LE CRISI MATRIMONIALI LE CERTIFICA L’ANSA

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TERESA LETTIERI

 

Credo che non ci sia valutazione più saggia di quella che affida la notizia della propria crisi matrimoniale all’ANSA. I vantaggi non sono affatto trascurabili. Quando una notizia è battuta dall’Ansa non è di certo una bufala, non genera dubbi, perplessità. Un giornalista dell’agenzia viene a casa tua e compila il questionario breve sui classici sintomi da crisi matrimoniale, intervistando tutti i conviventi ed eventuali ospiti, compreso il cane e il canarino rosso, perché una crisi matrimoniale si nota pure dall’analisi coprologica del comparto cinofilo e ornitologico. L’Agenzia non è che ti crede sulla parola, in fondo di questi tempi i bluff sono all’ordine dell’ora, meglio avere certezze e l’Ansa è nota per la sua veridicità. Opportuno, quindi, evitare gli specialisti del gossip rosa, sono capaci di montare su una notizia, che parla solo di crisi, una vera e propria causa di divorzio, ti indicano tutti gli amanti, l’eventuale alitosi, i disturbi della prostata e anche se non si riponeva la roba sporca nel cesto della biancheria, senza il servizio a domicilio della redazione. Sono però dettagliati, riesci a scoprire anche di vacanze mai trascorse su yacht improponibili nonchè spiagge caraibiche e pur facendo uno sforzo di memoria o cercando tra le foto dei vari smartphone esausti, che ti chiedono la password quando sai che ne hai cambiate circa 55 e ogni sforzo sarà vano, non ci risali, smadonnando per non esserci stato e non per l’equivoco. L’Ansa invece, ti relega un posto nella sezione Cultura dopo averti inquadrato alle ore 00.37 tra il terremoto della Grecia e le goliardate di Trump. Cultura, non so se si rende a fondo l’idea. E poi, la velocità della news è impareggiabile. Immaginate che impatto sull’italiano medio, quello che sta fisso sul sito della testata on-line come da profilo edito da ricerca demoscopica, quello che dopo 15 secondi l’ha già postata sulla sua bacheca Fb, un vero tonificante per la memoria. La scelta dell’informativa, comunque, ha dei vantaggi per la problematica coppia distribuiti nel tempo. Pensate a quando si va a fare la spesa dal verduraio, da soli, dopo aver amoreggiato davanti una cassetta di puntarelle romane per anni e al cospetto di tutto il rione. Si evita la domanda, comunque fuori luogo, di chi serve al banco che, tra una pesca tabacchiera (quella piatta) e una percoca di Tursi, tenta di parlare del meteo o della crisi idrica sperando ardentemente in un assist, come la quantità di limoni che passa da due a un chilo perché la spremutina tiepida del primo mattino è in solitaria, oppure non si acquista la radice di zenzero, antiinfiammatorio-stimolante-tonico-digestivo-afrodisiaco, per avere la prova provata della difficoltà matrimoniale. Idem dal parrucchiere, mentre tutte le copertine dei giornali di gossip riportano la foto della coppia e qualcuna, impavidamente dà del cornuto a lui, ignara di una tintura richiesta in assoluta privacy dalla signora di Novella 2000 che ascolta dietro un paravento improvvisato. Altri vantaggi non trascurabili si riferiscono agli stessi familiari che, colpiti da “un fulmine a ciel sereno” si precipitano, dopo che l’App Ansa li ha allertati, a rilasciare una intervista con tanto di stupor mundi. Ovviamente, i giorni successivi alla notizia, pur avendo rasserenato la coppia che necessitava di liberarsi per non creare sbalzi improvvisi alla borsa di Milano e di Tokio, diventano abbastanza impegnativi ma non tanto da continuare le regolari attività istituzionali dei due che a dire il vero, poco affranti come testimoniano i vari selfie su Istagram e i buongiorno e buonanotte, rassicurano i fan preoccupati per la sorte del menage ma desiderosi che la social-novela diventi sempre più interessante grazie ai likes sospetti attenzionati alla stregua di una pista 007. Certo, si tratta di iniziative che possono interessare solo i personaggi dello spettacolo o di discipline di interesse sociale, non la popolanza comune. L’Ansa, diversamente dovrebbe disporre di una sola sezione “matrimoni in crisi, separazioni e divorzi”, organizzandosi un po’ come l’Istat nelle sue ricerche per poter far fronte alla fitta casistica. Ce ne faremo una ragione, accontentandoci di scorrere tra le crisi, le separazioni e i divorzi milionari che pare, di recente con le ultime sentenze, non garantiscono l’uguale tenore di vita del matrimonio. Sarà che la voce crisi diventi sinonimo di garanzia patrimoniale? Aspettiamo la prossima decisione della Cassazione, intanto, ricordatevi per il futuro di chiamare Signorini, o anche la cronaca rosa avrà bisogno di quote!

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Teresa Lettieri

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