ECOREATI ,LA LEGGE FUNZIONA. 538 ARRESTI NEL SOLO 2017

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538 ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali nel 2017 (139,5% in più rispetto al 2016) sono il segno di quanto sia aumentato il contrasto a questo fenomeno di illegalità. Il settore dei rifiuti è quello dove si concentra la percentuale più alta di illeciti, che sfiorano il 24%. Lo sostiene l’appena pubblicato rapporto di Legambiente il cui Presidente ha illustrato “i passi da gigante fatti grazie alla nuova normativa che ha introdotto gli ecoreati nel Codice penale, ma servono anche altri interventi, urgenti, per dare risposte concrete ai problemi del paese.” La lotta agli eco criminali deve essere una delle priorità inderogabili del governo, del parlamento e di ogni istituzione pubblica, così come delle organizzazioni sociali, economiche e politiche, dove ognuno deve fare la sua parte, responsabilmente.

Secondo i dati del Ministero della Giustizia i procedimenti totali avviati dalle procure sono stati 614, contro i 265 dell”anno precedente. La fattispecie più applicata è stata  l”inquinamento ambientale con 361 casi, poi l”omessa bonifica (81), i delitti colposi contro l”ambiente (64), il disastro ambientale (55),  l”impedimento al controllo (29) e il traffico di materiale ad alta radioattività (7).
In Italia si continua a costruire  abusivamente: secondo le stime del Cresme, nel 2017 in Italia sarebbero state costruite circa 17.000 nuove case abusive. Spaziando dall”abusivismo classico, che risale alle stagioni delle pesanti speculazioni immobiliari e dell”assalto alle coste, e quello di nuova matrice, meno maestoso e appariscente, più nascosto ma sempre presente.  In particolare, l”indagine rileva che rimane ancora molto da fare pure sul fronte delle demolizioni, dove solo pochi e impavidi sindaci hanno il coraggio di far muovere le ruspe, rischiando in prima persona. Più  in generale, le poche demolizioni realizzate sono da attribuire al  lavoro delle procure. Il lavoro delle forze dell”ordine nel 2017 ha portato alla luce 3.908 infrazioni sul fronte ””ciclo illegale del cemento””, una media di 10,7 ogni ventiquattro ore, e alla denuncia di 4.977 persone. Un dato in leggera flessione rispetto all”anno precedente, ma che testimonia come, dopo anni di recessione significativa, l”edilizia, e quindi anche quella in nero, abbia ricominciato a lavorare. Il 46,2% dei reati si concentra nelle quattro cosiddette regioni a tradizionale presenza mafiosa, ossia Campania, Sicilia, Puglia e Calabria.  Per contrastare il fenomeno Legambiente suggerisce di semplificare l”iter di abbattimento delle costruzioni abusive, avocando la responsabilità delle procedure agli organi dello stato, nella figura dei prefetti, esonerando da tale onere i responsabili degli uffici tecnici comunali e, in subordine, soggetti che ricoprono cariche elettive, ovvero i sindaci.
La natura profonda del crimine ambientale è economica e ha come principali protagonisti imprese e faccendieri, ma le mafie continuano a svolgere un ruolo cruciale, spesso di collante. 
I clan censiti da Legambiente finora e attivi nelle varie forme di crimine ambientale sono 331. È quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente. In particolare, l”indagine rileva che il 2018 è anno da record per lo scioglimento delle amministrazioni comunali per infiltrazioni mafiose.
Sedici i Comuni sciolti da gennaio, 20 nel 2017. Mentre i comuni attualmente commissariati dopo lo scioglimento sono 44 (ci sono anche alcuni sciolti nel 2016 e prorogati). Sono soprattutto i clan a minacciare gli amministratori pubblici che  difendono lo stato di diritto e la salvaguardia dell”ambiente. Secondo i dati elaborati di Avviso Pubblico, sono state 537 le intimidazioni nel 2017, se si considerano invece gli ultimi cinque anni il numero sale a 2.182.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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