LE POESIE DI GERARDO ACIERNO

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lucide colline lucane

 E’ chincaglieria incartata

per un malinconico mattino

quest’orizzonte di lucide colline

precario baluardo a fortunoso ormeggio.

S’accatastano come legna da ardere

giorni vissuti a metà

incapaci a scartavetrare

passioni inconcludenti

intimiditi sentimenti.

Dalla conchiglia della memoria

sciamano presagi

incisi in fogliame di gelo

e nelle vene s’infilano

irrequieti pensieri

temendo la resa vigliacca

a sepolte credenze.

Sanno di niente

certe plebee mescolanze

suscitano discordanze

sollevano titubanze:

verrà ma con quali passi?

zoccoli pesanti sulla breccia

graffi d’unghie sullo specchio

o petali in caduta?

Basterà

 

Vedrai,

ti chiederanno

dove vivono i poeti

e se tu risponderai

dove vive mio padre

sghignazzeranno

diranno sulle cose

che non t’ho saputo raccontare

ma tu,

interprete  dei miei silenzi,

sorriderai di tuo.

Se diranno l’impossibile,

lo so,

tu aggiungerai                          

che tutti i giorni

di casa nostra 

come la Vigilia di Natale

s’infuocavano di fede

e di cristiana umanità.

Basterà.

Vedrai,

ti basterà.

 

Marionette

 

castelli diroccati

le nostre bugie

ferite inferte

a ragazzi sacrificati

al vento gagliardo

di vite sospese

private dei sogni

di amori e certezze.

E tutto s’è fatto 

in nome d’un tempo

fintamente rivoltoso

breve, malevolo

il nostro malmostoso

tempo di uomini e donne

senza cristiana pietas,

vaghe falene

illuse dal chiaro

di moderni lampioni.

Marionette.

 

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