La velocità con cui due forze antagoniste, che, fino a ieri, facevano a cazzotti sui social, hanno fatto un accordo di Governo è qualcosa che deve far riflettere sulla possibilità, affatto teorica, che un accordo del genere possa essere replicato al primo appuntamento serio in chiave territoriale che è l’elezione del nuovo Governo regionale di Basilicata. Anche se qualcuno ancora si affretta a dire che si tratta di un accordo e non una alleanza, il modo con cui vanno a braccetto, lascia pensare che è più probabile che nel tempo le due forze si uniscano anziché dividersi. Due sono le difficoltà per questa ipotetica soluzione : a) novembre è troppo vicino per poter affrontare il tema di una nuova composizione del centro destra ( fuori Berlusconi e dentro i cinque stelle) ,b ) i cinque stelle, con un accordo del genere, dovrebbero fare i conti per la prima volta con la risposta dell’elettorato del Sud che li ha premiati non certo per andare con Salvini. Cioè Novembre sarà la prima vera risposta della base pentastellata a quello che è successo a Roma , e se è vero che al Sud l’elettorato dei cinque stelle è formato in gran parte da ex simpatizzanti della sinistra , questo fatto potrebbe riverberarsi politicamente, come messaggio da mandare a Di Maio. In questo scenario non giova giocare ad accomunare i populismi, sostenendo che le due forze sono la stessa cosa. Non è così perché una parte dalla pancia vuota e l’altra dalla pancia piena del Paese. E se la prima è la risposta ad una politica che non ha saputo intercettare il sentiment della gente, chiudendo le porte a chi era in difficoltà, ignorando il dissenso e mettendo le ante ai balconi per non sentire il brusio della piazza, la seconda è scesa nei territori meridionali solo per sfruttare politicamente il malcontento riguardo all’emigrazione, che era generalizzato e che al Sud è stato più avvertito dal Nord in quanto alimentato dall’idea di una possibile guerra tra poveri. Quindi se il centrosinistra vuole conservarsi una possibilità di vittoria deve aggiustare la comunicazione e fissare bene i bersagli. E deve recuperare i motivi che hanno portato alla protesta penta stellata che sono l’ascolto della popolazione, la politica del lavoro , la lotta alla precarietà, la riduzione della povertà. Ergersi a baluardo contro l’invasione dei barbari, senza minimamente uscire dalle mura , così come atteggiarsi a fornitori di stabilità non basta. Bisogna fare una scelta di campo e capire che i penta stellati sono un prodotto di una politica malfatta e che il vero pericolo è che quelle giuste esigenze della popolazione finiscono paradossalmente con l’ingrassare l’ingordigia del Nord. Rocco Rosa
LEGA E 5STELLE NON SONO FATTI DELLA STESSA PASTA
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