LEGALITA’ ED EFFICIENZA: UNA CONTRAPPOSIZIONE CHE NON DOVREBBE ESISTERE MA CHE C’E’

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pinuccio rinaldi

Non ci facciamo mancare proprio niente” cosi recita un vecchio adagio, e noi in ossequio ad esso ci siamo dati uno scontro tra governo e magistratura contabile, che è tanto illogico quanto dannoso. Il tutto nasce dalla volontà del governo di eliminare i controlli concomitanti nella fase di gestione del PNNR perché ritenuti condizione di possibili ritardi per la sua attuazione, fermo restante il controllo finale che la Costituzione e la legge attribuisce alla magistratura contabile. Questa volontà espressa dalla politica non ha trovato il consenso della magistratura contabile, che si è ritenuta ridimensionata nelle sue prerogative e quindi attraverso le dichiarazioni del suo presidente ha detto che non rispetterà quanto deciso dalla politica, producendo in questo modo uno scontro di fatto tra potere legislativo e potere esecutivo. Ora al netto della gravità della condizione che si è venuta a determinare, resta l’aspetto illogico del contrasto. Infatti, la logica vorrebbe che nell’interesse primario della Nazione tutti quelli che a vario titolo vengono interessati da PNNR debbano concorrere con le proprie competenze e razionalità al raggiungimento del risultato. Sempre per la stessa logica non si spiega l’atteggiamento della magistratura contabile, alla quale non viene chiesto di abdicare alla sua funzione ma solo di semplificare il processo abolendo la fase del controllo concomitante a favore del controllo finale, quindi in sostanza si chiede semplicemente di introdurre efficienza nel processo fermo restante il controllo di legalità degli atti, concorrendo così al rapido raggiungimento del comune risultato. A questa illogica posizione non si sono sottratti anche i partiti che sono fuori dalla compagine amministrativa, i quali hanno perso anche una buona occasione per sostenere la necessità di modificare la pubblica amministrazione, che come il tempo ha dimostrato essa è sempre stata di ostacolo/ritardo a tutte le iniziative e volontà che tutti i governi e di tutti i colori hanno cercato di realizzare. Nessun governo e nessuna regione italiana, pur governate da forze politiche diverse e con uomini diversi è riuscito a spendere tutti i fondi che la comunità europea ci ha assegnato, tutti però, in questo fallimento si sono dovuti servire dello stesso mezzo la pubblica amministrazione. Da questa condizione si evince l’urgenza di modificare il modo di operare  della pubblica amministrazione, che sino ad oggi si è dimostrata non idonea e portarla ad operare con logica del risultato e non dell’adempimento.

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Sull' Autore

Sono nato a Bernalda il 04-02-1947 e qui vivo. Ho studiato presso l’università di Salerno e nel periodo lavorativo sono stato un quadro di Telecom Italia- Sono felicemente sposato con due figli e sono nonno di due ragazzini. Sono stato presidente di cooperativa edilizia, consigliere di amministrazione di un giornale locale, gestisco la mia azienda agricola, ed amo la pesca e la musica classica. Mi interessa la politica e ne analizzo i fatti per quello che ne sono capace.

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