività, era soppresso il Tribunale di Melfi. Una beffa alla città delle Costituzioni di Federico II, che ha intitolato proprio all’Imperatore la piazza antistante il Palazzo di Giustizia!

La riforma stabiliva che per ogni regione occorreva preservare almeno tre tribunali. Per la Basilicata in aderenza ai criteri dimensioni e attività svolta i presidi da rimanere operanti erano Potenza, Matera e Melfi. E questo in base ai criteri stabiliti dalla norma legati ai parametri tecnici del presidio e quelli connessi al contesto territoriale, quali carichi di lavoro, datazione organica, estensione dell’area di competenza e in particolare tasso d’impatto della criminalità. A favore del tribunale di Melfi, anche la presenza di Casa Circondariale di massima sicurezza.

Nelle more della definizione del provvedimento legislativo il tutto è stato ribaltato a causa di una soluzione che rappresenta un unicum in Italia. È stato attuato l’accorpamento del presidio extra-regionale di Sala Consilina in Campania con quello di Lagonegro in Basilicata. Una soluzione politica e non tecnico-amministrativa che ha capovolto i parametri esistenti e ha portato alla chiusura del Tribunale di Melfi. Soluzione effettuato all’ultimo momento tanto che Melfi fra i tribunali soppressi è alla lettera “L” (leggi Lagonegro).

Avv. Gerardo Di Ciommo

A distanza di otto anni dello “scippo”, come era nelle previsioni, maggiore efficienza e risparmio sono saltati con risultati inversi e, soprattutto, l’area Nord della Basilicata è nelle mani della criminalità di regioni viciniore. Da più parti si chiede al Governo di ripristinare il tribunale di Melfi perché il territorio torni alla giustizia. Al grido di allarme sollevato da diverse associazioni, come “Libera – Contro le mafie”, si unito il forte appello di Dino Di Ciommo, già Presidente dell’Ordine degli Avvocati Melfesi, che noi abbiamo raccolto. La sua una lotta, che combatte da otto anni a denti stretti, per la riapertura del tribunale di Melfi. Di seguito il suo inervento: 

Da otto lunghi anni ripetiamo  che la soppressione del Tribunale di Melfi ha rappresentato per l’area Nord di Basilicata, uno scippo ingiusto, ingiustificato ed inaccettabile. Sulle prime, nonostante le grida di dolore, l’illusione che la centralizzazione del servizio giustizia a Potenza avrebbe potuto comportare una migliore risposta alle esigenze di giustizia dei cittadini. Come era evidente, la soppressione ha invece prodotto gli effetti contrari a quelli che il legislatore aveva sbandierato, invece che efficienza e risparmio, si sono dovuti registrare aumento dell’inefficienza e dei tempi necessari ed aumento di costi.

Con il lavoro costante del Coordinamento Nazionale per la Giustizia di prossimità, siamo riusciti a far certificare, anche da una commissione interparlamentare costituita ad hoc, il risultato fallimentare della cosiddetta riforma della geografia giudiziaria. Dal 2013 ad oggi centinaia di parlamentari, decine di sottosegretari e diversi ministri, tutti  hanno convenuto che la soppressione è stata ingiusta e del tutto sbagliata. Pochi, anzi pochissimi, però, hanno messo in campo iniziative ed azioni idonee a riparare nel minor tempo possibile al gravissimo errore commesso. sicché, ad oggi non esiste ancora un’iniziativa parlamentare seria finalizzata alla riapertura dei Tribunali di prossimità soppressi. In tutti e trenta i circondari, i risultati sono stati gli stessi e, purtroppo, devastanti: impoverimento generalizzato, spopolamento, decrescita verticale di attività economiche, culturali e sociali, emigrazione intellettuale. Di fronte a questa situazione non possiamo che continuare a chiedere ai politici locali, regionali e nazionali, ma soprattutto alla nostra gente, di ribellarsi e di lottare per il ripristino del nostro insopprimibile presidio di legalità. Uniti dobbiamo chiedere ed ottenere la correzione di un errore talmente grave da mettere a rischio l’intero futuro dell’area Nord di Basilicata. È necessario che le attuali classi dirigenti, finalmente attente agli interessi generali e non al particolare, pongano sul tavolo come primario obiettivo, il ripristino del Tribunale di Melfi non solo per tutto quello che ha rappresentato ma anche come argine alla criminalità organizzata che preme ai nostri confini dalle vicine Puglia, Calabria e Campania. Noi, convinti delle nostre ragioni, continueremo a lottare in ogni modo e in ogni sede contro l’inerzia di uno Stato che non si accorge della necessità impellente di ridare ai tanti territori vittime di una scelta insulsa, inutile e dannosa, condizioni di crescita ed argini allo spopolamento, specie quello intellettuale.  Determinati ad ottenere il risultato con le buone ma, se serve, persino con le cattive.

 

Nelle foto: Due momenti della protesta per la soppressione del tribunale di Melfi – Nell’elenco dei tribunale soppressi Melfi alla letta “L” – Foto dell’avv. Dino Di Ciommo.

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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