Due o tre cose che so di voi

Di voi non so quasi niente. Ad essere ottimisti, al massimo potrei dire, parafrasando il titolo di un film degli anni della mia gioventù, “Due o tre cose che so di voi” rappresentanti di una parte della nostra malaticcia Democrazia. La mia non è ignoranza. Non è una colpa. Non è indifferenza né arroganza. Ė Distacco. Voluto da voi. Da voi alimentato. Di voi non conosco le radici né intravedo nei pur miseri progressi della nostra Regione semenze piantate da voi. Di voi so davvero poco per affidarvi sic et simpliciter la mia coscienza politica. In questi giorni, non solo intorno ad essa, che sarebbe ben poca cosa, ma intorno al sentire stesso della collettività del centrosinistra lucano, voi state erigendo un muro come fecero i sovietici nella Berlino conquistata. Ci state letteralmente ghettizzando!!! Qualcosa, però, voglio gridarla alle vostre orecchie, alle vostre menti e ai vostri cuori, inariditi dalle faide e dalle invidie, dal personalismo e dalla presunzione. Una domanda: “Chi è con noi?” Ve lo siete mai chiesto? Io credo che con noi, da sempre, o meglio, da quando esistiamo come PD, con noi ci siano soprattutto i poveri, i lavoratori, coloro che nonostante cento situazioni di precarietà e di protesta nel corso degli ultimi 20/30 anni non vi hanno abbandonato e di voi si sono fidati. I ricchi sono andati altrove. Quelli che come i farisei sanno fare tanti inchini, professano riverenza per Dio, Patria e Famiglia e poi ne combinano di tutti i colori, sono andati altrove. I ricchi NON sono con noi, sono contro di noi; i loro giornali, le loro televisioni, le loro case farmaceutiche, le organizzazioni segrete e dintorni, sono contro di noi!!
Questo è il quadro, se volete forse troppo ideologico, che mi sono disegnato lungo questi anni vissuti tra alti e bassi sia qui in Basilicata sia nel resto del Paese. E voi? Beh, credo che voi siate i portatori di una specifica vocazione: voi credete di essere illuminati e illuminatori! Pensate che basta il solo enunciare leggi definite giuste per essere credibili, indipendentemente dal razzolare poi bene o male. Pensate che basta dire di essere cattolici o di essere nostalgicamente fieri comunisti per guadagnarvi il consenso. Ma questo, a mio giudizio, non è ONORE. Questo potrebbe addirittura essere DISONORE se accompagnato dallo scoprire che molte volte voi date l’impressione di non sapere la gerarchia dei valori; qual è il Bene e quale il Male; che ignorate tutto ciò che ci appartiene: monti, colline, mari, fiumi, parchi, calanchi, Sassi e Portali, campi, sorgenti, scuole, ospedali, e … via dicendo.
Basta così. Queste le due o tre cose che so di voi e che ho voluto esplicitarvi. Non me ne vogliate. Ho forse rubato del tempo a voi e a chi mi ha benevolmente seguito leggendo questa lettera. Chiedo scusa e vi saluto. Con Osservanza
GERARDO ACIERNO
Testo ‘ispirato’ da:
-Giorgio La Pira; lettera a S.S. Pio XII -1958;
-Don Lorenzo Milani; Lettera dalla montagna -1955.