LETTERA APERTA AL PRESIDENTE BARDI

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Armando Tita*

Da oltre dodici anni vivo la mia quiescenza (senza nessuna acquiescenza) di ex funzionario regionale nella speranza di intravedere segnali di rinnovamento nella prassi politica e civica. Lo dimostra plasticamente il mio ultimo Volume (Edizioni-Il Segno-2024)”I Fiammiferi accesi in una realtà regionale multiforme e mutevole”. Avverto, purtroppo, il bisogno fisiologico di ripresentare e riformulare una nuova “Lettera Aperta” al nostro Presidente Bardi da me definito con qualche dose di sarcasmo, il RE SOLE. (Vanto diritto di Primogenitura… lo dico agli amici di Controsenso). Un Re Sole protagonista di una umiliante Riforma dei Dipartimenti regionali. Una Riforma mai seriamente attenzionata e approfondita dalla Stampa Locale. Una Riforma che ha snaturato il vecchio Modello interdipartimentale e la vecchia impostazione delle belle progettualità integrate. Basterebbe citare i Mega Progetti sull’Artigianato e la Forestazione con i loro brillanti risultati positivi in termini di occupazione e di copertura finanziaria pressoché totale del Fondo Sociale Europeo (una quota striminzita a carico del Bilancio regionale per mero rispetto del principio di sussidiarietà). Nonostante i tanti proclami lo sconforto ci assale, caro Presidente, la Regione Basilicata è scivolata amaramente negli ultimi posti della graduatoria nazionale dei Fondi Europei ,in primis, il Fondo Sociale Europeo (sono lontani i tempi delle percentuali del 90% degli anni novanta) e, soprattutto, nella Formazione del Personale, tanto in voga negli anni ottanta.(Università Bocconi, R.S.O., CSATA/TECNOPOLIS, ISFOL…)
E’ una delle poche regioni meridionali a non essere stata inclusa nel Progetto RIV ( Valli Regionali dell’Innovazione). Non ho la sindrome di Cassandra che mi porta a formulare profezie avverse circa il futuro della Istituzione/Regione Basilicata , però, caro presidente Bardi, nel lontano 20 settembre 2020, sulle Prime Pagine della Gazzetta del Mezzogiorno lanciavo un SOS sui “Dipartimenti collassati”. Dipartimenti non più protagonisti, ma, umili ancelle del Re Sole. Ricordo, a tal proposito, le dimissioni dell’ex Assessora Merra e le sue serie e amare motivazioni che coglievano in pieno, pur, con molto ritardo, la natura di questo nuovo Modello verticistico e unidirezionale… ”Non vi sono più le condizioni minime di autonomia e di autorevolezza…Ad impossibilia nemo tenetur…Nessuno è tenuto alle cose impossibili”. Sottolineo, le condizioni minime di autonomia e di autorevolezza… I risultati sono sotto gli occhi di tutti e da ex Funzionario FSE provo tanta, tanta amarezza ripensando ai nostri progetti e alle nostre buone pratiche riconosciute dalla UE, dai Centri di Eccellenza, dalla Banca Dati della Camera dei Deputati, dall’ISFOL , dall’INAPP (Istituto Nazionale per le Politiche Pubbliche)e ,perfino, dalla prestigiosa Biblioteca di Montecitorio.
Avevamo constatato un ingiustificato entusiasmo per la presunta destinazione al Sud del 40% del PNRR. “La Regione Basilicata si impegnerà per spendere al meglio queste risorse dotando la sua Comunità di quelle infrastrutture che aspettava da tempo” sono parole sue Presidente. Provo ad essere onesto intellettualmente senza alcun pregiudizio di sorta. Noi settantenni come Lei ,mai creduloni oltre ogni pura ragionevolezza, siamo tra coloro che amano il “genere umano” che si svegliano con il buonumore (che lo sentono come dovere etico… alla Galimberti ) che salutano con un sorriso, un abbraccio e mal sopportano enfasi , proclami o paraculismi di natura “rivielliana”. (Lei ricorderà certamente il “paraculismo lucano” sagacemente raccontato dal nostro amato e un po’dimenticato poeta, Vito Riviello). Caro Presidente questi risultati così negativi ,cosi angoscianti, questo crescente pessimismo che non depone a favore di un positivo futuro lucano sempre più nebuloso, Stellantis, in primis, (Lei sa che non vi sono veri e concreti elementi di certezza nel Piano Industriale della proprietà francese) stridono tanto con questo insopportabile entusiasmo di maniera. Pur volendo sdrammatizzare con Andrea Di Consoli (amiamo entrambi il dissacrante Vito Riviello) ci siamo scambiati aneddoti e aforismi, roba per rozzi paesani come noi, una mera “psicosomatica rurale” come la definisce lo stesso Andrea , siamo sempre più perplessi, più scettici, più malinconici e quindi più adirati e incolleriti.

