LE REGIONI RIVENDICANO SPAZIO, IL PNRR LE HA MARGINALIZZATE

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Dopo la sostanziale esclusione delle Regioni dalla gestione del piatto forte del PNRR,con le grandi scelte nazionali che sono state operate del Governo soprattutto nelle infrastrutture, le Regioni cercano di recuperare la propria centralità sostenendo che non ci può essere sviluppo senza una partecipazione dal basso. A Senigallia una richiesta è emersa esplicita e unitaria. La Conferenza delle regioni non può continuare ad essere un organismo di consultazione ma deve essere istituzionalizzata come momento di codecisione tra Governo e Regioni.

“Governo e Parlamento prendano atto che ormai è diventato fondamentale istituzionalizzare la Conferenza delle Regioni, rendendola operativa non soltanto legandola alla buona volontà dei singoli presidenti ma a un processo legislativo, che possa rendere stabile la sua possibilita’ di operare. I fatti parlano da soli:e “il 98% delle decisioni della Conferenza sono state prese all’unanimità: “Vuol dire che il governo dei territori, anche con colori politici diversi, è stato in grado di trovare sintesi importanti – per presentarsi in modo unitario al governo nazionale e delle volte anche con l’Europa, e questo ha consentito al Paese di fare un enorme passo in avanti”.

Rispetto al Piano nazionale di resilienza “Il governo avrebbe dovuto dettare le sei missioni e gli obiettivi del Pnrr, che sarebbero stati declinati dalle singole realta’ territoriali: invece non e’ stato cosi’ “Oggi stiamo cercando di recuperare – ha aggiunto – e molti ministeri si sono messi a disposizione per raggiungere gli obiettivi del Piano entro il 2026”. Toccando poi gli aspetti legati alla crisi attuale, il presidente pro tempore della Conferenza delle Regioni,Fedriga ha detto che  “”Dobbiamo portare produzioni in Europa e mettere in campo politiche europee per sostenere le filiere della componentistica a basso valore aggiunto, che magari nella parte di avvio non hanno una produzione redditizia e quindi viene de localizzata.Da qui l’auspicio per “una forte riflessione a livello europeo, perche’ la delocalizzazione della componentistica a basso valore aggiunto che e’ avvenuta negli ultimi decenni ha portato, di fatto a una diretta dipendenza del nostro continente da Paesi terzi.

Nel dibattito, centrale è stato il riferimento alla guerra in Ucraina , con gli effetti negativi che essa sta procurando alle economie dei paesi europei: “occorre che il governo centrale e l’Europa sostengano la nostra economia e le imprese, in particolare quelle manifatturiere, per non perdere le posizioni di competitività e soprattutto contro il rischio desertificazione di alcuni Pesante il ritardo nella infrastrutturazione, sia digitale che materiale “indispensabile per poter competere .

Occorre definire un nuovo approccio, più complesso, articolato e integrato, di politica industriale strategica europea che contempli anche la gestione del rischio delle forniture, specialmente quelle che incidono in maniera particolare sulla transizione digitale e green. E certamente occorre partire da alcuni ambiti prioritari già promossi a livello europeo su cui impostare una strategia di politica industriale comune, quali le politiche per la ricerca e l’innovazione tecnologica, la difesa, la cyber security, l’aerospazio, i settori a forte intensità energetica, le energie rinnovabili, la digitalizzazione, l’elettronica e la salute”.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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