L’operazione Cifarelli mette il sigillo alla chiusura dellA STRATEGIA “ verso le elezioni” e consente al governatore Pittella di portarsi a casa il massimo della forza elettorale con il minimo sforzo. La conferma dei dirigenti generali, praticamente fino al rinnovo del Consiglio regionale ( visto che ormai le decisioni sulla candidatura sembrano prese) gli consente di contare anche su una squadra tecnica che , partita da lontano, sembra aver trovato in lui l’ancoraggio più sicuro. Quanto durerà questo feeling non è dato sapere, ma sicuramente fino alle elezioni perché poi entra in vigore la vecchia regola “ morto il Re, viva il Re”. Da queste mosse sembra intravedersi una strategia di consolidamento dell’organigramma renziano alle politiche con il triangolo Pittella, Antezza, Margiotta, quest’ultimo dentro per meriti romani più che per forza elettorale specifica. Lui , il senatore,è l’ultimo vero erede della tradizione democristiana che cuce rapporti ad alto livello, bypassando il dibattito regionale. Ha avuto la fortuna di vedersi passare davanti Speranza e Bubbico mentre uscivano da partito e questo gli ha dato uno spazio di interlocuzione più autorevole. Se la squadra la decide Renzi, questi tre sembrano avere un vantaggio competitivo, mentre a De Filippo tocca produrre uno sforzo aggiuntivo per entrare nel gioco. Insomma , all’insegna del “meno siamo, meglio stiamo”, i giochi in regione sembrano fatti almeno per quanto riguarda la pratica nazionale. Più insidiosa e tutta da costruire il secondo tempo del potere Pittelliano alla regione dove la sinistra è in grado di cambiare regole del gioco e di diventare protagonista . Soprattutto se Berlusconi riesce a mettere insieme il pulviscolo di centro destra (che oggi viaggia sprovveduto e incerto verso interlocuzioni personali che non portano a nessuna parte) e si ripropone nella versione di catalizzatore di forze moderate in funzione antiRenzi. Molto dipenderà dalla legge elettorale, ma se rimane quello che bene o male è sulla carta, occorrerà che Marcello Pittella si faccia un giro di orizzonte per capire se può fare a meno di un accordo con i suoi nemici storici. Finora il gioco l’ha condotto come meglio non poteva, sopratutto tirando avanti e facendo diventare definitiva una giunta nata dichiaratamente provvisoria , ma siccome il fronte eterno di competizione politica è nella regione, da ora in poi non può permettersi alcuna sottovalutazione della forza degli altri.
L’OPERAZIONE CIFARELLI
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