LE PILLOLE DELLA SETTIMANA: IL MIRACOLO DI FICO E IL NOBEL DI KIM JONG UN

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Continuano a passare le settimane e questa, per la prima volta da qualche era glaciale a questa parte, è ricca di novità. Inutile dire che non si tratta di novità esaltanti. D’altronde, chi troppo vuole nulla stringe. Detto che dovrebbe essere insegnato anche a Luigi Di Maio.

  1. Il mandato esplorativo affidato a Roberto Fico ha avuto esito positivo. Basterebbe questo a far strabuzzare gli occhi a tutto il mondo. Il Partito democratico infatti non ce l’ha fatta a dare una nuova risposta di irresponsabilità nazionale ed ecco che si affaccia dalla porta dell’opposizione per regolare qualche conto interno. Meraviglioso tentativo di suicidio acrobatico.
  2. Renzi non è disponibile a dialogare coi 5Stelle. O con le altre correnti di partito. O con se stesso. Beh, sostanzialmente l’ex Segretario ed ex Premier non ha idea di come muoversi. Adesso che lo odiano tutti ha il timore di essere rottamato. Timore fondato. Peccato che non ha capito un tema piuttosto cruciale: costringere il Paese alle urne coincide con la sua rottamazione.
  3. Il Movimento 5 Stelle sta perfezionando il suo sfascio. Dopo aver cambiato il programma in corsa, amoreggiato con Salvini e corteggiato Renzi, adesso sta anche rimangiando tutti gli insulti a dem e leggi dem. Cosa non si fa per le premiership? E l’aspetto comico è che il PD potrebbe costringerli ad appoggiare qualcuno come Fico. D’altronde, questo succede a dire sempre sì.
  4. Napolitano è stato male. Con gran sorpresa di tutti i circuiti intellettuali, sul web si è riversata un’ondata d’insulti e d’auguri di morte senza precedenti. Scalfaro, Ciampi e perfino Cossiga s’erano spenti molto più serenamente. La Polizia postale vuole aprire un fascicolo. Di certo non si possono appoggiare i rigurgiti odiosi di Internet. Ma una riflessione sul loro significato, non farebbe male.
  5. Le due Coree fanno la pace. Ci avevano afflitto per mesi dicendoci che eravamo sull’orlo della Terza guerra mondiale. E invece, guarda un po’, a sganciare missili è stato Trump e non Kim. Sul Medio Oriente e non sull’Estremo. È incredibile come adesso Kim Jong Boom (battuta rubata a un’omonima pagina FB meravigliosa) sia in corsa per il Nobel. E lo merita pure!
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Sull'Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Seguo imperterrito la F1 e tutte le formule che mi capitano a tiro. Nel frattempo studio e scrivo (di corse, naturalmente). Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all’Università degli Studi di Pisa. Mi occupo di Formula Uno e di IndyCar per Talenti Lucani. Sono redattore anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le news di IndyCar e Formula E.


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