Potenza, rifiuti e degrado: nuove “scoperte” in periferia

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Potenza è da decadi una continua altalenanza di (poche) luci e (tante) ombre. E, tra il cupo, la questione relativa allo sconsiderato abbandono dei rifiuti coinvolge da tempo immemore tutta la comunità, tra cittadini e amministratori, in una “guerra” (specialmente culturale) che pare non aver mai una conclusione definitiva. Ma negli ultimi giorni, nel mentre alcune aree della città si rifanno il trucco (ma è un barbatrucco!) in occasione del passaggio del Giro d’Italia, non solo con il rifacimento dell’asfalto ma anche con certosini interventi di manutenzione del verde e di rimozione di oggetti e rifiuti abbandonati, in zone del capoluogo piuttosto lontane dai clamori mediatici e dalle telecamere la situazione è ben lungi dall’essere rosea (è il caso di dirlo). A poche settimane dal foto-reportage che vi proponemmo (purtroppo, andato a “vuoto”) e che interessò un’area piuttosto vasta nella periferia del capoluogo compresa tra contrada Botte e l’ex Ss 93, un’altra segnalazione è giunta e riguarda purtroppo ancora una volta la stessa zona: proprio percorrendo l’ex superstrada, oggi via dei Quattro Tornanti, è possibile scovare “assiepato” nei pressi di un’area di sosta, un vero e proprio cumulo di rifiuti d’ogni sorta. Com’è possibile vedere dalle immagini, scattate nei giorni scorsi, non solo pneumatici, plastiche abbandonate e bustoni colmi di ciò che paiono rifiuti casalinghi ma anche industriali, nell’area deturpata fanno capolino anche materassi e altri “comfort” tipicamente domestici. Essi “costeggiano” l’area verde e si presentano come una sorta di “attrazione all’incontrario” per i cittadini (e non solo, visto che in zona è stata più volte segnalata la presenza di cinghiali). Ma, oltre al canonico e deprimente degrado, ciò che ad uno sguardo attento risalta in modo sin troppo evidente, è la disposizione di alcuni dei citati oggetti abbandonati: basta osservare, ad esempio, il posizionamento dei materassi per comprendere che, probabilmente, l’area è stata utilizzata come una sorta di bivacco o simile. Ed è probabilmente impossibile certificare in modo assoluto che lo stesso sia stato utilizzato unicamente per coricarsi e riposare. Dunque una situazione di degrado dall’acre retrogusto di “illegalità” e che, secondo le testimonianze, giace abbandonata a se stessa da diversi mesi: l’ennesimo “schiaffo” alla comunità.

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Donato Marchisiello

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