Le dipendenze patologiche in Basilicata: una analisi

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 riccardo achilli

 

Da diversi anni, il tavolo tecnico per il sistema informativo regionale sulle dipendenze svolge una meritoria azione di monitoraggio ed analisi dei dati sugli utenti dei Serd (servizi regionali dipendenze, presenti a Potenza, Matera, Melfi, Policoro, Lagonegro e Marsicovetere) che confluisce in un rapporto annuale importante per programmare interventi di prevenzione e sostegno di patologie sociali che colpiscono le fasce più fragili della popolazione, e che rappresentano rilevanti diseconomie esterne, perché in parte alimentano attività criminogene e/o le provocano, perché impattano negativamente sulla produttività di una quota di popolazione attiva, perché generano fenomeni di disgregazione sociale e relazionale (si pensi all’impatto distruttivo che la ludopatia ha sulla tenuta reddituale delle famiglie) che contribuiscono a ridurre il capitale relazionale e la stessa vivibilità del territorio. E comunque richiedono una attività socio-assistenziale e, in alcuni casi (come quelli dei pazienti con “doppia diagnosi”, affetti cioè da una dipendenza ed anche da una patologia psichiatrica) socio-sanitaria, per le quali occorre predisporre le risorse finanziarie ed umane, negoziandole all’interno dei vari strumenti messi a disposizione dal bilancio dello Stato (dal FSN al Fondo Nazionale Politiche Sociali, agli appositi strumenti normativi di contrasto alle dipendenze, nazionali e regionali).

Tale attività di indagine, quindi, meriterebbe di essere maggiormente conosciuta ed i suoi dati discussi anche pubblicamente. Il rapporto del 2018 (con dati aggiornati al 2017) evidenzia, in particolare, alcuni fenomeni di fondo, che qui si prova a riassumere:

