Nonostante l’emergenza gas stia provocando un terremoto nelle famiglie e nei luoghi della produzione, non sembra che il Governo italiano sia riuscito a trovare una via d’uscita alternativa all’uso del fossile, se non diversificando le fonti di approvvigionamento della stessa materia e ipotizzando il ritorno al nucleare di nuova generazione, con i tempi lunghi che questo comporta. Quello che procura meraviglia nella gente comune è come mai non si sia scelta la strada del ricorso massiccio alle rinnovabili. Ci sono centinaia di impianti eolici in attesa di autorizzazione e sopratutto c’è un fotovoltaico il cui costo è diventato competitivo rispetto alle quotazioni del gas. Un Governo che ha scelto il superbonus per la trasformazione edilizia con ingenti risorse che sono andate a salvaguardare solo l’uno per cento del patrimonio edilizio italiano, insiste ad ignorare un eventuale intervento risolutore sulle rinnovabili, con un potenziamento dell’intervento sul fotovoltaico e sulle fonti energetiche alternative. La sensazione è che anche I migliori governanti, i più bravi e preparati non riescano a fronteggiare le lobbyes delle fonti fossili e finiscono col cedere alle pressioni di chi vuole che prima di arrivare alle energie alternative si debbano prosciugare le fonti fossili. Così che la Cina sta inondando di pannelli fotovoltaici mezzo mondo e noi facciamo finta che la situazione sia ferma ad alcuni anni fa, quando il costo del fotovoltaico era superiore a quello del gas , pur garantendo un ritorno dell’investimento in tempi abbastanza vicini. Oggi ,poi, si coglie l’allarme emergenziale come scusa per rilanciare le fonti tradizionali fossili. E questo mentre l’Europa chiede che entro il 2035 non ci siano più macchine motorizzate a metano o a benzina, e che l’aria delle città si liberi totalmente della Co2 e delle altre sostanze derivanti dalla combustione. Così che qui in Basilicata, i politici di moltissimi partiti, che alle lobbyes prestano ascolto, vengono a dirci che la mucca Basilicata deve continuare ad essere munta per il bene del Paese, e che il sacrificio dei lucani è talmente apprezzato che qui, a rappresentare questa regione, mandano vecchie cariatidi della politica del tutto succubi al potere economico imperante. Più che uno sberleffo, è una mascalzonata. Ed è dunque su alcuni quesiti che bisogna incalzare in questa campagna elettorale i leader delle varie liste: perchè non si porta dal 50 per cento all’80 per cento il contributo suille rinnovabili? Perchè non si trasforma il bonus gas in Basilicata in un contributo aggiuntivo alle rinnovabili, per tutti quelli che possono sostenere l’investimento? Perchè non si utilizza parte dei fondi delle royalties per incentivare il ricorso all’idrogeno da parte delle imprese, oppure l’associazionismo industriale per creare comunità energetiche da fonti rinnovabili nelle aree industriali?. E perchè in una situazione di emergenza come questo, l’Enea, l’Arera, Terna e l’acquirente Unico si prendono sei mesi per autorizzare l’immissione dell’energia fotovoltaica nella rete pubblica?. E perchè, come sostiene Fuina, presidente del Consorzio Asi di matera, non si cambia la legge sugli espropri in modo da velocizzare in aree industriali la installazione di fotovoltaici sia a terra sia sopratutto sui tetti delle fabbriche, il cui diritto di superficie potrebbe essere messo a disposizione di grossi impianti fotovoltaici? Perchè, perchè, perchè…..Le vere risposte sono inconfessabili. Un esempio? Scriveva Giorgia Meloni contro il Governo Renzi il cui amore per le società petrolifere era ed è palese : La Basilicata non è il deserto libico, né Renzi può permettersi di decidere arbitrariamente dove, quando e quanto sfruttare ulteriormente le risorse di una terra che già contribuisce notevolmente al portafoglio energetico italiano con il suo petrolio ed il suo gas, senza aver visto nessun ritorno in termini di riscatto economico e sociale…… Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale è pronta a contrastare in ogni maniera il modo di agire di questo governo, che quotidianamente calpesta il popolo italiano tutelando interessi particolari, come quelli, in questo caso, delle lobby del petrolio.”
Ecco, per tutta risposta la Destra, Meloni consenziente, ha candidato unitariamente in Basilicata Salvini e Casellati che non hanno fatto mistero sul ruolo che la Basilicata deve avere: un territorio da spremere, in cambio di specchietti e collanine per gli indios. Rocco Rosa