LE TAVOLE DI ERACLEA, A POLICORO FINO AL 7 GIUGNO

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ADELAIDE LOMBARDI

 

Risale a  qualche giorno fa l’inaugurazione della mostra., presso il museo Archeologico Naturale  della Siritide di Policoro, delle” tavole di Eraclea tra Taranto e Roma”.

 Ideata ed  organizzata dal Polo Museale della Basilicata in collaborazione con il Museo archeologico nazionale di Napoli (Mann) e il Museo archeologico nazionale di Taranto (Marta), la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, é promossa insieme al Comune di Policoro. Essa sarà visitabile fino al sette Giugno.  In Occasione della celebrazione del   cinquantesimo anniversario del museo della Siritide, la mostra è stata allestita con grande attenzione e cura nelle diverse sale.  Essa si snoda  in un percorso ideale quasi duale  che  riguarda secoli di storia del metapontino, e che tra passato e presente  collega, in un certo qual modo, la storia della città antica della magna Grecia “Ἡράκλεια (Herakleia), con la riforma fondiaria dell’immediato dopoguerra.

 La  natura quasi binaria della mostra, sembra  ricalcare idealmente,  la natura duplice della punta di diamante di questa iniziativa : le Tavole di Eraclea. Ritrovate nel 1732 nei pressi del fiume Cavone. Risalenti al I secolo a.C., sono considerate tra i più importanti documenti epigrafici della Magna Grecia. Oggi, sono conservate al Mann  di Napoli nella sezione epigrafica che contiene le più prestigiose collezioni al mondo di iscrizioni greche, latine.  Le tavole sono costituite da due lastre bronzee incise su entrambe le facciate con testi in greco e latino di età differenti. Esse permettono di ricostruire le trasformazioni della città di “Ἡράκλεια,..dalla sua fondazione  da parte di Taranto  nel quinto secolo a.C., fino alla sua consacrazione a municipio romano diventando cosi  “Eraclea”, nella prima metà del primo secolo a.C.. Trasformazioni ed avvenimenti trascritti sulle Tavole anche piuttosto complessi da raccontare.  Secondo  alcuni studiosi il loro ritrovamento fu un vero evento e, il fatto che i reali borbonici in fuga a Palermo, nel 1798 avessero voluto portare in Sicilia con loro insieme a sculture, dipinti e gioielli, anche queste pesanti lastre, dimostra che esse avevano anche una “importanza politica “; erano cioè degli strumenti di legittimazione (in senso figurato) della nuova casa regnante, i Borbone appunto,  saliti al trono nel 1734 con la costituzione del regno autonomo delle due Sicilie. Il possesso di queste importanti lastre li rendeva  leciti  eredi proprio di quei territori che avevano costituito la Magna Grecia.

 In una sorta di continuum storico l’altra sezione della mostra riguarda dei reperti della riforma fondiaria degli anni 50 perché questa, come ha sottolineato il direttore del museo,dott Savino Gallo, non é solo una mostra didascalica ma anche di ricerca. Oltre alle tavole vi sono poi delle sezioni che espongono per la prima volta reperti completamente inediti, ritrovati  nel 2019  nell’area  archeologica  contigua al museo stesso nei cui pressi si possono ammirare il Santuario di Demetra e il Tempio di Dioniso, del VII secolo a.C.

Già quindi durante il regno delle due Sicilie si era compresa l’importanza di questi territori come eredi diretti della” civiltà delle civiltà”, che anche i romani infondo ammiravano, ovvero la Grecia.Proprio per questo è importante tutelare questi territori e valorizzarli al meglio costituendo finalmente un Parco della Magna Grecia estendendosi ai territori dell’arco ionico. Il progetto che vedrebbe il coinvolgimento di Basilicata, Puglia e Calabria è già in essere da alcuni anni e sembrava  giunto ad una concretizzazione salvo poi arenarsi nonostante la grande opportunità che poteva essere Matera 2019. Ma il trend della valorizzazione del nostro patrimonio culturale con  matera 2019, non termina con la fine dell’anno stesso e questa mostra come è stato sottolineato dal direttore del polo museale di Basilicata,  dott.ssa Marta Ragozzino,  é un esempio in tal senso.

È  davvero un mostra per tutti quindi non solo per  archeologi o addetti ai lavori. Magari si potrebbe approfittare per visitarla  anche delle prossime date  che rientrano nella lodevole iniziativa del Mibact ”Io vado al Museo” che rende fruibili tutti i musei e le aree archeologiche statali con ingresso gratuito ogni prima Domenica del Mese, da Ottobre a Marzo.  Visitare questa mostra é un arricchimento culturale per essere, da lucani, maggiormente padroni e consapevoli  della nostra storia. Conoscere il passato è sempre monito per le generazioni future.  

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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