  • Un incremento pressoché costante dei casi di dipendenze presi in carico, senza un corrispondente aumento del personale, che ha condotto a un rapporto fra personale a tempo pieno ed utenza di circa il 44%, che va considerato come critico: tale indice è infatti il risultato di più di 2.500 persone a carico, a fronte di sole 57 unità di personale a tempo pieno e 27 a tempo parziale;
  • Una crescita pressoché costante dei casi trattati: dal 2012 al 2017, i pazienti aumentano infatti di quasi 200 unità. Gli aumenti più rilevanti riguardano le tossicodipendenze e le ludopatie; diminuiscono solo i casi di tabagismo, in linea con un trend nazionale di riduzione del fenomeno. La crisi economica e sociale, quindi, genera una recrudescenza delle dipendenze, ed anche un aggravamento dei bilanci familiari, già in tensione a causa degli effetti occupazionali della crisi, e sottoposti a pesanti uscite sia per l’acquisto dello stupefacente, sia per le perdite da gioco d’azzardo;
  • Le dipendenze sembrano colpire prevalentemente gli uomini, anche se ciò può dipendere da un più grave “stigma” sociale che colpisce le donne affette da dipendenze, inducendole a non presentarsi alle strutture per essere aiutate. In termini di età, i tabagisti hanno un’età media di 59, gli alcolisti 45,2, i giocatori d’azzardo 37,5, mentre i tossicodipendenti 36,5. Come risulta chiaro, mentre l’alcoolismo ed il tabagismo sono problematiche tipiche di persone mature o anziane, il gioco d’azzardo ed il consumo di stupefacenti colpiscono maggiormente i giovani. Su tali differenze, vi è un possibile effetto di selezione che si verifica al momento in cui si sceglie di essere curati dai Serd: la maggiore “sostenibilità” nel tempo ed accettabilità sociale del consumo di tabacco e di alcol rispetto al consumo di sostanze stupefacenti potrebbe almeno in parte spiegare l’accesso ai servizi in un’età più avanzata. Tuttavia, vi è probabilmente anche un effetto-reddito: chi è in età da lavoro ha evidentemente le disponibilità reddituali per sostenere il proprio vizio, particolarmente costoso nel caso di ludopatia e consumo di stupefacenti;
  • Il consumo di stupefacenti è prevalentemente concentrato sull’eroina, sia perché si tratta della sostanza che produce gli effetti secondari più gravi e manifesti sulla salute, spingendo quindi ad entrare in una Serd per necessità, sia perché è oramai più a buon mercato della cocaina. La sostanza principale di iniziazione è costituita dai cannabinoidi, che quindi (a dispetto di chi vorrebbe legalizzarli) “aprono la strada” verso il consumo di sostanze più pesanti. L’iniziazione avviene sempre prima: i cannabinoidi si assumono già a 14 anni, le droghe sintetiche da discoteca a 16, gli oppiacei a 19. La cocaina, che anche per il suo prezzo è la droga dei professionisti, leggermente più tardi (21). L’età media complessiva è comunque inferiore al dato italiano, segnalando una maggiore propensione al consumo di stupefacenti in età giovanile, che può essere indicativa di un maggior disagio socio-lavorativo dei giovani lucani;
  • Per tutte le dipendenze trattate, il livello di istruzione dei pazienti tende ad essere medio-basso. Con riferimento allo stato civile, al netto delle dipendenze da alcol, prevalgono i celibi/nubili sui coniugati/e. La percentuale di stranieri (4%) è perfettamente allineata alla quota di cittadini non italiani residenti in regione. Da un lato, quindi, nel quadro delle persone sottoposte a dipendenza emerge la fotografia di situazioni sociali di grande fragilità e sostanziale incapacità di realizzare un progetto di vita autonoma e, dall’altro, non si riscontrano particolari tendenze “etniche” rispetto alla caduta in uno stato di dipendenza;
  • Le differenze di genere riscontrate per le varie dipendenze confermano come “il disturbo di dipendenza sia collegato ad una maggiore vulnerabilità psicologica e ad una maggiore tendenza all’automedicazione da parte delle donne (disturbi dell’umore, PTSD, DCA e tentativi di suicidio), mentre negli uomini sarebbe maggiormente riconducibile al contesto sociale e ricreativo”. Quindi, ad esempio, la percentuale di uomini affetti da ludopatie è particolarmente alta. Viceversa, le “patologie” tipiche delel donne si concentrano sul tabagismo, sull’alcolismo e sull’assunzione di droghe di sintesi con finalità di automedicazione (spesso contenute come principi attivi in farmaci assunti senza la dovuta attenzione medica),
  • Lo “stigma che connota la patologia risulta avere un peso maggiore per le donne, soprattutto quando si tratta di donne in gravidanza o di madri. Sempre più spesso accedono ai servizi donne in stato di attesa, ragazze madri, donne vittime di violenza o che hanno relazioni con uomini violenti, donne in cui l’uso della sostanza è legato a comportamenti sessuali e alla prostituzione. Queste condizioni, di maggiore gravità e complessità, oltre a rendere più difficile l’accesso ai servizi, influenzano l’adesione al trattamento per il timore di conseguenze nella gestione dei figli e nel rapporto con loro nonché di compatibilità con il contesto sociofamiliare di appartenenza” e tale situazione condiziona le cure da erogare, che andrebbero maggiormente personalizzate e accompagnate da interventi di carattere socio-familiare. Sembra inoltre che le donne abbiano maggiore tendenza a sviluppare dipendenze in condizioni di difficoltà ad attivare una relazione affettiva o familiare, o in casi di rottura della stessa (ad es. fra le divorziate l’incidenza delel dipendenze tende a superare quella riferita agli uomini nella stessa condizione).

Seguono ulteriori approfondimenti sulla popolazione carceraria affetta da dipendenze e sul legame fra dipendenze e malattie psichiche (che in questo caso sembra particolarmente forte per gli alcoldipendenti, anche in relazione alla più avanzata età media di questi rispetto alle altre tipologie di pazienti).

Nell’insieme, insomma, il rapporto costituisce uno strumento conoscitivo imprescindibile per chi voglia sviluppare politiche sociali sulle fasce più fragili della comunità regionale, quelle in cui si concentrano le dipendenze, e fa emergere come tale questione vada affrontata in termini di interventi multidisciplinari ed integrati, non puntualmente rivolti alla sola terapia medico-farmacologica, estendendosi anche agli aspetti socio-relazionali e familiari, economici ed occupazionali (fra l’altro, sarebbe utile anche che le prossime edizioni del rapporto approfondiscano il dato sulla professione degli utenti dei Serd).

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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