Caro Presidente riavviare la vera Stagione della Progettualità con questi Dipartimenti così collassati e con questi risultati così negativi sarà impresa ardua, costerà tanta fatica e tanto impegno, tanta professionalità e tanta competenza che non ci sono più e, che, purtroppo, non sono ancora visibili all’orizzonte. Qualche decennio fa , oltre a raccontare il PIL lucano drogato da Fiat/SATA e Centro Oli, mettevo in luce il valore aggiunto della produttività dei nostri funzionari dipartimentali nelle ricadute socio-economiche regionali, sia in termini di PIL che di occupazioni aggiuntive nel Sistema delle Imprese lucane. Un buon progetto, una buona prassi amministrativa, una corretta tempistica depongono bene per i risultati positivi delle nostre Aziende.
Lei ricorderà (forse No …troppo impegnato nelle Caserme della Guardia di Finanza) tanti anni fa il reportage del 25 novembre 2008 di Giampaolo Vasetti sulla Prima Pagina di “Repubblica”: “La Regione Basilicata chiusa con un FAX” con i manager delle varie Multinazionali interessate spariti per sempre. Uno squallido comportamento… da Generali dell’otto settembre 1943.
Quel sogno del Polo Chimico Lucano di Enrico Mattei brutalmente infranto in un deserto di Capannoni pericolanti con migliaia di operai licenziati e con la tragica e ingombrante presenza di centinaia di sacchi di amianto, non ancora rimossi.
Questa desolante immagine scolpita nella mia mente non è mai stata dimenticata né dalla mia persona né
da migliaia di lucani di buona volontà, di serietà e dignità. Siamo ancora maledettamente sudditi e siamo considerati una mera espressione geografica, alla Metternich, pur con le nostre strabilianti ricchezze energetiche, idriche e ambientali.
Ecco il vero leit motiv, il vero motivo conduttore del fallimento di intere classi dirigenti regionali, da una parte le strabilianti ricchezze dall’altra le strabilianti sudditanze acuite ultimamente dall’approvazione sic et simpliciter dell’Autonomia Differenziata e della legge 74/23 meglio nota come Acque del Sud. Nessuno dei Papaveri dell’industria e dei Governi nazionali e regionali ha mai accettato la onesta e pulita lezione di tanti “Maestri semplici” lucani.
Questi “ Maestri semplici “che avevano orientato le Istituzioni a generare Imprenditoria sana e Beni durevoli sul e per il Mercato (dall’artigianato all’agroindustria)e non a fabbricare voti per la politica politicante sono stati per sempre emarginati, isolati, costretti dai “capi bastone” a restare fuori dal giro delle relazioni politiche e sociali.
Quel Fax è ancora oggi terribilmente presente come un macigno con l’aggravante che i “Maestri semplici” continuano ad essere ignobilmente ignorati .
Per affrontare, in modo adeguato, i temi dello sviluppo e aggredire le problematiche sociali, culturali, ambientali, economiche e infrastrutturali attraverso il Recovery fund bisognerebbe attivare un dinamismo progettuale e una seria capacità gestionale, innovativa , di spessore e di impatto che languono da anni. Lei ricorderà il fervore di dieci anni fa intorno ai Patti di Sistema , la Rete Ancitel, le tante task force con le nuove normative per l’energia eolica (che ha prodotto, purtroppo, sconquassi ai nostri stupendi paesaggi e tanti affari per le lobby… con tanti arresti) i nuovi rapporti con l’Università, la Confindustria , i Sindacati, la ex FCA, i giovani ricercatori…tutto bruscamente evaporato.
Una bella scommessa che non si è mai concretizzata. Un guscio vuoto mai colmato, mai riempito di virtuosità oggi aggravato dagli ultimi posti nelle graduatorie nazionali ed europee di riferimento. Con questi angoscianti risultati, con questi Dipartimenti così collassati si può ancora parlare di Recovery Fund, di innovazione, di internazionalizzazione, di economia digitale ?
Noi crediamo sinceramente di NO.

*Sociologo e Saggista – ex Funzionario regionale FSE

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